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Cooperazione Finanziaria nei paesi in via di sviluppo

1. Crediti di aiuto in favore dei Paesi in via di sviluppo (legge n. 49/87 art.6)

I crediti di aiuto sono crediti concessionali destinati a Paesi in via di Sviluppo.
Tali crediti devono generalmente, in accordo all’Arrangement Ocse-Dac, soddisfare due condizioni principali:
a) il reddito pro-capite del Paese beneficiario non deve superare la soglia massima stabilita dalla Banca Mondiale per i paesi a reddito medio-alto; per il 2013 tale soglia è pari a 12.615 dollari. Per i crediti legati a lavori, forniture, o servizi provenienti dal Paese che ha concesso il credito, il reddito procapite del Paese non deve superare la soglia massima stabilita dalla Banca Mondiale per i paesi a reddito medio-basso, nel 2013, pari a 4.085 dollari.
b) i progetti finanziati non devono essere commercialmente viabili. Tale condizione vale solo per i crediti legati (alla partecipazione ai lavori/forniture di imprese italiane per beni di origine italiana).

Si riportano di seguito le caratteristiche principali di tali crediti:

• Soggetti beneficiari: stati, banche centrali o enti di Stato di Paesi in via di Sviluppo.

• Tipologia di progetti e settori finanziabili: possono essere finanziati progetti o programmi di cooperazione in settori ed aree/paesi prioritari indicati nelle Linee Guida Programmatiche definite dalla Cooperazione italiana. Sono considerati prioritari settori quali agricoltura/sicurezza alimentare, sviluppo umano (salute/istruzione/formazione), governance e società civile, sostegno al bilancio, sviluppo del settore privato. Quanto ai paesi sono invece considerati prioritari: Africa Sub sahariana (Senegal, Sudan, Sud Sudan, Kenya, Somalia, Etiopia, Mozambico, Niger, Burkina Faso e Guinea) Nord Africa (Egitto, Tunisia), Balcani (Albania), Medio Oriente (Territori Palestinesi, Libano, Iraq), America Latina (Bolivia, Ecuador, El Salvador, Cuba), Asia (Afghanistan, Pakistan, Myanmar e Vietnam). I crediti di aiuto concessi dal Governo italiano sono spesso destinati al finanziamento di lavori, di forniture e di servizi di origine italiana (crediti “legati”) con la possibilità di effettuare spese in loco, nei Pvs limitrofi e nei paesi Ocse– a seconda dei settori d’intervento – fino ad una percentuale massima del 95% del credito. A seguito del recepimento delle Raccomandazioni Ocse-Dac del 2001 e del 2008, i crediti di aiuto italiani destinati ai Paesi Meno Avanzati (Pma) e i Paesi Hipc (Heavily Indebted Poor Countries) sono completamente “slegati”. I progetti finanziati sono realizzati da imprese aggiudicatarie di gare internazionali.


• Condizioni finanziarie dei crediti di aiuto: i termini e le condizioni di tali crediti (tasso d’interesse, durata del credito, periodo di grazia) sono connessi al livello di concessionalità attribuito al Paese in funzione del suo reddito pro-capite. Ad esempio i paesi con reddito pro-capite annuale “medio-basso” (compreso tra dollari 1.036 e dollari 4.085) hanno una concessionalità minima del 35% e massima del 60%. A titolo esemplificativo si riportano le condizioni finanziarie corrispondenti ad una concessionalità del 60% nel 2013:
- tasso d’interesse 0,0%; periodo di rimborso 32 anni di cui 21 di grazia.


• Procedure: La richiesta di un credito di aiuto viene avanzata dal Pvs, tramite l’Ambasciata italiana, agli Uffici competenti della Dgcs che ne valutano l’eleggibilità in funzione delle priorità e della programmazione della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto, se ritenuto eleggibile, viene in seguito presentato al Comitato Direzionale per l’emissione di un parere sulla concessione del credito. Successivamente viene elaborato un “Accordo tra Governi” nel quale sono indicate le modalità di implementazione del credito per quanto riguarda le procedure di gara, l’aggiudicazione dei contratti e l’erogazione del finanziamento. L’erogazione ai Soggetti beneficiari viene effettuata dall’Ente Gestore del Fondo rotativo, attualmente Artigiancassa S.p.A., a seguito di un decreto emesso dal Ministero dell’Economia e Finanza ed in accordo alle modalità previste nella convenzione finanziaria firmata dalla stessa Artigiancassa con l’Ente nominato dal Governo locale.



