Altre politiche comuni
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Direzione generale Istruzione e Cultura
Istruzione e Formazione
Commissario UE: Ján Figel
L’Unione europea ha il compito di contribuire allo sviluppo di un'istruzione di qualità e a tal fine incentiva la cooperazione fra gli Stati membri. Se necessario, sostiene e integra la loro azione, in particolare per sviluppare la dimensione europea dell'istruzione, favorire la mobilità e promuovere la cooperazione europea fra gli istituti scolastici e universitari.L'Unione , in base a quanto previsto dai Trattati, non intende quindi attuare una "politica comune" dell'istruzione. Ma favorisce la cooperazione in questo campo con azioni a livello europeo, come ad esempio i programmi d'azione comunitari Socrates (per l'istruzione) e Leonardo da Vinci (per la formazione professionale), o gli atti giuridici comunitari che promuovono la cooperazione politica fra gli Stati membri, le raccomandazioni, le comunicazioni (la valutazione della qualità dell'istruzione scolastica e universitaria o la cooperazione con i paesi terzi), i documenti di lavoro, i progetti pilota.Nel 1976, i Ministri dell'Istruzione decisero per la prima volta di istituire una rete di informazione, come base per comprendere meglio le politiche e le strutture educative presenti nei nove Paesi che allora componevano la Comunità europea. A questo scopo, nel 1980, fu varata Eurydice, la rete europea di informazione sull'istruzione. Nel 1986, l'attenzione si è poi spostata dagli scambi di informazioni agli scambi di studenti, con il varo del programma ERASMUS (confluito successivamente nel nuovo Programma comunitario “Lifelong Learning). Ma è solo nel 1992, col Trattato di Maastricht, che il settore dell'istruzione viene formalmente riconosciuto come un'area di legittima competenza dell'UE.Con Maastricht, l'UE lancia infatti una serie di programmi educativi diretti ai giovani: "Socrates", dal 1995, che aveva lo scopo di promuovere la mobilità all'interno dell'Unione da parte dei cittadini europei nel campo dell'educazione, in particolare docenti e studenti universitari, insegnanti, presidi e studenti ; "Leonardo da Vinci" istituito nel 1994 con la funzione di contribuire alla formazione professionale dei giovani, anche al di fuori del sistema scolastico.Nel 2000, al Consiglio europeo di Lisbona, l'Unione europea ha annunciato il nuovo obiettivo strategico per il prossimo decennio: diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. Per raggiungere tale obiettivo, l’istruzione e la formazione sono stati ritenuti fondamentali e, la cooperazione fra gli Stati membri essenziale.Il 12 febbraio 2001 il Consiglio UE ha adottato la “Relazione sugli obiettivi futuri e concreti dei sistemi di istruzione e di formazione”, che ha definito tre obiettivi comuni strategici, nonché tredici obiettivi concreti, che costituiscono la base di riferimento dell’azione comunitaria fino al 2010:
Successivamente il Consiglio europeo di Stoccolma (marzo 2001) ha approvato tali obiettivi, riconoscendo il settore dell’istruzione e della formazione come una sfera prioritaria fondamentale della strategia di LisbonaNel marzo 2002 il Consiglio europeo di Barcellona ha approvato un “Programma di lavoro dettagliato” (Istruzione e Formazione 2010) predisposto congiuntamente dal Consiglio e dalla Commissione, per la realizzazione di tali obiettivi, ponendo particolare enfasi sul principio dell’apprendimento permanente e invitando tra l’altro ad una più stretta cooperazione nel campo dell’istruzione superiore (processo di Bologna), della formazione professionale (processo di Copenaghen), dell’apprendimento delle lingue e dell’alfabetizzazione digitale. Il Consiglio europeo di Barcellona ha, inoltre, fissato l’obiettivo di rendere entro il 2010 i sistemi di istruzione e formazione dell’UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Su questa strada, il Consiglio Europeo di giugno 2005 ha ribadito l'importanza cruciale per la crescita di un incremento degli investimenti in capitale umano, individuando la "promozione di un approccio al lavoro basato sul ciclo della vita" come uno dei 24 orientamenti integrati volti a stimolare la crescita e l'occupazione nel quadro della rinnovata Strategia di Lisbona, la cui revisione di metà percorso è stata approvata dai Capi di Stato e di Governo nel marzo del 2005. Infine, il Consiglio Europeo di primavera del 2006 nel confermare l’importanza dell’istruzione e della formazione quali elementi indispensabili per lo sviluppo della competitività e della coesione sociale, ha riconosciuto che tali settori devono occupare una posizione centrale nell’agenda delle riforme di Lisbona. In tale contesto ha ritenuto fondamentale il nuovo Programma nel campo dell’apprendimento permanente 2007-2013. Recentemente, il Consiglio Europeo del marzo 2007 nel riconoscere l’istruzione e la formazione come