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Attacchi e violenze contro i cristiani - Terzi all’Ue, applicare piano per libertà religiosa

27 Dicembre 2011

“Efferata barbarie di un folle estremismo che colpisce nel momento più sacro la comunità dei cristiani”. Così il Ministro Giulio Terzi esprime la condanna dei sanguinosi attentati di Natale in Nigeria contro chiese cristiane. Non è però solo il momento di “declamazioni di condanna”, aggiunge Terzi, ma anche il tempo “di proseguire le iniziative e i piani di azione” avviati nell'Ue, all'Onu “per una ripresa del dialogo tra le società civili e per dare incoraggiamento e assistenza ai governi delle nazioni colpite”. L’Italia, assicura Terzi, “continuerà l'azione che è stata svolta negli ultimi anni, talvolta con non poche difficoltà. Su impulso italiano - ricorda -, nel luglio 2010 la Ue ha adottato un piano d'azione per la tutela della libertà religiosa nel mondo”. All'Onu, aggiunge, “l'Italia ha una leadership chiara, accresciutasi negli anni, sull'affermazione dei diritti umani. Il tema della libertà religiosa, per la sua portata etica e la sua dimensione, deve essere un presupposto per il dialogo internazionale”.

Il tema della libertà religiosa ed in particolare della tutela dei cristiani era stato al centro di un primo incontro bilaterale, prima di Natale,tra i ministri Terzi e della Santa Sede monsignor Dominique Mamberti. “Attribuiamo - ha sottolineato Terzi - un'importanza prioritaria alla tutela della libertà religiosa e delle minoranze religiose”, soffermandosi sugli “orribili attacchi ai quali abbiamo assistito con profonda tristezza alla comunità copta in Egitto e alle comunità cristiane in Iraq, Nigeria e Pakistan. Attacchi inaccettabili scatenati da estremisti votati a un'intolleranza fanatica che va condannata e combattuta”. In questo senso “la collaborazione con la Santa Sede è fondamentale nell'azione diplomatica a difesa dei diritti della persona dagli attacchi di quelli che possiamo definire dei nuovi barbari, cioè coloro che rinnegano l'uomo invocando empiamente Dio e disprezzano il dialogo oltraggiando la convivenza pacifica”.

Quella di Natale, in Nigeria, è stata una strage compiuta con una serie di attacchi coordinati contro chiese cristiane. La prima esplosione è avvenuta nella chiesa di Santa Teresa, nel popoloso quartiere di Madalla alla periferia di Abuja. Poi la seconda deflagrazione, ancora in una chiesa, questa volta a Jos, nella Nigeria centrale. Quindi il terzo attacco, contro un'altra chiesa cristiana, nella città di Gadaka nello stato settentrionale di Yobe. Ma gli attacchi sono proseguiti, con altri morti, tre poliziotti e un kamikaze, in un altro attacco nel nord-est del Paese, a Damaturi, dove il kamikaze ha lanciato la sua auto-bomba contro un mezzo della polizia. Il bilancio ufficiale del Natale di sangue è di 40 vittime. Ma il terrore era cominciato pochi giorni prima del Natale, quando si sono registrate una serie di esplosioni nel nord-est della Nigeria e scontri con le forze dell'ordine con decine di vittime. La nuova ondata di violenza nasce dall'offensiva dei militanti di Boko Haram che ha il dichiarato obiettivo di instaurare lo stato islamico nel più popoloso paese africano, con una rigida applicazione della sharia. Lanciato nel gennaio 2004, il gruppo estremista nigeriano si ispira ai talebani afghani e ha legami con il ramo maghrebino di al Qaida (Aqmi).

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