Lo strumento finanziario denominato “matching su crediti di aiuto” è una forma di sostegno pubblico che prevede la concessione di un credito di aiuto legato da parte di un Governo di un Paese Ocse (Donatore) in favore di un Pvs al fine di controbilanciare un’analoga azione svolta da un precedente Donatore. L’attivazione di tale procedura avviene su richiesta dell’impresa italiana che partecipa ad una gara internazionale, finalizzata alla realizzazione di progetti di sviluppo in PVS, in cui l’ente appaltante richieda oltre alla offerta tecnico economica anche una offerta finanziaria, la quale assume carattere determinante nella fase di aggiudicazione. Tale sostegno finanziario, essendo “legato” è condizionato alla aggiudicazione della gara in favore dell’impresa italiana. Le risorse finanziare per la procedura di matching sono menzionate nelle linee guida. Le caratteristiche dello strumento finanziario in questione sono regolamentate dall’Ocse tramite “l’Arrangement on Guidelines for Officially Supported Export Credit” (cosiddetto Accordo Consensus).

- Domanda di finanziamento: L'attivazione della procedura spetta all'impresa italiana. Nel caso in cui un Pvs bandisca una procedura di aggiudicazione aperta, del tipo gara internazionale (International Competitive Bidding- Icb) e che il relativo bando preveda anche la possibilità di offrire un finanziamento concessionale, un'impresa italiana che intenda concorrere all'aggiudicazione può contattare la Dgcs al fine di richiedere al Ministero degli Affari Esteri - Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo - di verificare se esistano le condizioni per la concessione di un supporto finanziario. La richiesta dovrà essere presentata dall'impresa alla Dgcs (Ufficio Territorialmente Competente) sulla base del formulario allegato. Al fine di rendere possibile tale valutazione, l'impresa fornirà le informazioni in suo possesso in merito alle caratteristiche dell'iniziativa per la realizzazione della quale intende competere e, in particolare: i) lo studio di fattibilità (ove in suo possesso) che permetta di valutarne la viabilità finanziaria. A questo fine è utile consultare la “Ex ante guidance for tied aid” che fornisce gli strumenti necessari ad una rapida valutazione della viabilità commerciale di un'iniziativa secondo i principi del Consensus; ii) la disponibilità di copertura assicurativa per l'operazione; iii) tutte le informazioni disponibili in merito alle offerte finanziarie dei concorrenti, con il maggior dettaglio disponibile (condizioni finanziarie, tipologia dei finanziamenti come, p.es., crediti misti, ecc.); iv) copia del capitolato di gara.

- Istruttoria Dgcs: L’Ufficio territorialmente competente, presa visione della documentazione ricevuta dall’impresa e sentita l’Ambasciata d’Italia, in caso di valutazione positiva, comunicherà all’Ufficio giuridico [X - crediti di aiuto] la coerenza del finanziamento richiesto con le politiche di riduzione della povertà dei Paesi partners e con la allocazione di risorse destinate al matching nell’ambito delle Linee Giuda Triennali. L’ufficio territoriale richiederà quindi allo stesso Ufficio giuridico [X - crediti di aiuto] di verificare “in sede Ocse” l'esistenza di notifiche da parte di altri Partecipanti all'Accordo Consensus. Nel caso in cui la ricerca evidenzi una notifica sul Progetto già effettuata da un Partecipante, (oppure si venga a conoscenza di un finanziamento concessionale da parte di un paese non partecipante all’Ocse), l’Ufficio X verificherà - di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze – la finanziabilità dell’iniziativa e la disponibilità delle risorse a valere sul Fondo Rotativo di cui all’art. 6 della legge 49/87. L’Ufficio X comunicherà all’Ufficio territoriale gli esiti di tale istruttoria. Nel caso in cui l’Ufficio territoriale sia favorevole l’Ufficio X notifica il matching all’Ocse e contestualmente lo stesso Ufficio territoriale comunicherà alle competenti Autorità del Pvs il proprio interesse (che non costituisce in alcun modo un impegno inderogabile) a fornire un sostegno finanziario alle imprese italiane nell'ambito e secondo quanto previsto dal capitolato di gara (comunicazione di willingness to match al Pvs). E' utile ricordare che tale comunicazione non sarà rivolta ad un'impresa specifica, ma a genericamente a “qualunque impresa italiana intenda partecipare” alla medesima gara d’appalto.Tale strumento finanziario sarà condizionato all’aggiudicazione della gara da parte di un'impresa italiana, secondo i criteri tecnico-economici stabiliti dal bando. L’Ambasciata fornirà riscontro circa la disponibilità del Paese beneficiario in merito alla accettazione del finanziamento a credito. In questa fase l’Ufficio territoriale richiederà all’Utc e all’Ufficio giuridico [X – crediti di aiuto] di effettuare ognuno per le proprie competenze una istruttoria/processo di valutazione e verifica al fine di poter sottoporre al proprio organo decisionale (il Comitato Direzionale) l'impegno finanziario corrispondente. In particolare, l’Utc effettuerà una valutazione tecnica economica sul progetto (eventualmente con una missione in loco per raccogliere ulteriori informazioni presso l’Ente appaltante) e l’Ufficio giuridico [X – crediti di aiuto] una istruttoria sulla correttezza della procedura di gara.


- Pubblicazione della Willingness to match: Contemporaneamente, l’Ufficio territoriale richiederà all’Ufficio XI di pubblicare sul sito internet del Mae la sopracitata comunicazione di “willingness to match” in modo tale che tutte le imprese eventualmente interessate a partecipare al procedimento di aggiudicazione ne siano a conoscenza.