presupposti essenziali per il buon funzionamento del “triangolo della conoscenza” (istruzione – ricerca – innovazione), ha evidenziato l’importanza di compiere maggiori sforzi per rendere più moderna l’istruzione superiore, per migliorare i livelli di istruzione e per assicurare un’istruzione e una formazione professionale di alta qualità a condizioni attraenti. Il concetto di "Lifelong learning", o apprendimento lungo l'arco della vita, è al centro del nuovo Programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente che coprirà il settennio 2007-2013. A seguito della Decisione che istituisce il Programma per l’apprendimento permanente, adottata dal Consiglio e dal Parlamento Europeo il 15 novembre 2006, il Programma comunitario è entrato in funzione dal primo gennaio 2007. In esso confluiscono – in uno sforzo di semplificazione – i diversi programmi nel settore dell’istruzione e della formazione che si sono conclusi nel 2006, secondo una logica di continuità con il passato, ma al contempo di maggiore sinergia e coerenza.La struttura del Programma si basa su quattro programmi settoriali:
Il Programma è inoltre integrato da un programma trasversale e dal programma Jean Monnet. Il primo si concentra sulle questioni strategiche di interesse comunitario, sull’apprendimento delle lingue e l’impiego delle TIC, quando non rientrano nei programmi settoriali, nonché sulla diffusione delle buone pratiche. Il Programma Jean Monnet è volto al sostegno delle istituzioni e delle attività correlate con l’integrazione europea. Al programma ERASMUS si aggiunge l’ERASMUS MUNDUS (2004-2008) che è un programma di cooperazione e mobilità nel campo dell’istruzione superiore che si propone di promuovere nel mondo l’Unione europea come luogo di studi di eccellenza. Il programma prevede master, borse di studio, partenariati con gli istituti d’istruzione dei paesi terzi. E’ attualmente allo studio una proposta per la seconda generazione del programma che sarà operativo dal 2009 al 2013. Base giuridicaTrattato CE: Art. 3, 140, 146, in particolare Art.149 e 150
Gioventù e Sport
Diverse azioni comunitarie che direttamente o indirettamente riguardano i giovani sono state intraprese nei settori dell'istruzione, della mobilità, dell'occupazione, della formazione professionale e dell'accesso alle tecnologie dell'informazione.Nel 1988, l'UE ha avviato il primo programma d’azione comunitaria in favore della gioventù "Gioventù per l'Europa", destinato a sostenere gli scambi fra i giovani. Qualche anno più tardi, nel 1996, la Commissione ha proposto un programma per un "Servizio volontario europeo per i giovani". Questi due programmi sono stati integrati nel Programma Gioventù (2000-2006) con l’intento di stimolare il dibattito fra gli Stati membri nell'elaborazione di una reale politica per i giovani.Nel novembre del 2001, dopo una vasta consultazione a livello europeo, la Commissione ha pubblicato il Libro Bianco “Un nuovo impulso per la gioventù europea”, con l’intenzione di ribadire il ruolo centrale dei giovani nella costruzione dell’Europa del futuro e di rispondere alle nuove esigenze della gioventù europea, proponendo anche un nuovo quadro di cooperazione per aiutare gli Stati membri e le regioni d'Europa a realizzare azioni in loro favore.Quale segnale di forte impegno a favore della gioventù da parte degli Stati Membri, il Consiglio Europeo di primavera del 2005 (22-23 marzo ) ha adottato il “Patto Europeo per la gioventù” quale elemento della rinnovata strategia di Lisbona, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione giovanile e valorizzare il ruolo attivo dei giovani nel processo di realizzazione degli obiettivi della Strategia di Lisbona rinnovata riguardanti la crescita e l’occupazione. Il Patto si concentra su tre settori: occupazione, integrazione e promozione sociale; istruzione, formazione e mobilità; conciliazione della vita professionale con la vita personale e familiare. Il Patto europeo per la gioventù e la Comunicazione della Commissione del 30 maggio 2005 sulle politiche europee concernenti la gioventù, “Rispondere alle preoccupazioni dei giovani in Europa – attuare il patto europeo per la gioventù e promuovere la cittadinanza attiva”, sono una base essenziale per l’elaborazione di politiche in materia di gioventù in Europa.Per dare continuità al programma Gioventù, giunto a termine a fine 2006, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno approvato, nel 2006, il nuovo programma “Gioventù in Azione” per il periodo 2007-2013. Gli obiettivi generali del programma sono: promuovere la cittadinanza attiva dei giovani; sviluppare la solidarietà e promuovere la tolleranza fra i giovani; favorire la comprensione reciproca; contribuire allo sviluppo della qualità dei sistemi in sostegno alle attività dei giovani e della capacità delle organizzazioni della società civile; favorire la cooperazione europea nel settore.
