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L’ ECONOMIA ITALIANA

Dal punto di vista economico l'Italia è stata, nel secondo dopoguerra, uno dei Paesi più dinamici del Continente europeo completando il processo di trasformazione da paese essenzialmente agricolo a grande economia industriale.


La struttura economica dell'Italia, come emerge dai dati dell’Istituto nazionale di statistica è simile alla maggior parte degli altri paesi europei piu’ avanzati .
 Il settore del terziario rappresenta i due terzi (pari a circa  il 69%) del  Prodotto interno lordo (PIL) e i punti di forza sono il commercio e il turismo.  Circa il 29% del reddito nazionale si deve all'industria ( compreso il settore delle costruzioni)  ed il rimanente 2% circa  deriva dalle attività agricole. I settori industriali più forti sono quello meccanico e quello dell'abbigliamento e tessile.

La ripartizione geografica della produzione della ricchezza nazionale  e’ la seguente: il 31,8 % circa del PIL viene prodotto nelle regioni del Nord-Ovest del Paese, il 22,3% circa e’ dovuto alle regioni del Nord-Est , il 21 % circa e’ prodotto nelle regioni del Centro ed , infine, il 24,8 % circa nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

Una peculiarità del sistema italiano è costituita dal modello dei "distretti industriali", radicati all'interno di un territorio ben definito e costituiti dal fitto tessuto di aziende di dimensioni medio-piccole, ognuna specializzata in una specifica fase della filiera produttiva. Grazie a questo modello l'Italia è uno dei Paesi nel quale l'iniziativa imprenditoriale è più sviluppata, e l'autonomia imprenditoriale ha consentito lo sviluppo della creatività, della ricerca del bello e del buon gusto nel prodotto finito che hanno reso famoso in tutto il mondo la produzione "made in Italy".

L'economia italiana non è però solo piccole imprese. Numerosi sono i grandi gruppi che hanno fatto la storia industriale del Paese e che hanno contribuito al suo sviluppo.

Il Made in Italy , non significa solo abiti eleganti, design sofisticato e meccanica avanzata,  ma anche e soprattutto export che si traduce in un significativo apporto all'economia nazionale , sostenuta e rappresentata dal lavoro e dall'iniziativa di grandi imprese e da un vasto reticolo di piccole e medie imprese.

Agro-alimentare, metalmeccanico, tessile-abbigliamento , design industriale e produzione di mobili e complementi di arredo sono i settori che non solo pesano maggiormente in termini di fatturato, occupazione e numero d'imprese, ma che sostengono l’export italiano nel mondo fornendo un significativo contributo alla bilancia commerciale  del nostro paese.

L’Italia , nonostante l’affacciarsi prepotente della Cina e di altri paesi nel commercio mondiale,  e’ ottava nella classifica mondiale dei maggiori paesi esportatori di merci. Il nostro paese  occupa inoltre la settima posizione mondiale dei maggiori paesi importatori di merci. 

Ma l’economia italiana si fonda anche su un altro importante pilastro , ed e’ quello  rappresentato dal turismo , grazie all’ inestimabile patrimonio archeologico ed artistico del paese.
Infatti oltre la meta’ del patrimonio storico-artistico del mondo si trova , secondo i calcoli dell’Unesco,  in Italia, paese che conta centinaia di siti archeologici ed oltre 3000 musei diffusi su tutto il territorio nazionale.

Il turismo e’ una delle voci piu’ importanti dell’economia italiana : le spese dei viaggiatori stranieri nel nostro paese ammontano , ogni anno , ad oltre 30 miliardi di euro , mentre quelle degli italiani che  si recano all’estero si aggirano intorno ai 18 miliardi di euro.
Si calcola percio’ che  il settore del turismo , comprendendo anche l’indotto, contribuisca per circa un terzo al Pil complessivo del paese, creando oltre un milione di posti di lavoro.

Investire in Italia

L'attrazione degli investimenti esteri è un fattore indispensabile per lo sviluppo economico e sociale di un paese ,oltre ad essere una delle priorità della programmazione economica ed industriale. Ma l'attrazione di capitali esteri è frutto di un complesso insieme di fattori di natura politica, normativa, legislativa e di risorse sociali, culturali e strumentali.

Le imprese straniere possono trovare nel nostro paese, un sistema di condizioni assolutamente favorevoli per investire: un grande mercato, la sinergia con i distretti industriali (fiori all'occhiello dell'organizzazione industriale italiana), una struttura logistica competitiva, una formazione mirata, incentivi primari, partecipazione al capitale e, soprattutto, idee e progettualità industriale.

Inoltre, la stretta correlazione tra la domanda di trasporto e la crescita del PIL ha portato alla determinazione di un piano strategico di interventi mirato alla realizzazione di nuove e piu’ avanzate infrastrutture nel Paese, concordato con tutte le Regioni.

Moltissime sono le opportunità e le possibilità offerte,in termini di incentivi, alle imprese operanti in Italia : si va dai finanziamenti per l'acquisto dei macchinari ed impianti, fino a giungere alle norme che agevolano l'avvio di una nuova attività imprenditoriale, e in questo ambito trova spazio anche una normativa specifica per le imprese femminili. 

La normativa che disciplina le agevolazioni si basa attualmente sulla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle imprese. Gli incentivi disponibili derivano da: leggi regionali, leggi nazionali o dalla programmazione comunitaria.

Per quanto riguarda la dimensione aziendale, le imprese si differenziano tra grandi – imprese (PMI) e microimprese. Dal 1 gennaio 2005, la definizione di piccole e medie imprese, che sono le principali destinatarie delle risorse agevolative erogate, segue i criteri contenuti in una nuova raccomandazione, la 361/2003/CE, adottata dalla Commissione europea la quale ha introdotto anche una nuova categoria, quella  appunto delle microimprese.

Gli interventi e le agevolazioni a favore delle imprese possono raggrupparsi in due principali categorie : le agevolazioni finanziarie e le agevolazioni fiscali e contributive.

Le agevolazioni finanziarie si differenziano principalmente in: contributo in conto capitale, che viene determinato in percentuale delle spese ammissibili ; contributo a fondo perduto che non prevede restituzione di capitali o pagamento di interessi ; contributo in conto interessi, che mira all'abbattimento del tasso di interesse che viene applicato per il finanziamento dell'azienda. Le agevolazioni di tipo fiscale vengono considerate delle agevolazioni di tipo indiretto, in quanto non si concretizzano in un contributo diretto, ma attraverso esenzioni o riduzioni del carico fiscale.

ultima modifica: 10/09/2008

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