Sito Italiano del Ministero degli Esteri
bullet titolo

Occupazione, Politiche sociali, Salute e tutela dei consumatori


Occupazione e politica sociale

Commissario UE: László Andor (Ungheria)

La dimensione europea è sempre più presente nell'ambito delle politiche sociali ed occupazionali condotte a livello nazionale. Se infatti il Trattato di Roma limitava l'azione delle politiche comunitarie principalmente alla dimensione economica ed in tale veste si affrontavano le questioni legate alla libera circolazione dei lavoratori ed alla libertà di stabilimento, oggi temi come "la promozione di un elevato livello dell'occupazione e di protezione sociale", la parità tra uomini e donne e il raggiungimento della coesione sociale, sono tra gli obiettivi prioritari dell’azione comunitaria.

Si tratta di un lungo cammino che parte dalla carta dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori della fine degli anni '80, si traduce nel protocollo sociale allegato al Trattato di Maastricht, per approdare ad Amsterdam con nuovi importanti progressi in termini di lotta alle discriminazioni  e all'esclusione sociale.

In tale contesto di evoluzione della riflessione sulle tematiche occupazionali in ambito comunitario, di particolare rilievo furono il Vertice di Lussemburgo (1997), che ha fatto dell'occupazione un tema centrale ed ha promosso in quest'ambito una strategia comune a livello comunitario, ed il Consiglio europeo di Lisbona (2000), che coniugando sviluppo economico, coesione sociale ed occupazione, ha fatto segnare una tappa importante nel processo di governance nazionale e comunitario conferendo alle questioni sociali ed all'occupazione una dimensione europea, prima assente. Il varo, con il Vertice di Nizza, di un'agenda sociale europea, rinnovata poi nel 2005 per il periodo 2006-2010, rappresenta una tappa fondamentale per la modernizzazione del "modello sociale europeo”.

Il Consiglio Europeo del marzo 2005, nel quadro della revisione di metà percorso della Strategia di Lisbona, ha attribuito particolare rilievo all'occupazione, assieme alla crescita, quale fattore principale su cui l'UE deve focalizzare la propria attenzione al fine di rilanciare la competitività del sistema economico europeo e realizzare uno sviluppo sostenibile.

Il progressivo approfondimento delle tematiche occupazionali e sociali in campo comunitario ha determinato nel tempo la maturazione della consapevolezza che molti dei problemi in questi settori sono oggi comuni ai Paesi dell'Unione, e che altrettanto comuni possono dunque essere alcune soluzioni. Ciò ha consentito agli Stati membri di lanciare, fin dal Consiglio europeo straordinario sull’occupazione (Lussemburgo novembre 1997), il "metodo di coordinamento aperto" nell'affrontare l'elaborazione di linee d'azione comuni. In sostanza, pur conservando intatte le prerogative di intervento a livello nazionale, si è voluto avviare in tal modo un processo in cui la Commissione europea ed i Paesi promuovono la discussione comune dei propri programmi, la diffusione delle buone prassi in termini di valutazione d'impatto e di innovazione sociale e definiscono degli obiettivi per il futuro. Inoltre gli Stati membri hanno in tal modo avviato un percorso che porta alla definizione di obiettivi comuni e di indicatori sociali uniformi. Il "metodo di coordinamento aperto" si estende oggi alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, alle politiche previdenziali e di modernizzazione della protezione sociale nonché al settore della salute e delle cure sanitarie di lunga durata. 

Nel quadro della Strategia di Lisbona l’UE sta dedicando particolare attenzione al tema della “flessicurezza”. Il Consiglio Occupazione del dicembre 2007 ha approvato una serie di principi, confermati dal Consiglio Europeo del dicembre successivo, invitando gli Stati membri ad uniformarvisi. L’obiettivo è quello di combinare flessibilità e sicurezza, tramite strategie di apprendimento permanente e sistemi di protezione sociali moderni e sostenibili. La necessità di attuare i principi comuni di flessicurezza è stata ribadita dal Consiglio Europeo di primavera 2008 nel quadro del lancio del nuovo ciclo della Strategia di Lisbona rinnovata (2008-2010). Il Consiglio Occupazione del giugno 2009 ha adottato inoltre delle conclusioni sulla flessicurezza nei momenti di crisi.

