G8
Un foro informale per decisioni rapide
Sin dalla prima riunione nel 1975, in formato G6, il G8 ha rappresentato un foro di dialogo ad alto livello tra i leader delle principali democrazie industrializzate. La sua caratteristica è l’informalità, funzionale alla capacità di discutere e assumere in tempi rapidi decisioni comuni rispetto alle sfide globali di ordine economico/finanziario (fino al 2009), alle crisi regionali o alle questioni ambientali e di sviluppo. La Presidenza è assicurata a rotazione da ciascuno dei Paesi membri e coincide con l’anno solare. I Vertici si svolgono generalmente nel mese di giugno o luglio. Il G8 si è strutturato sin dalle origini, all’interno di ciascuno dei Paesi membri, sulla base di un triangolo istituzionale composto dal rappresentante personale per il G8 del Capo di Stato o di Governo, detto “Sherpa” (appellativo ispirato metaforicamente ai portatori d’alta quota delle vette himalayane), coadiuvato da un rappresentante presso il Ministero degli Esteri (Sous-Sherpa Esteri) e da un rappresentante presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Sous-Sherpa Finanze). Gli Sherpa sono responsabili del processo preparatorio del Vertice annuale del G8 e coordinano in particolare la redazione della Dichiarazione finale. Essi comunicano tra loro, attraverso regolari contatti, le posizioni e le proposte dei rispettivi Capi di Stato o di Governo - con cui hanno un dialogo diretto e costante - sulle principali questioni internazionali. In Italia la carica di Sherpa è tradizionalmente ricoperta da un diplomatico di alto rango. Ogni Presidenza del G8 organizza tre o quattro riunioni degli Sherpa in preparazione del Vertice e, successivamente, due per assicurarne i seguiti immediati. I Sous-Sherpa Esteri e Finanze, sulla base delle indicazioni degli Sherpa, svolgono un ruolo chiave nel negoziato del testo della Dichiarazione finale.
Gruppi di lavoro su temi specifici
Per assicurare un seguito agli impegni assunti si è reso necessario lo sviluppo di meccanismi di coordinamento che diano attuazione alle decisioni prese in occasione dei Vertici annuali. Nel corso degli anni sono stati costituiti Gruppi di lavoro composti da esperti dei Paesi G8 per approfondire, su mandato dei Capi di Stato e di Governo, temi specifici quali l’accesso all’acqua, la salute, l’istruzione, la proprietà intellettuale. Si ricordano ad esempio il Gruppo Roma-Lione, che si occupa di crimine organizzato e transnazionale, il Gruppo sulla sicurezza nucleare (NSSG - Nuclear Safety and Security Group) e quello sulla non-proliferazione (NPDG – Non Proliferation Directors Group). Sotto Presidenza giapponese, nel 2008, è stato costituito il Gruppo sulla sicurezza alimentare. I Gruppi ricevono un mandato a medio termine che termina generalmente con la presentazione di un rapporto conclusivo in occasione del Vertice annuale. Si riuniscono circa due o tre volte l’anno sotto il coordinamento dalla Presidenza G8 di turno.
Riunioni ministeriali
Il numero delle riunioni ministeriali - prevalentemente concentrate nel semestre che precede il Vertice - è sensibilmente aumentato nel corso degli ultimi anni, fino al 2009, in risposta all’esigenza di affrontare, con un approccio più tecnico, le grandi questioni internazionali discusse nelle linee strategiche più generali dai Capi di Stato e di Governo. Nel 2010, anche a seguito dell’affermarsi del G20, il numero delle riunioni ministeriali è destinato a diminuire. Le riunioni ministeriali godono di autonomia rispetto ai Vertici dei Capi di Stato e di Governo. Alcune delle conclusioni più rilevanti delle riunioni ministeriali vengono riflesse nella Dichiarazione finale del Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo del G8.
Il dialogo con le economie emergenti e i Paesi in Via di Sviluppo
A partire dagli anni novanta, l’ascesa di nuovi attori internazionali e la crescente complessità delle sfide da affrontare hanno spinto il G8 a promuovere un dialogo rafforzato con le principali economie emergenti. Con il Vertice di Heiligendamm del 2007 è stato avviato un dialogo strutturato (HDP - Heiligendamm Dialogue Process) con Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa sui temi degli investimenti, dell’energia, dell’innovazione e dello sviluppo. Il primo biennio dell’HDP si è concluso nel 2009 sotto Presidenza italiana. La nostra Presidenza ha confermato che una governance globale è possibile in un formato che al G8 affianchi le maggiori economie emergenti. A L’Aquila si è lanciato il nuovo ‘Processo di Heiligendamm – L’Aquila’ (HAP). Forte è l’attenzione con cui il G8 guarda ai parterns africani.