Home > Unione Europea > Relazioni Esterne > Allargamento > Paesi candidati > Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia
Aumenta la dimensione del testoRiduci la dimensione del testoCondividiMailAggiungi questo articolo a FacebookAggiungi questo articolo a TwitterAggiungi questo articolo a LinkedinAggiungi questo articolo a Google+

Paesi candidati

  • Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia
  • Turchia

Ex Repubblica Jugoslavia di Macedonia

Scheda generale

Introduzione

La politica estera

L'economia

Scheda generale

Capo dello Stato: Gjorgje Ivanov

Capo del Governo: Nikola Gruevski

Ministro degli Esteri: Nikola Poposki

Superficie: 25.713 Kmq

Popolazione: 2.072.086 (luglio 2010)

Capitale Skopje

Lingua: macedone/albanese (ufficiale nelle zone dove oltre il 20% degli abitanti lo usa)

Moneta: Denar


Introduzione

Indipendente dalla Jugoslavia in seguito a referendum nel settembre 1991, la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (nome internazionalmente riconosciuto ma non accettato dal Governo locale) è una Repubblica parlamentare. Il Parlamento monocamerale conta 120 membri eletti per quattro anni a suffragio universale con il sistema proporzionale. Il Capo dello Stato viene eletto a suffragio universale per cinque anni. A seguito delle elezioni politiche del giugno 2011, è stato formato un Governo di coalizione che comprende il Partito nazionalista Organizzazione Rivoluzionaria Macedone Interna-Partito Democratico di Unità Nazionale (VMRO-DPMNE) del Primo Ministro Nikola Gruevski e il maggiore partito d’etnia albanese, l’Unione Democratica Albanese per l’Integrazione (DUI) di Ali Ahmeti.

La politica estera

Dopo l'indipendenza, Skopje ha dovuto affrontare sia i problemi derivanti dalle tensioni con la Grecia, che contesta l'uso del nome “Macedonia” nei fori internazionali, sia quelli originati dal conflitto nel vicino Kosovo, che hanno rischiato di spaccare il Paese nel 2001 quando la guerra civile è stata evitata grazie all’intervento internazionale. Dopo il compromesso raggiunto tra i rappresentanti delle comunità macedone e albanese - Accordo Quadro di Ocrida (13 agosto 2001) – Skopje ha intrapreso un percorso di avvicinamento alle strutture europee ed atlantiche. Sul versante della NATO, Skopje partecipa al Membership Action Plan (MAP) dell’Alleanza. Per quanto concerne il processo d’integrazione nell’UE, il Paese gode dello status di candidato dal dicembre 2005 e attende l’apertura formale dei negoziati di adesione, legato alla questione del nome. A partire dal 19 dicembre 2009, Skopje beneficia inoltre della liberalizzazione del regime dei visti con l’UE.

L'economia

Secondo le ultime stime internazionali disponibili, pubblicate dall’E.I.U. (Economist Intelligence Unit), nel 2010 il PIL reale macedone è cresciuto dell’1,8% rispetto all’anno precedente, principalmente in ragione dell’aumento dei consumi privati e degli investimenti. Tale trend positivo dovrebbe proseguire anche negli anni 2011 e 2012, con tassi di crescita rispettivamente del 2,8% e 3,5%. Nel 2010 sono aumentate le esportazioni; positivi risultati si sono registrati nei livelli di produzione industriale. I settori trainanti sono quello dell’edilizia, dell’intermediazione finanziaria e del commercio al dettaglio, in un’economia che vede al primo posto proprio il settore dei servizi, seguito dall’agricoltura e dall’industria. Per il 2011 è previsto un ulteriore rafforzamento dell’export, stimolato dall'aumento delle capacità produttive delle imprese, nonché dell’import, grazie alla ripresa economica.

Il tasso d’inflazione medio su base annua è stato stimato al 4,3% nel 2011, a seguito del rincaro dei generi alimentari e dei prodotti petroliferi. La disoccupazione è stimata intorno al 30%. Dal lato dei conti esteri, inoltre, il deficit di conto corrente (2,8% nel 2010) dovrebbe, a seguito del rincaro dei prodotti petroliferi e dei generi alimentari, salire al 6,3%. Quanto ai conti pubblici, le previsioni indicano per il 2011 un deficit di bilancio pari al 2,7% del PIL, contro il 2,5% del 2010.

A garanzia della stabilità macroeconomica del Paese, che negli ultimi anni ha approvato una serie di misure per contenere gli effetti negativi della crisi economico-finanziaria internazionale, il FMI ha concesso nel 2011 un prestito a valere sulla Linea di Credito Precauzionale (PCL), per un valore di circa 390 milioni di €.

ultima modifica: 19/08/2011

ultima modifica: 30/04/2013

2014 Copyright Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - note legali - privacy - redazione sito esteriW3C XHTML 1.0 - W3C Css