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Frattini: «Con l'America Latina un legame verso il futuro» (Il Tempo)

Roma 05 Ottobre 2011
Il Tempo
Franco Frattini

Dal 2003, anno della prima Conferenza Italia-America Latina, ad oggi, il sub Continente è nel suo complesso vigorosamente cresciuto, sia economicamente che politicamente, e il sistema delle "Conferenze" , in questi otto anni, è parallelamente evoluto, si è consolidato ed affinato. Anche alla luce della difficile situazione finanziaria mondiale che chiama tutti, Governi, organismi internazionali, società civili, a rinnovate responsabilità e maggiore coordinamento, l'Italia aspira ad approfondire e rafforzare il suo tradizionale dialogo con l'America Latina. Stiamo costruendo con gli amici latinoamericani un partenariato solido e duraturo che rafforza le prospettive sia della collaborazione bilaterale, concreta e diversificata, che del collegamento ed avvicinamento alla stessa Unione Europea. L'America Latina è un global player con il quale l'Italia e l'Europa sono chiamate ad instaurare un rapporto strategico, promuovendo l'integrazione fra Sistemi Paese. L'Italia ha già avviato, da tempo, questo cammino con l'America Latina, avvalendosi dei legami privilegiati che nascono anche dalla presenza di comunità di connazionali e di discendenti di italiani.

Con il Sub Continente abbiamo dato vita ad un metodo unico nel suo genere, fin dal 1966, anno della creazione dell'Istituto Italo-Latino Americano, casa comune per l'Italia e i suoi 20 membri latinoamericani, un foro di dialogo e collaborazione su base quotidiana che ha negli anni forgiato fiducia reciproca, immediatezza di intesa e condivisione di scopi e finalità. Ora dotiamo la Conferenza Italia-America Latina, che si svolge oggi e domani a Roma, di un segretariato permanente, che verrà affidato all'IILA, proprio perché lavoriamo assieme ai Paesi latinoamericani su base paritaria. Possiamo anche contare sulla Fondazione UE-LAC, alla quale Milano e Parigi sono legate da un vincolo di partenariato strategico nei settori della cooperazione industriale e della cultura. Quest'anno le sessioni della conferenza sono dedicate a temi urgenti ed essenziali per lo sviluppo dell'America Latina, sui quali abbiamo molto da dire e da suggerire, e sui quali intendiamo operare in stretta collaborazione con la Banca Interamericana di Sviluppo. Il primo tema è quello della cooperazione industriale. Il modello italiano dei distretti industriali è quello che meglio si adatta all'esigenza latinoamericana di sviluppare i territori in maniera equilibrata, rispettosa della dimensione sociale confermando nella pratica socioeconomica un'identità di principi e di valori. L'attivazione di filiere produttive che collegano conoscenza, innovazione tecnologica e competitività è sicuramente una priorità per l'America Latina, e il contributo italiano ed europeo è fondamentale. Il secondo tema è quello della sicurezza democratica, che costituisce una delle sfide più rilevanti ed impegnative. Il sub Continente, non possiamo nascondercelo, non è esente da rischi e da forme gravi e purtroppo crescenti di insicurezza che minano la tenuta del suo tessuto sociale. La criminalità organizzata intorno al traffico di droga e la violenza diffusa che ne consegue sono una piaga che possiamo e dobbiamo combattere insieme, consapevoli del fatto che sono sfide globali. L'Italia partecipa al gruppo degli amici del piano di azione per la sicurezza in Centroamerica e, coordinando ed associando i suoi sforzi a quelli, tra gli altri, del Sistema di Integrazione Centro Americano, di Spagna, Messico, Colombia e Stati Uniti, intende offrire la sua esperienza, la sua storia vissuta, avendo sperimentato sulla sua pelle cosa significa dover lottare contro la malavita e il terrorismo.

Cruciale è, infine, il governo degli impetuosi processi di globalizzazione, che impone nuovi e più intensi partenariati per la ricerca di regole condivise. Sappiamo che l'Unione delle Nazioni Sudamericane, di fronte alle turbolenze finanziarie che colpiscono l'Occidente, sta valutando delle opzioni per prevenire crisi analoghe. Si tratta di una prova di previdenza e responsabilità sulla quale siamo aperti alla discussione e interessati allo scambio di idee in un dialogo di ampio respiro e aperto tra i rispettivi processi di integrazione, per renderli sinergici e complementari. Il rapporto che l'Italia intende continuare a costruire con l'America Latina, anche attraverso le Conferenze, è il frutto della consapevolezza che i margini per fare di più in tutti i campi sono molto ampi, e che in larga misura le potenzialità sono ancora da sfruttare. Tra America Latina ed Europa le complementarietà e le opportunità sono evidenti: ricchezza sconfinate di risorse naturali da una parte, sapere scientifico e tecnologia per sfruttarle dall'altra, aspirazione a formarsi ed apprendere, vocazione a trasmettere questa conoscenza. E poi, decisivo per rendere il partenariato sempre più paritario, ben di più che un semplice matrimonio di interessi, vi è l'elemento della vicinanza culturale.

L'Italia ha celebrato i 150 anni della sua storia unitaria e per l'occasione erano presenti numerosi Presidenti latinoamericani, i cui Paesi furono tra i primi a riconoscere l'unità d'Italia. Quest'anno alla V conferenza l'Italia intende a sua volta testimoniare la sua concreta vicinanza ad un'America Latina più forte, dinamica, attiva, padrona del proprio destino e compartecipe nella costruzione di un futuro comune.

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