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Fondo comune per i prodotti di base (CFC)


L’Organizzazione

Il Fondo Comune per i Prodotti di Base (Common Fund for Commodities - CFC) è un Organismo finanziario intergovernativo il cui accordo istitutivo, negoziato in seno all’UNCTAD (United Nation Conference on Trade and Development) tra il 1976 ed il 1980, fu firmato a Ginevra il 27 giugno 1980. L’Italia ne ha autorizzato la ratifica con legge 584 del 6 agosto 1984 (G.U. 258 del 19.9.1984).

Al CFC aderiscono 105 Stati membri e 10 membri istituzionali (compresa l’Unione Europea, l’Unione africana, il Mercato comune dell’Africa orientale e australe e la Comunità dei Caraibi). L’iscrizione è aperta anche agli Stati membri delle Nazioni Unite, alle sue Agenzie specializzate e all’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, unitamente alle Agenzie intergovernative regionali e alle Organizzazioni d’integrazione economica che esercitano le attività contemplate dal Fondo.

La struttura organizzativa del Fondo è costituita dal Consiglio dei Governatori (che si riunisce una volta l’anno) un Comitato Esecutivo (due riunioni l’anno), un Comitato Consultivo (anch’esso si riunisce due volte l’anno) e un Segretariato con sede ad Amsterdam.
A settembre 2011, a motivo di una vera e propria riforma tesa al miglioramento dell’uso delle risorse finanziarie del Fondo e alla sua riorganizzazione (riforma che già da qualche anno sta interessando il CFC e che dovrebbe concludersi nel corso della prossima sessione del Consiglio del Governatori attesa per metà dicembre 2012) è stato istituito, per il tramite del Comitato Esecutivo, un Comitato Riforma, con il compito di raccogliere, valutare ed elaborare tutte le possibili opzioni per una riforma del CFC meno invasiva possibile (sia in termini di costi che di dismissione di personale impiegato) e nel rispetto delle finalità e degli obiettivi propri del Fondo. Il Comitato Riforma si riunisce ogni volta che è necessario.


Gli obiettivi

La finalità primaria dell’Organismo è il consolidamento dello sviluppo socio-economico dei Paesi produttori di materie prime, attraverso il finanziamento o il co-finanziamento di progetti destinati al miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti di base di interesse dei PVS (Paesi in via di sviluppo) e dei PMA (Paesi meno avanzati). Il Fondo tende altresì al miglioramento dell’efficienza dei mercati ed allo sviluppo di prodotti innovativi. Nel perseguire tali finalità il CFC coopera con altre istituzioni per lo sviluppo, con la società civile ed il settore privato.
L’approccio del Fondo è market-oriented, diretto cioè all’individuazione di nuove prospettive per il mercato dei prodotti di base. Tale orientamento presenta il vantaggio di proporre soluzioni comuni a tutti i Paesi produttori.
Allo scopo di raggiungere i summenzionati obiettivi il Fondo collabora attivamente, sia per i progetti che nell’elaborazione dei piani d’azione quinquennali, con le Organizzazioni Internazionali che si occupano dei prodotti di base (International Commodity Bodies)


Le attività del CFC

Le attività principali del Fondo comprendono:

  • le misure finalizzate al miglioramento della struttura del mercato ed al consolidamento della competitività nel lungo periodo. Tali misure includono la ricerca e lo sviluppo, il miglioramento della qualità e della produttività, il trasferimento di tecnologia, la diversificazione, la lavorazione dei prodotti di base, il miglioramento delle attività di marketing e dell’accesso al mercato;
  • le attività di supporto ai PVS, tramite il co-finanziamento di progetti nei settori dello sviluppo strutturale e del consolidamento delle infrastrutture del mercato, agevolazioni delle iniziative private e gestione dei rischi derivanti dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

Il Fondo dispiega la sua attività co-finanzianziando progetti (sviluppati e proposti al Fondo dai vari International Commodities Bodies). Il CFC si pone quindi come elemento centrale dello sforzo perseguito dai vari International Commodity Bodies per favorire la commercializzazione ed il miglioramento qualitativo della produzione di vari prodotti di base (come cacao, caffè, cotone, juta, cocco, banane, piombo e zinco, rame, nichel, legnami tropicali, gomma, grano, olio d’oliva), che rappresentano spesso una voce importante nell’export dei Paesi Meno Sviluppati e quindi una risorsa centrale su cui basare le loro strategie di sviluppo. Il Fondo tende altresì al miglioramento dell’efficienza dei mercati ed allo sviluppo di prodotti innovativi e coopera con la società civile ed il settore privato.


Le fonti di finanziamento del CFC

Nell’accordo istitutivo (o statuto) del CFC si è previsto di dotare l’Organismo di un capitale iniziale (versato all’atto della sua costituzione sotto forma di contante, promissory notes e pledges volontari) suddiviso in due conti:

  • il Primo Conto è destinato a garantire la copertura dei costi del Segretariato e degli altri costi amministrativi, mediante gli interessi bancari annualmente derivanti dagli investimenti fatti);
  • il Secondo Conto è destinato al finanziamento di progetti) per i prodotti di base, rivolti ai Paesi in via si sviluppo (PVS) e Paesi mediamente avanzati (PMA).

Partecipazione italiana al CFC

L’Italia è membro del CFC e partecipa attivamente all’attività dello stesso. Nell’ambito del Comitato Esecutivo, suddiviso in Collegi elettorali (Constituency), il nostro Paese fa parte della 24ma Constituency insieme alla Grecia. Nel ambito dello staff del Segretariato, un esperto italiano partecipa all’attività dell’Associate Project Manager (composta da Italia, Cina e Giappone).


Organi italiani compenti per il CFC

Ambasciata d’Italia a L’Aja

Ministero Affari Esteri - Direzione Generale per la Mondializzazione Ufficio I


ultima modifica: 16/01/2013

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