Base giuridicaTrattato CE: Art. 149
L'Unione europea ha anche sviluppato un ruolo attivo nel settore dello sport sostenendo fra l'altro progetti in favore dell'integrazione dei giovani attraverso le attività sportive, la lotta contro il doping nello sport e una campagna d'informazione a livello scolastico sui valori etici dello sport. Il significato sociale dello sport è riconosciuto in molti documenti ufficiali. La dichiarazione sulla specificità dello sport allegata alle conclusioni del Consiglio europeo di Nizza (2000) definisce un modello europeo dello sport rispettoso delle diversità culturali ed a forte dimensione sociale.Il Libro Bianco sullo Sport adottato dalla Commissione europea l’11 luglio 2007 evidenzia la crescente importanza sociale ed economica del settore.
Cultura
La politica culturale dell’UE si fonda essenzialmente sul principio di sussidiaritetà e sull’esigenza di tutelare e promuovere la diversità linguistica e culturale. Gli aspetti culturali devono essere consideranti nell’azione svolta dall’UE in tutte le sue altre politiche previste dal trattato.L'azione dell’Unione riguarda quattro settori:
L'UE incoraggia la cooperazione tra gli Stati membri, nonché con i Paesi terzi, le organizzazioni internazionali, in particolare il Consiglio d'Europa, e favorisce la preparazione di progetti transnazionali, facendo intervenire vari operatori (imprese, associazioni, amministrazioni pubbliche, collettività locali, università e centri di ricerca). L’allargamento e la globalizzazione sollecitano scambi culturali sempre più intensi, nonché la richiesta di elaborare una identità propria e di garantire società interculturali e coese. Fra le iniziative volte ad avvicinare i popoli e a far loro conoscere le diversità e le caratteristiche che hanno in comune, vi è l’azione comunitaria a favore della manifestazione “Capitale europea della cultura”, che ha l’obiettivo di “valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee e contribuire a migliorare la conoscenza reciproca tra i cittadini europei”. Nel suo ambito le città prescelte organizzano diverse manifestazioni ed iniziative culturali dirette a diffondere la propria cultura e a dar risalto alla dimensione europea. La programmazione culturale dovrebbe essere articolata su un periodo di un anno. L’Italia dovrebbe ospitare la “Capitale europea della cultura” nel 2019.Inoltre, la recente adozione della convenzione UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali mostra l’impegno dell’UE nel promuovere tale concetto sia all’interno sia a livello internazionale.L’UE, inoltre, incoraggia l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione nel settore dell’istruzione e della cultura e finanzia progetti nel campo digitale per permettere a tutti i cittadini di avere accesso alla cultura ed al patrimonio culturale. In particolare, nell’ambito dell’iniziativa “i2010” nel settore società dell’informazione vi è un progetto volto alla creazione di “una biblioteca numerica europea” come punto di accesso multilingue al patrimonio culturale europeo.In questi ultimi anni è stato riconosciuto al settore culturale ed a quello creativo un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona per la crescita e l’occupazione. A tale proposito, il Consiglio europeo del marzo 2007 ha chiesto di prestare particolare attenzione alla stimolazione del potenziale delle piccole e medie imprese, anche nei settori culturale e creativo, in considerazione del loro ruolo di motore della crescita, della creazione di posti di lavoro e dell’innovazione. Il 10 maggio 2007, la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a “un’agenda europea della cultura in un mondo in via di globalizzazione”, con la quale viene definita una strategia comune per la cultura nell’UE, come vettore di diversità culturale, di crescita economica e di comprensione interculturale con i Paesi terzi. Il Consiglio istruzione, gioventù e cultura del 24 e 25 maggio 2007 ha adottato le conclusioni in merito al “contributo dei settori culturale e creativo al conseguimento degli obiettivi di Lisbona”.
