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I Diritti umani nelle Organizzazioni Internazionali

Diritti umani nella Ue

Diritti umani nel Consiglio d’Europa

Diritti umani nell’Osce


Diritti umani nella Ue

L'Unione Europea "si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri" (art. 6 del Trattato sull'Unione europea). Tra i suoi obiettivi, essa annovera anche quello di "rafforzare la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini dei suoi Stati membri" nonché salvaguardare e "sviluppare l'Unione quale spazio di libertà, sicurezza e giustizia". Il rispetto e la promozione dei diritti umani sono, inoltre, uno dei criteri di valutazione per l'adesione dei Paesi candidati e rappresentano uno degli obiettivi principali (art. 11 del TUE) della Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’UE (PESC). L’Unione intende porsi sulla scena internazionale quale soggetto portatore dei valori di pace, democrazia, stato di diritto e rispetto dei diritti umani.

Il 7 dicembre 2000, a margine del vertice di Nizza, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione, hanno proclamato la Carta dei diritti fondamentale dell’Unione europea, che consta di 54 articoli. Nell’introduzione si afferma che l’Unione “si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”. La Carta dà particolare rilievo a sei valori fondamentali: la dignità (articoli 1-5), le libertà (articoli 6-19); l’uguaglianza (articoli 20-26); la solidarietà (articoli 27-38), la cittadinanza (articoli 39-46) e la giustizia (articoli 47-50). Essa, con alcune modifiche, è stata nuovamente proclamata e firmata dai Presidenti del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione il 12 dicembre 2007.

Grazie alla Carta, l’Unione – che già riconosce i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia di diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri – viene finalmente a dotarsi di un proprio importante catalogo in materia di diritti fondamentali. Inoltre, in virtù del Trattato sottoscritto a Lisbona il 13 dicembre 2007, la Carta è destinata ad acquisire finalmente pieno valore giuridico.

Il contenuto della Carta, pur nei limiti di un compromesso fra diverse culture presenti nell’Unione Europea, rappresenta un documento di estremo valore politico e storico. E’, infatti, la prima volta che in un documento internazionale di questo livello compaiono, insieme ai diritti civili e politici tradizionali, i diritti economici, sociali e culturali ed i cosiddetti diritti di terza generazione.

Dagli inizi degli anni Novanta l'Unione Europea ha inserito una clausola sul rispetto dei diritti dell'uomo negli accordi commerciali e di cooperazione con Paesi terzi (Accordi di Cotonou): in questo modo, la promozione della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti umani e delle libertà fondamentali è progressivamente entrata a fare parte degli obiettivi dell'azione dell'UE nella cooperazione allo sviluppo.

Di grande importanza è, inoltre, lo Strumento finanziario UE per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (EIDHR) – al cui finanziamento contribuisce anche l’Italia – istituito con il Regolamento 1889/2006 e finalizzato a sostenere l'attuazione delle priorità politiche dell'UE in materia di diritti umani nei Paesi terzi, in particolare attraverso il sostegno a individui organizzazioni  della società civile ed alle organizzazioni internazionali impegnate nel settore dei diritti umani.

Un ruolo importante per la tutela dei diritti umani all’interno dell’UE viene svolto dall’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali, che ha sede a Vienna ed è stata istituita dal regolamento (CE) n. 168/2007 del Consiglio del 15 febbraio 2007. Essa ha lo scopo di fornire alle Istituzioni europee e alle Autorità nazionali assistenza e consulenza, relativamente ai diritti fondamentali, nell’attuazione del diritto comunitario, nonché di aiutarle ad adottare le misure o a definire le iniziative appropriate. Con la Carta dei diritti fondamentali munita di pieno valore giuridico dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, anche l’azione dell’Agenzia è destinata ad espandersi e rafforzarsi. 

Come si vede, l’obiettivo di promuovere la democratizzazione ed il rispetto dei diritti umani rappresenta quindi per i Ventisette un importante impegno politico e giuridico. Per attuare questi impegni e vigilare sul rispetto dei diritti umani nel mondo, i membri dell’UE operano in stretto coordinamento: i Ventisette discutono infatti, periodicamente, le questioni dei diritti umani a livello di esperti nell’ambito di un gruppo di lavoro PESC ad hoc, denominato COHOM.

Inoltre, tra gli strumenti che l’UE si è data per migliorare la coerenza e l’efficacia della propria azione, rientrano le Linee guida sui diritti umani.
Si tratta di uno strumento operativo per l'applicazione pratica della politica estera dell'UE su alcuni dei temi inerenti alla materia dei diritti umani considerati prioritari:

1. Pena di morte

2. Tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti

3. Dialoghi con i paesi terzi in materia di diritti umani

4. Bambini e conflitti armati

5. Difensori dei diritti umani

6. Promozione e tutela dei diritti del bambino

7. Violenza contro le donne e lotta conto tutte le forme di discriminazione nei loro confronti

8. Diritto Internazionale Umanitario



Diritti umani nel Consiglio d’Europa

Il Consiglio d'Europa è stata la prima organizzazione regionale ad occuparsi di protezione e promozione dei diritti umani con una vera e propria Corte prevista dalla Convenzione europea firmata a Roma nel 1950 e con sede a Strasburgo. Il sistema di monitoraggio sovranazionale previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo ed in particolare il ruolo svolto dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo www.echr.coe.int, costituiscono un modello senza precedenti a livello mondiale.

Altra istituzione di particolare rilievo che agisce nel quadro del Consiglio d’Europa con specifiche competenze nel settore è il Commissario europeo per i Diritti Umani, incarico attualmente ricoperto dallo svedese Thomas Hammarberg. Il Commissario ha funzioni di sensibilizzazione e promozione dei diritti umani all’interno dei Paesi membri.


Diritti umani nell’Osce

Negli ultimi anni la dimensione umana, ovvero l'insieme delle questioni attinenti a diritti umani, democratizzazione e stato di diritto, ha acquistato un ruolo crescente nell'ambito delle attività dell'Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa (OSCE). Principale strumento di promozione, all'interno dell'organizzazione, è l'ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights), la cui sede è a Varsavia. In questo ambito vengono sviluppati l’azione di assistenza nel campo della tutela dei diritti umani, quello delle pari opportunità, l’attività di monitoraggio elettorale e di consulenza giuridico-costituzionale nei Paesi in transizione. Altrettanto importante è il ruolo svolto dall'Alto Commissario per le Minoranze Nazionali e dal Rappresentante per la libertà dei media, che ha il compito di coordinare la difesa della libertà e dell’indipendenza dei giornalisti nell’area OSCE.


ultima modifica: 18/06/2012

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