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L'aiuto dell'UE a favore dei Paesi terzi: quadro generale

L’aiuto dell’Unione Europea a favore dei Paesi terzi: quadro generale
La cooperazione esterna dell’Unione Europea è diretta sia ai Paesi in via di sviluppo che ai Paesi in transizione e ai Paesi industrializzati. Essa, somma, quindi, aspetti propri della “cooperazione allo sviluppo” in senso classico (Titolo XX del Trattato istitutivo della Comunità europea) e della cooperazione cosiddetta “economica, finanziaria e tecnica” (Titolo XXI del Trattato CE). L’aiuto si innesta, il più delle volte, nel quadro di accordi tesi ad intensificare i legami commerciali e di cooperazione o anche a conseguire altri scopi, la cui gamma può andare, per esempio, dalla instaurazione di un dialogo politico alla creazione di forme di partenariato ed associazione, sino ad arrivare, per alcuni Paesi, alla prospettiva dell’adesione all’UE.

Il 1° gennaio 2007 ha coinciso con l’inaugurazione della nuova architettura dell’assistenza finanziaria che l’UE fornisce ai Paesi terzi, ispirata all’esigenza di una radicale semplificazione e di un accrescimento dell’efficacia e della visibilità degli aiuti. All’azione esterna dell’UE è consacrata la Rubrica 4 delle Prospettive Finanziarie 2007-2013 (“The EU as Global Actor”), cui è destinata un’allocazione complessiva di circa 56 miliardi di euro per il periodo 2007-2013.

Per avere un quadro più completo degli aiuti forniti dall’Unione ai Paesi terzi, a questa cifra andrebbero aggiunti i 22,682 miliardi di euro previsti nel quadro del “X FES”(1) per il periodo 2008-2013, e i 27,8 miliardi euro che costituiranno l’ammontare totale dei prestiti concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI)(2) nel medesimo periodo (due miliardi dei quali verranno assegnati nel 2010, secondo i risultati di una revisione di metà percorso).

A partire dal 2007, l’azione esterna dell’Unione europea si fonda essenzialmente su quattro strumenti “geografici” e quattro strumenti “trasversali”, in sinergia con gli altri programmi ma concepiti in modo da essere meglio focalizzati su obiettivi politici specifici (allargamento, politica di vicinato, raggiungimento degli “obiettivi del millennio”, etc.).

(1) Fondo europeo di sviluppo (FES), fondo a carattere intergovernativo che, fuori dal bilancio comunitario stricto sensu, finanzia la cooperazione con i cosiddetti “Paesi ACP - Africa, Caraibi e Pacifico” aderenti all’accordo di Partenariato di Cotonou.

(2) Secondo la decisione presa, al termine di un lungo negoziato, dal Consiglio ECOFIN del 28 Novembre 2006. Cfr. infra per la ripartizione geografica

ultima modifica: 14/04/2010

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