Le modalità attraverso cui l’UE ha finora promosso le attività culturali in Europa sono diverse, tra esse figurano: programmi comunitari; programmi che propongono attraverso specifici progetti culturali la promozione dell’uso delle lingue straniere, lo stimolo di esperienze personali; programmi a sostegno del multilinguismo; programmi nel settore dell’audiovisivo; programmi finanziati nell’ambito di altre politiche quali ad esempio la politica di coesione o quella per la società dell’informazione. Dal primo gennaio 2007 il multilinguismo è diventato un portafoglio a sé stante con il conferimento dell’incarico di Commissario per il multilinguismo al romeno Leonard Orban.Fra i Programmi ed azioni nel campo della cultura, vi sono: “Cultura 2007” (2007-2013). Il programma, destinato a sostituire i programmi culturali Kaleidoscope, Ariane, Raphael e Cultura 2000, integra in un unico strumento finanziario i diversi aspetti della cooperazione culturale, evitando in tal modo frammentazioni. L’obiettivo generale che il nuovo programma si propone di realizzare è la creazione di uno spazio culturale comune attraverso l'accrescimento della cooperazione culturale all'interno dell'Europa, con lo scopo ultimo di favorire l'emergere della cittadinanza europea. Gli obiettivi specifici sono: : la promozione della mobilità transnazionale degli operatori del settore; l’incoraggiamento della circolazione delle opere d’arte e dei prodotti artistici e culturali; la promozione del dialogo interculturale.
- “Media 2007” (2007-2013). La politica culturale europea assegna una particolare attenzione alla tecnologia audiovisiva a cui sono stati dedicati i programmi MEDIA PLUS E MEDIA FORMAZIONE. Tali programmi sono ora riuniti nel nuovo programma settennale MEDIA 2007. Esso intende sostenere il settore audiovisivo europeo con il duplice obiettivo di contribuire da un lato al perseguimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona in termini di sostegno alla competitività del settore, dall’altro alla formazione di un’identità europea comune e di un concetto politico di cittadinanza europea. L’azione comunitaria si concentra sul sostegno al processo creativo a tutti i livelli della catena di produzione ed ha come obiettivi quelli di: tutelare e promuovere la diversità culturale europea e il suo patrimonio audiovisivo e cinematografico, favorendo il dialogo interculturale; potenziare la circolazione di opere europee sia all’interno che all’esterno dell’Unione; rafforzare la competitività dell’industria cinematografica europea.- “Europa per i cittadini” (2007-2013). Il programma ha lo scopo di avvicinare i cittadini europei all’Europa, renderli consapevoli del significato di cittadinanza europea, rafforzarne il sentimento di appartenenza e formare un’identità europea basata su valori, storia e cultura comuni.- “2008 Anno Europeo del Dialogo Interculturale”. L’iniziativa mira a migliorare la capacità dei cittadini europei di interagire con le differenti culture che ormai coesistono all’interno degli Stati membri, nonché ad attirare l’attenzione, soprattutto delle giovani generazioni, sul rispetto della diversità culturale.
Infine, negli ultimi anni, in considerazione dei radicali mutamenti avvenuti nel settore della tecnologia e delle nuove tecniche di trasmissione, è nata la consapevolezza della necessità di rivedere la Direttiva del 1989, modificata nel 1997, “TV senza frontiere” e di adeguarne il testo normativo, allo scopo, quindi, di adattarla agli sviluppi del mercato dei servizi televisivi europei. La modernizzazione della normativa comunitaria sui contenuti dei mezzi audiovisivi rientra nella strategia “i2010” e contribuisce, nel contempo, all’attuazione della Strategia di Lisbona. Il Consiglio Istruzione del 24 e 25 maggio 2007 ha raggiunto un accordo politico sul progetto di revisione della Direttiva TVSF.
Base giuridica Trattato CE: Art. 151