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Afghanistan: Conferenza Bonn, sostegno rinnovato a Kabul in cambio di buon governo

05 Dicembre 2011

La comunità internazionale sosterrà l’Afghanistan anche dopo il 2014, a condizione che a Kabul dopo il decennio della "transizione" si apra il decennio della "trasformazione". Questo l’esito della Conferenza internazionale che si è svolta a Bonn il 5 dicembre, a cui hanno partecipato i rappresentanti di 85 Paesi più 17 organismi internazionali.

A dieci anni dall’intervento militare straniero, hanno convenuto i paesi partecipanti, Al Qaida "è stata distrutta". Anche se, ha messo in guardia il Presidente afghano, Hamid Karzai, "gli obiettivi comuni di un Afghanistan stabile e che si regga sulle proprie gambe sono ancora lungi dall'essere raggiunti" e per questo "ci serve il vostro aiuto per altri 10 anni, fino al 2024", ossia dieci anni dopo che le truppe straniere, come previsto, saranno partite.

La condizione posta dalla comunità internazionale in cambio di un rinnovato sostegno è uno sforzo da parte del Governo di Kabul di "buon governo", cioé di lotta alla corruzione e di "consolidamento della sua sovranità". Una questione, questa, su cui i partecipanti hanno trovato un accordo alla luce del preambolo espresso nel documento finale, nel quale si invoca "un Afghanistan nel quale il terrorismo internazionale non possa trovare mai più un santuario e che possa trovare il suo posto legittimo tra gli Stati sovrani".

Anche l’Italia, ha assicurato il Ministro Terzi a Bonn, continuerà a fare la sua parte dopo il 2014, a patto che Kabul si impegni sulla strada della democrazia: "L'Italia chiede il rispetto delle regole dello stato di diritto e impegni reciproci con la comunità internazionale per sostenere i diritti umani, trasparenza e affidabilità", ha spiegato.

Terzi ha quindi sottolineato il valore dell'impegno italiano nel settore civile e per la ricostruzione sociale del Paese: "Noi in 10 anni abbiamo impegnato 570 milioni di dollari in cooperazione allo sviluppo e interventi umanitari e attualmente abbiamo una presenza nel campo della sicurezza e militare di 4.200 uomini. Questa trasformazione del Paese comporterà una rapida decrescita del nostro impegno militare, che rimarrà per attività di formazione e assistenza delle forze afgane, e si orienterà sempre di più su interventi nel settore civile".

I temi cruciali che vedono in prima linea l'Italia, ha sottolineato Terzi, sono l'inserimento della donna nella società afgana e l'istruzione. E nonostante i tagli al bilancio pubblico, ha puntualizzato il Ministro, "è certo che l'Afghanistan continuerà ad avere una priorità elevatissima e ad essere un Paese di primissimo piano, per quanto riguarda le somme che noi potremo investire in crediti di aiuto. Dobbiamo puntare soprattutto su questo strumento che ha dato prove significative".

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