Un esempio concreto dell’impegno comunitario volto alla creazione delle condizioni di “flessicurezza” è rappresentato dal Regolamento volto all’istituzione di un Fondo Europeo di Adattamento alla Globalizzazione (FEG), entrato in vigore nel 2007. L’Unione Europea si è così dotata di uno strumento finanziario atto a fornire un sostegno supplementare ai lavoratori in esubero, in conseguenza di mutamenti importanti dei flussi del commercio mondiale, per favorire la loro riqualificazione professionale e ricerca di un nuovo impiego.

Sempre nell’ambito della Strategia di Lisbona, la Commissione Europea, ha presentato nel luglio 2008 un ambizioso complesso di misure sull’Agenda Sociale rinnovata, che comprende nel complesso 19 iniziative, fra proposte legislative e studi di settore. L’approccio proposto dalla Commissione, andando oltre i tradizionali ambiti dell’occupazione e degli affari sociali, contempla vari settori come l’istruzione, la sanità, la società dell’informazione e gli affari economici.
Nell’ottica della Commissione, l’Agenda Sociale, fondandosi sui principi dell’opportunità, accesso e solidarietà, dovrebbe rappresentare un valido strumento per affrontare le sfide poste dai cambiamenti tecnologici e climatici, dalla globalizzazione e dall’invecchiamento demografico.

Nel quadro della strategia adottata per affrontare la dimensione sociale della crisi economica e finanziaria, l’UE ha intensificato gli sforzi per promuovere l’occupazione e l’inclusione sociale.
Per quanto concerne la mobilizzazione dei finanziamenti comunitari, nel quadro del Piano Europeo di Rilancio Economico, il Consiglio Ecofin nel maggio 2009 ha adottato un nuovo Regolamento volto a facilitare l’accesso al Fondo Sociale Europeo con particolare riferimento alle azioni di contrasto alla disoccupazione. Inoltre, è stato rivisto il Regolamento del Fondo di Globalizzazione al fine di rendere meno rigidi i criteri di attivazione di tale strumento e di estenderne temporaneamente il campo di applicazione anche ai licenziamenti dovuti alla crisi economica.

Nel maggio 2009 si è tenuto a Praga un Vertice informale esplicitamente dedicato all’impatto della crisi economica sull’occupazione che ha identificato dieci azioni prioritarie per rafforzare il coordinamento a livello europeo e nazionale e con le parti sociali.

Infine, per contribuire all’azione comunitaria di lotta all’esclusione sociale, l’anno 2010 è stato designato “anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale”. 


I principali obiettivi della politica per l'occupazione e della politica sociale

  • raggiungere la piena occupazione;
  • ottenere una sempre maggiore qualità e produttività sul lavoro;
  • rendere più accessibile il mercato del lavoro favorendo l'acquisizione delle competenze necessarie, anche progredire in termini di retribuzione e di qualifica,importanti fattori di promozione dell'integrazione sociale;
  • attribuire una maggiore importanza all'istruzione e alla formazione lungo tutto l'arco della vita;
  • aumentare l'occupazione nei settore dei servizi;
  • garantire un'efficace politica sociale nel rispetto della competitività europea;
  • promuovere la parità di opportunità sotto tutti gli aspetti, con azioni contro la xenofobia, il razzismo, la discriminazione delle donne e dei disabili.

Base giuridica: art. 19 TFUE (ex art. 13 TCE), TITOLO  IV artt. da 45 a 48 TFUE  (ex Titolo III artt. da 39 a 42 TCE), TITOLO IX TFUE (ex titolo VIII TCE) e TITOLO X TFUE (ex titolo XI TCE) ; art. 3 TUE (ex art. 2 vecchia numerazione TUE).