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L'Italia e i diritti umani
ONU: il ruolo dell’Italia nel peacekeeping
L’Italia e l’impegno multilaterale
21 settembre 2012 - Briefing stampa congiunto del Capo servizio stampa Mae, Giuseppe Manzo e della Portavoce di Palazzo Chigi, dott.sa Elisabetta Olivi
Link utili
Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite
ECOSOC (UN Economic and Social Cuncil)
UNDP (UN Development programme)
UNODC (UN Office on Drugs and Crime)
UNEP (UN Enviroment Programme)
UN Commission on International Trade Law
UN Educational, Scientific and Cultural Organization
FAO
World Health Organization
International Civil Aviation Organization
International Telecommunication Union
(WMO) World Meteorological Organization
International Maritime Organization
IFAD
Nazioni Unite
L’intensa e costante partecipazione ai vari settori di attività delle Nazioni Unite è sempre stata una componente fondamentale della politica estera italiana. Tre sono i punti di riferimento dell’azione italiana alle Nazioni Unite: l’attenta difesa degli interessi nazionali; il consolidamento del ruolo dell’Unione Europea come soggetto di politica internazionale; la costante promozione del superiore interesse dell’intera comunità internazionale, nelle questioni concernenti la pace e la sicurezza, lo sviluppo economico e la tutela dei diritti umani.
Sotto il profilo finanziario, l'Italia partecipa al bilancio ordinario ed al bilancio delle operazioni di pace dell'Organizzazione con una quota pari ad oltre il 5% del totale; il nostro Paese è pertanto nella rosa dei maggiori donatori, collocandosi al sesto posto(*). Al settore del mantenimento della pace l’Italia contribuisce anche in altre forme: ospita ad esempio la Base Logistica delle Nazioni Unite (UNLB) di Brindisi a sostegno delle operazioni di pace, e partecipa attivamente a molte missioni di peacekeeping. E’ il primo Paese occidentale (ed il nono in assoluto) per numero di caschi blu impegnati in missioni delle Nazioni Unite. Tra le missioni cui partecipa l’Italia, si ricordano in particolare: UNIFIL (missione delle Nazioni Unite in Libano), cui l’Italia partecipa con il maggiore contingente (2500 unità) e di cui assicura il comando, UNMIK (in Kosovo), MINUSTAH (ad Haiti). Nel settore del peacebuilding l’Italia si è attivamente impegnata per sviluppare la Commissione per il Consolidamento della Pace (Peacebuilding Commission), creata nel 2006 nella convinzione che alla comunità internazionale servisse un efficace strumento di sintesi delle diverse componenti di intervento nelle aree di crisi (dall’intervento militare, a quello umanitario, alla ricostruzione).Nel settore dei Diritti Umani l’Italia ha ottenuto un grande successo in ambito Nazioni Unite con l’adozione della Risoluzione 62/194 contro la pena di morte, fortemente voluta e sostenuta dal nostro Paese, da anni in prima fila nella campagna contro la pena capitale. La Risoluzione invita gli Stati che ancora applicano la pena di morte a restringerne in modo progressivo l’uso e ridurre il numero dei reati per i quali essa è prevista, nonché a stabilire una moratoria sulle esecuzioni con lo scopo di abolire la pena di morte; invita infine gli Stati che l’hanno abolita a non reintrodurla.Anche nel settore dello sviluppo l’Italia svolge un ruolo di rilievo attraverso la partecipazione agli organi direttivi di vari fondi, programmi e agenzie del sistema delle Nazioni Unite, i contributi volontari per il finanziamento di attività di sviluppo e la messa a disposizione di risorse umane, in particolare attraverso i programmi JPO e EA. L’Italia è dunque partecipe dell’attività delle Nazioni Unite nei tre settori che sono considerati i pilastri dell’organizzazione: pace e sicurezza, sviluppo e tutela dei diritti umani. Attualmente l’Italia è membro di numerosi organi collegiali delle Nazioni Unite. Per citare solo gli organi principali, si ricorda che è terminato a dicembre il biennio quale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza (2007-2008), mentre l’Italia è membro del Consiglio Diritti Umani (per il periodo 2007-2010) e nel 2010 tornerà ad essere membro dell’ECOSOC per un mandato triennale. Inoltre vanta la presenza di personale italiano ai vertici di importanti uffici, missioni e organinismi, tra cui: Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite su Droga e Criminalità) e Direttore Generale dell’Ufficio ONU di Vienna; il Generale Claudio Graziano, Comandante della missione UNIFIL; il Presidente Prodi, capo del Panel ONU-Unione Africana sul peacekeeping in Africa; il Procuratore Cuno Tarfusser, eletto giudice della Corte Penale Internazionale; il Professor Pocar, giudice del Tribunale Penale Internazionale per la ex- Yugoslavia e del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda (già Presidente del Tribunale Internazionale per la ex- Yugoslavia); il Professor Treves, giudice del Tribunale per il Diritto del Mare; l’Amb. Lamberto Zannier, Rappresentante Speciale del Segretario Generale in Kossovo. _______________________________________________________________________(*) Nel 2008 l’Italia ha finanziato il bilancio ordinario delle Nazioni Unite con un contributo di 83 milioni di Euro, ha inoltre finanziato le operazioni di pace dell’ONU con un contributo di 246 milioni di Euro; abbiamo infine contribuito ai bilanci dei Tribunali Internazionali con 12 milioni di Euro. Per il 2009, ad oggi (febbraio 2009) abbiamo fornito un contributo di 99 milioni di Euro al bilancio ordinario, ed abbiamo già versato 40 milioni di Euro per le operazioni di pace, mentre il nostro contributo per i Tribunali Internazionali è stato di 12 milioni di Euro.
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