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Referendum 12-13 giugno 2011

Dati sulla partecipazione al referendum 2011

15.06.2011

Il Ministero degli Affari Esteri comunica che i dati sulla partecipazione al referendum 2011 e sullo scrutinio dei voti dei connazionali residenti all’estero sono consultabili sul sito http://referendum.interno.it/ .

La percentuale dei plichi restituiti dalle Poste locali per irraggiungibilità degli elettori è scesa a circa il 10 % rispetto al 15,87 % del 2009, secondo un trend in atto ormai da diversi anni.

Le operazioni di invio dei plichi agli elettori e di ricezione delle buste contenenti le schede votate si sono svolte regolarmente in tutti i Paesi, nonostante alcune criticità dovute agli scioperi dei servizi postali indetti in Algeria, Belgio, Canada e Grecia, peraltro tempestivamente affrontate dalle Sedi interessate con misure ad hoc.

Referendum n. 3 sull’energia nucleare (09.06.2011)

Attesa la tempistica prevista dalle disposizioni vigenti relative al voto per corrispondenza, non è stato possibile procedere ad una nuova stampa e distribuzione agli elettori residenti all'estero delle schede con il nuovo quesito sull'energia nucleare.In merito ai voti già espressi dagli elettori italiani residenti all'estero si fa presente che ogni decisione resta riservata agli uffici competenti per legge. In particolare, mentre i voti espressi in Italia ai sensi dell'articolo 21 della legge n. 352 del 1970 sono sommati sulla base dei verbali trasmessi dai presidenti di seggio e dagli uffici provinciali per il referendum presso i tribunali, viceversa, per il voto postale all'estero, le funzioni svolte dagli uffici provinciali per il referendum sono esercitate, in base all'articolo 21 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2003, dall'Ufficio centrale per la circoscrizione estero presso la Corte d'appello di Roma. L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, ai sensi dell'articolo 36 della citata legge n. 352 del 1970, appena pervenuti i verbali delle suddette operazioni, procede all'accertamento, per ogni referendum, della partecipazione alla votazione e della somma dei voti validi favorevoli e dei voti validi contrari e alla conseguente proclamazione dei risultati referendari.

Pronuncia della Corte di Cassazione in merito al referendum n.3 sull’energia nucleare (01.06.2011)

Appena appresa la decisione della Corte di Cassazione nel senso del mantenimento del quesito referendario n. 3 sul nucleare che, in virtù di tale decisione, si riferisce alle nuove norme del c.d. decreto “Omnibus” per la parte relativa alla moratoria nucleare, il Ministero degli Esteri ha immediatamente informato la propria rete diplomatico-consolare della pronuncia della massima Corte ed attende direttive del Ministero dell’Interno, in attesa delle quali il procedimento rimane invariato. Pertanto l’elettore che non abbia ancora votato, qualora interessato, può esprimere il proprio voto anche sul quesito nucleare.

Secondo le previsioni della legge 459/2001 sul voto all’estero che prevede che i plichi elettorali siano inviati entro il 18° giorno antecedente la date delle votazioni, i connazionali all’estero hanno già ricevuto le schede referendarie inclusa quella “originaria” del decreto sul nucleare.

Con i D.P.R. del 23 marzo 2011 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 4 aprile 2011 sono stati indetti i seguenti Referendum popolari abrogativi, che si terranno nei giorni 12 – 13 giugno:

a) referendum popolare n. 1–Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;

b)referendum popolare n. 2–Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

c)referendum popolare n. 3–Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;

d) referendum popolare n. 4–Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Gli elettori residenti all’estero e alcune specifiche categorie di connazionali temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali potranno votare per corrispondenza in occasione di tali consultazioni.

Per i cittadini italiani residenti all’estero.

Il voto per i referendum dei cittadini residenti all’estero ed iscritti all’AIRE si esprime esclusivamente per corrispondenza negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto di voto tali elettori non potranno esercitare il voto per corrispondenza e pertanto, per votare, dovranno recarsi in Italia. In tal caso, presentando apposita istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza corredata del certificato elettorale e del biglietto di viaggio, avranno diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti all’AIRE riceveranno a domicilio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. Si raccomanda di seguire attentamente le istruzioni e di osservare le date indicate per spedire all’Ufficio consolare la busta preaffrancata contenente la busta anonima con le schede votate.

In caso di mancata ricezione del plico elettorale entro il 29 maggio, i cittadini italiani residenti all’estero potranno recarsi di persona all’Ufficio consolare di riferimento per verificare la propria posizione elettorale: nel caso in cui i nominativi già figurino nell’elenco degli elettori in possesso dell’Ufficio consolare, si potrà ottenere un duplicato del plico elettorale, mentre in caso contrario si potrà chiedere al Consolato di attivare le procedure per essere aggiunti all’elenco degli elettori.

Per i cittadini italiani temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali.

Ai sensi del Decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37, le tipologie di elettori temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali ammesse al voto per corrispondenza, previa apposita dichiarazione, sono le seguenti:

Appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali.Dipendenti di Amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della loro permanenza all'estero, secondo quanto attestato dall'Amministrazione di appartenenza, sia superiore a tre mesi, nonché, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero, i loro familiari conviventi.Professori e ricercatori universitari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, titolari di incarichi e contratti ai sensi dell’articolo 1, commi 12 e 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, e di cui alla legge 30 dicembre 2010, n. 240, che si trovano in servizio presso istituti universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all'estero da almeno tre mesi, nonché, qualora non iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani all'estero, i loro familiari conviventi.

La procedura da seguire dipende dalla categoria di appartenenza:

I militari e i dipendenti pubblici dovranno trasmettere una dichiarazione al comando o amministrazione di appartenenza, entro l’8 maggio. I familiari conviventi dei dipendenti pubblici, qualora non iscritti all’AIRE, dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente. I professori universitari dovranno far pervenire la dichiarazione, entro l’8 maggio, direttamente all’Ambasciata/Consolato di riferimento, unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva di sei mesi e la presenza all’estero da almeno tre mesi alla data del 4 aprile 2011. I familiari conviventi dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva relativa allo stato di familiare convivente, qualora non iscritti all’AIRE.

I cittadini temporaneamente all’estero esprimono il voto per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto. Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l’apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare per i referendum solamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Si ricorda a tutti i connazionali che la BUSTA GRANDE PREAFFRANCATA contenente le SCHEDE VOTATE inserite nella busta bianca piccola chiusa e il TAGLIANDO ELETTORALE deve pervenire al Consolato di riferimento entro le ore 16,00 locali del 9 GIUGNO 2011. NON AGGIUNGERE IL MITTENTE.

Concluse le operazioni, le schede votate dagli italiani residenti all’estero saranno convogliate in Italia, dove avrà luogo lo scrutinio a cura dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero istituito presso la Corte di Appello di Roma. Parimenti, saranno trasportate a Roma le schede votate dai cittadini temporaneamente all'estero per motivi di servizio, le quali saranno scrutinate congiuntamente a quelle dei residenti all’estero.

Per ulteriori informazioni, si potranno contattare gli Uffici consolari competenti per territorio o l’indirizzo di posta elettronica referendum2011@esteri.it

ultima modifica: 15/06/2011

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