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Rapporti bilaterali dell’Italia con i Paesi del’Asia meridionale


Lineamenti generali

Per quanto riguarda l’Asia Meridionale, occorre premettere che la politica estera italiana in quest’area – estesa per circa 4,5 milioni di Km quadrati e popolata da un miliardo e mezzo di persone – non si limita ad una mera valutazione dell’importanza economica e del dinamismo dei Paesi che la compongono (India, in primis). Essa si basa invece in primo luogo sulla cruciale rilevanza degli equilibri nella regione, che rappresenta tra l’altro un banco di prova di fondamentale importanza anche su questioni quali l’utilizzo pacifico del nucleare, il problema demografico e dello sviluppo, nonché la lotta al terrorismo.
I Paesi dell’area ripongono crescenti speranze nelle possibilità di integrazione economica che potrebbero derivare dalla SAARC  (South Asian Association of Regional Cooperation), qualora si realizzassero gli obiettivi di cooperazione e libero scambio che sono alla base di questa associazione. La graduale entrata in vigore del SAFTA, l’accordo di libero scambio regionale finalizzato nel 2005,  rappresenta un primo e positivo segnale in tal senso, propiziato dalla riduzione della tensione tra India e Pakistan, verificatasi negli ultimi tre anni.
Il persistere di tensioni regionali ed interne ai singoli Stati, ad iniziare dall’Afghanistan, rappresenta tuttavia un ancor potente freno alle ambizioni di sviluppo dell’intero subcontinente ed è pertanto evidente che il dialogo e la cooperazione tra i Paesi dell’area ed i principali attori internazionali vanno valutati innanzitutto in un’ottica di pacificazione e di stabilizzazione regionale. E’ questo l’approccio privilegiato dalla Presidenza italiana del G8, concretizzatosi in occasione della riunione ministeriale di Trieste del giugno 2009, allargata a tutti gli attori (Stati e organismi internazionali) della stabilizzazione regionale.
Tale impostazione, cui l’Italia contribuisce attivamente sia in ambito UE che sul piano dei rapporti bilaterali, va dunque messa in relazione all’emergere dell’India quale nuovo attore globale, alla rilevanza strategica del Pakistan, alle implicazioni che i complessi equilibri regionali comportano sullo scenario afgano (e viceversa), nonché agli altri scenari regionali nei quali la politica estera italiana si è attivamente impegnata a sostegno del consolidamento delle istituzioni democratiche ed in vista di una soluzione pacifica delle crisi.