2. Crediti per imprese miste nei Pvs (legge n. 49/87 art.7)

L’art. 7 della legge n. 49/87 consente di concedere crediti agevolati, tramite finanziamenti al capitale di rischio, alle imprese italiane che creano delle società miste nei Paesi in via di Sviluppo oppure che aumentano il capitale di imprese miste preesistenti. L'agevolazione ha come finalità la creazione di occupazione e di valore aggiunto locale. La Delibera Cipe n.56 del 2 agosto 2013 la Delibera del Comitato Direzionale per la Cooperazione allo sviluppo n. 164 del 16.12.2009 stabiliscono i presupposti e la procedura per la concessione di questi crediti. La Delibera del Comitato Direzionale per la Cooperazione allo sviluppo n.108 del 18.10.2012 indica i paesi eleggibili.

Soggetti beneficiari: sono le imprese italiane che acquisiscono quote di capitale di rischio in imprese miste da realizzarsi in determinati Pvs con la partecipazione di investitori pubblici o privati del Paese destinatario.
Tipologia di investimento: è finanziabile la partecipazione delle società italiane nel capitale della società mista non inferiore al 20% e non superiore al 75%. La partecipazione del partner locale non deve essere inferiore al 25%.


L'impresa mista deve operare principalmente in uno dei seguenti settori:
1) industria, agricoltura, allevamento pesca ed attività di trasformazione dei loro prodotti;
2) artigianato;
3) servizi locali di pubblico interesse nei settori dell'energia, delle comunicazioni, dell'acqua, dei trasporti e dei rifiuti;
4) microfinanza, servizi per la microimprenditoria, commercio locale, commercio equo e solidale, turismo sostenibile;
5) tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
6) fornitura dei servizi medici di pubblica utilità e produzione di medicinali;
7) formazione professionale ed educazione.


Importo massimo dell'agevolazione: il finanziamento agevolato può coprire fino al 70% della quota di capitale di pertinenza dell’impresa italiana, per un importo massimo di Euro 10.000.000. Il credito agevolato può finanziare conferimenti in denaro ed in natura. Eventuali conferimenti in natura dovranno essere di carattere tangibile e in ogni caso la quota degli stessi non potrà superare il 20% dell’apporto complessivo. Eventuali anticipazioni del finanziamento sono ammesse fino ad un massimo del 70% e dovranno essere garantite da garanzie bancarie.


Termini e Condizioni del finanziamento:

Tasso d'interesse : uguale al 15% del tasso fisso di riferimento stabilito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per le operazioni ai sensi del Dpr 902/1976 vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento.
Periodo di rimborso : non inferiore a 3 anni e non superiore a 10 anni a partire dalla data della prima erogazione, con un periodo di grazia per capitale ed interessi non inferiore a 1 anno e non superiore a 5 anni.
Paesi eleggibili:
I paesi attualmente eleggibili, previsti nella delibera del Comitato Direzionale n. 108 del 18.12.2012, sono di seguito indicati:
A) Paesi Hipc, paesi Pma e paesi con un reddito pro capite annuo inferiore a quello individuato annualmente dalla Banca Mondiale come limite superiore per la classificazione dei paesi definiti “lower middle income”
B) Paesi individuati come prioritari dalle ultime linee guida emanate della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, non compresi tra quelli indicati nel punto A).
Comunque, l’ammissibilità dei suddetti paesi è condizionata alla verifica dell’esistenza, in tali paesi, di sufficienti garanzie a tutela degli investimenti esteri. Tale condizione sarà dunque subordinata alla sussistenza di accordi di protezione degli investimenti con l’Italia.


Procedura (presentazione della richiesta di finanziamento, istruttoria, delibera Comitato Direzionale, stipula contratto finanziamento, erogazione).

l’impresa italiana presenta domanda all'Uff.X della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs), che ne verifica la rispondenza ai principi generali di cui all’art. 7 della Legge 49/87, alla Delibera Cipe n. 56 del 2 agosto 2013 e alla Delibera del Comitato Direzionale per la Cooperazione allo sviluppo n.164 del 16.12.2009, Delibera del Comitato Direzionale n. 108 del 18.10.2012. Se la domanda rispetta tali caratteristiche, la Direzione Generale avvia la valutazione tecnico-economica e finanziaria dell’iniziativa tramite rispettivamente l'Unità Tecnica Centrale e l'Ente finanziario al quale è affidata la valutazione, l’erogazione e la gestione dei crediti agevolati (attualmente Artigiancassa Spa). Se tale valutazione è positiva, l’operazione viene proposta al Comitato Direzionale, che esprime un parere. Nel caso di parere positivo, il sopracitato Ente Finananziario gestore dei crediti agevolati stipula un contratto di finanziamento con l’impresa italiana ed eroga poi successivamente il finanziamento.

ultima modifica: 15/05/2014

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