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La questione del debito internazionale

Il Ministero degli Esteri ha una tradizione consolidata di attenzione e sensibilità alla questione del debito estero. L’attività di ristrutturazione debitoria è concentrata al Club di Parigi, il foro multilaterale che riunisce 19 fra i principali creditori mondiali ed ai cui lavori partecipano in qualità di osservatori i maggiori creditori multilaterali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, nonché le Banche Regionali di Sviluppo, l’UNCTAD ed altre organizzazioni internazionali. Il Ministero degli Affari Esteri guida la delegazione italiana, di cui fanno parte il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dello Sviluppo Economico, SACE SpA e ARTIGIANCASSA SpA, e sottoscrive le Intese multilaterali di ristrutturazione (nonché i successivi Accordi bilaterali applicativi). Il Ministero degli Affari Esteri segue altresì la questione del debito internazionale anche nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda la partecipazione finanziaria italiana agli sforzi della comunità internazionale sul fronte debitorio, essa ha luogo sia a livello bilaterale (Legge 209/00 e suo Regolamento attuativo), che multilaterale (FMI, Banca Mondiale, Commissione Europea, Banche Regionali di Sviluppo). La Legge 209/00 disciplina l’attività dell’Italia – a livello bilaterale - in materia di ristrutturazione/cancellazione del debito dei Paesi in via di sviluppo a più basso reddito e maggiormente indebitati.

I Paesi potenzialmente oggetto di tali misure sono i Paesi che sulla base della classificazione della Banca Mondiale vengono indicati come a) “IDA-only” vale a dire paesi che soddisfano i requisiti per i finanziamenti dell’International Development Association (IDA) del Gruppo Banca Mondiale ma hanno un debito ritenuto sostenibile con l’applicazione dei tradizionali meccanismi di riduzione debitoria, b) “IDA-only HIPC”, ossia Paesi che si qualificano per i finanziamenti dell’International Development Association (IDA), hanno un debito ritenuto insostenibile e sono stati dichiarati eleggibili alla cancellazione debitoria ai sensi dell’”Iniziativa HIPC Rafforzata” (“enhanced Heavily Indebted Poor Countries Initiatives).

L’ “Iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries)” fu adottata nel 1996 al Vertice G7 di Lione per assicurare la sostenibilità del debito estero a medio-lungo termine dei Paesi a basso reddito. Il Vertice G7/G8 del 1999 di Colonia decise di:

a) aumentare il numero dei Paesi eleggibili;

b) rendere più facili le condizionalità per l’adesione;

c) aumentare l’ammontare di debito eleggibile alla cancellazione (dall’80% di Lione al “90% e oltre se necessario” del pre-cut-off date);

d) accelerare l’attuazione dell’Iniziativa;

e) rafforzare il legame fra risorse finanziarie liberate dalla cancellazione debitoria e lo sviluppo economico e le strategie nazionali di lotta alla povertà , Poverty Reduction Strategy Papers - PRSPs. Questa nuova iniziativa è stata chiamata “enhanced HIPC Initiative” (Iniziativa HIPC rafforzata).

Sulla base delle decisioni del Vertice G8 di Evian del giugno 2003, i Paesi creditori membri del Club di Parigi hanno adottato il cosiddetto “Evian Approach” con l’obiettivo di affrontare i problemi debitori dei Paesi che non sono eleggibili all’”Iniziativa HIPC” (Paesi IDA-only non HIPC). Tale metodologia consente di applicare trattamenti debitori adeguati alle specifiche necessità finanziarie dei Paesi non-HIPC con problemi debitori in modo tale da assicurare, sulla base delle indicazioni delle Istituzioni Finanziarie Internazionali, il raggiungimento della sostenibilità del debito estero.

Per consentire al maggior numero di Paesi HIPC di beneficiare dell’Iniziativa, al Vertice G8 di Sea Island (giugno 2004) i Capi di Stato e di Governo raccomandarono di spostare in avanti di due anni la c.d. sunset clause”, inizialmente prevista per la fine del 2004.
Il 6 settembre 2006 i Consigli Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Mondiale, dopo quattro proroghe intervenute ogni due anni, hanno confermato la data del 31 dicembre 2006 come termine finale (“Sunset clause”) dell’Iniziativa, approvando contemporaneamente una c.d. “grandfather clause”. Quest’ultima stabilisce che i Paesi, che alla data del 31.12.2004 presentavano i parametri per partecipare all’Iniziativa, continueranno ad essere eleggibili a tempo indeterminato alle cancellazioni debitorie nell’ambito delle Iniziative HIPC e MDRI.

In occasione delle riunioni annuali dei Governatori del FMI e della Banca Mondiale (ottobre 2004) fu approvato il rinvio di due anni, fino al 31 dicembre 2006, della data limite per l’attuazione dell’Iniziativa, con la possibilità di estendere la stessa anche a quei Paesi più poveri con un debito giudicato insostenibile sulla base dei dati economici di fine 2004.

Al Vertice G8 di Gleneagles (luglio 2005) i Capi di Stato e di Governo hanno accolto la proposta dei Ministri delle Finanze di cancellare il 100% del debito dei Paesi HIPC verso il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo (c.d. Multilateral Debt Relief Initiative – MDRI). L’Iniziativa è rivolta, oltre ai Paesi che hanno raggiunto il “completion point” nell’ambito dell’Iniziativa HIPC, anche ai Paesi non-HIPC con un reddito pro-capite annuo inferiore a 380 USD.

Iniziativa Italiana sul Prestito Sostenibile

Il MAE (DGCE) ha promosso, dal 2006, un coordinamento con il MEF, il Ministero del Commercio Internazionale, la SACE e la SIMEST, in un’azione concordata nelle sedi internazionali a favore del prestito responsabile (o prestito sostenibile), da sviluppare insieme ai partners europei e OCSE.

L’Italia, insieme a Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia e Norvegia, ha promosso, in particolare in sede OCSE – Gruppo Crediti all’Esportazione, l’iniziativa sul “responsible lending” o “sustainable lending” per regolare, tramite l’individuazione di principi e linee guida, le attività delle agenzie di credito all’esportazione (ECAs) dei Paesi dell’OCSE al fine di evitare un indebitamento non sostenibile dei Paesi usciti da cancellazioni ed alleggerimenti debitori e dei Paesi a basso reddito.
Tali principi e linee guida sul Prestito Sostenibile sono state approvate all’OCSE, nel gennaio 2008, assumendo la denominazione “OECD Principles and Guidelines to promote sustainable lending practices in the provision of official export credits to low income countries”. L’iniziativa incoraggia il coinvolgimento dei Paesi non-membri dell’OCSE, in particolare degli emerging lenders, a partecipare alle discussioni ed agli aggiornamenti dell’iniziativa nell’ottica di adesione ad un codice internazionale di regole condivise.

ultima modifica: 21/12/2012

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