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Storia del G8, un foro di dialogo informale nato trentacinque anni fa

Il G8 è nato nel 1975 come G6 (Francia; Germania; Giappone; Italia; Regno Unito; Stati Uniti) in risposta all’esigenza di disporre di un foro di dialogo informale tra i Capi di Stato e di Governo delle maggiori democrazie industrializzate. L’obiettivo iniziale fu di affrontare in spirito aperto e costruttivo le crisi economiche della metà degli anni ’70, in particolare lo shock petrolifero e la riforma del sistema monetario internazionale dopo la fine del sistema di Bretton Woods e l’abbandono della convertibilità in oro del dollaro. Il primo Vertice fu convocato su iniziativa del Governo francese e ospitato a Rambouillet, nei pressi di Parigi. L’allargamento del formato ha avuto luogo con l’ingresso del Canada nel 1977 e della Russia, invitata per la prima volta al Vertice di Napoli nel 1994. L’Unione Europea è rappresentata ai Vertici del G8 dal Presidente del Consiglio Europeo e dal Presidente della Commissione.

Il G8 non è un’organizzazione internazionale, ma è piuttosto un quadro di incontri informali al massimo livello, che è venuto strutturandosi nel corso degli anni. Le sue due caratteristiche principali sono il carattere intergovernativo del processo preparatorio e la sua informalità (il G8 non dispone di un Segretariato né di altre strutture permanenti). Nucleo centrale della preparazione dei Vertici sono gli Sherpa (Rappresentanti personali dei Capi di Stato e di Governo partecipanti ai Summit), che vengono assistiti nelle proprie funzioni di supporto al processo preparatorio dei Vertici dai Sous Sherpa Esteri e dai Sous Sherpa finanziari (v. struttura). Su alcune tematiche particolarmente complesse (lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata, salute, sviluppo, sicurezza nucleare, ecc…) sono inoltre stati creati gruppi di lavoro ad hoc.

Nel corso dei decenni, si è assistito ad un graduale ampliamento dell’agenda dei Vertici G8: mentre già negli anni ottanta i Vertici G8 cominciarono a trattare anche questioni politiche e di sicurezza, è a partire dagli anni novanta che l’agenda dei Summit si estese a nuove questioni trasversali (commercio, cambiamenti climatici, non proliferazione nucleare). Ai Vertici dei Capi di Stato e di Governo, che avevano all’origine un’agenda prevalentemente economico-finanziaria, si sono così affiancate un numero crescente di riunioni a livello dei Ministri di settore (oltre alle riunioni dei Ministri degli Esteri del G8, tradizionalmente dedicate ai temi dell’attualità internazionale, si sono tenute riunione dei Ministri competenti in materia di Ambiente, Energia, Sviluppo, Lavoro, Giustizia e Affari Interni, Ricerca Scientifica, Agricoltura).

Parallelamente all’ampliamento dei temi e dei livelli della collaborazione in formato G8, anche le Dichiarazioni dei Capi di Stato e di Governo in occasione dei Vertici annuali hanno assunto una maggiore articolazione. Esse contengono impegni di carattere politico, non giuridico, presi al più alto livello sui temi di maggior rilievo dell’attività internazionale.

La crisi economico-finanziaria del 2008 e, soprattutto, il progressivo affermarsi di nuovi importanti attori sulla scena economica internazionale hanno portato, negli ultimi anni, ad un allargamento dei fori di governance globale. Accanto al G8 è quindi emerso il G20 con una più ampia partecipazione, in particolare della Cina e delle economie emergenti (v. G20).

A partire dal 2010, con la progressiva affermazione del G20 quale “principale foro della nostra cooperazione economica internazionale” (Vertice G20 di Pittsburgh, settembre 2009) si è assistito ad una rifocalizzazione dell’agenda dei Vertici G8 su un numero limitato di temi di governance globale. Di particolare interesse per l’Italia si segnala il “Partenariato di Deauville con i Paesi arabi in transizione”, avviato al Vertice G8 di Deauville nel maggio 2011 e progressivamente sviluppatosi in una serie di riunioni tematiche a livello Ministri (Esteri, Finanze) e di alti funzionari.

In sintesi, l’esperienza pluriennale ha dimostrato che il carattere informale del G8 ha saputo favorire un confronto aperto tra un nucleo di Paesi in sintonia politica (anche se non necessariamente in completo accordo su ogni dossier), rivelandosi un elemento imprescindibile del suo successo. La felice intuizione che ha portato al lancio del processo alla metà degli anni ’70 mantiene dunque ancora oggi intatta la sua attualità per affrontare le numerose sfide internazionali.

ultima modifica: 18/01/2013

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