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Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

 

Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

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Italia e Asia tra storia e presente

Immagine e ruolo attuali dell’Italia in Asia non possono prescindere dal richiamo ad una storia plurisecolare di contatti e legami tra la penisola italiana e i popoli e le culture d’Oriente, inizialmente conosciuti dagli europei attraverso gli occhi e gli scritti di viaggiatori italiani. La strada per l’Oriente fu dapprima aperta e solcata da uomini di fede come francescani e gesuiti. Fra Giovanni da Pian del Carpine, come legato pontificio, fu il primo europeo a essere ammesso alla corte del Gran Khan dell'Impero mongolo (nel 1246) e la sua "Ystoria Mongalorum" è il più antico resoconto scritto da un europeo su storia e tradizioni mongole. L’impegno e la mediazione culturale di personalità come Alessandro Valignano, Matteo Ricci e Marco Polo contribuisce a un primato italiano nell’avvicinare Occidente e Oriente. Meno conosciute, ma non meno ardimentose furono figure quali quella di Nicolò dei Conti – che giunse a Sumatra e nella penisola indocinese – e di Ludovico da Varthema (probabilmente il primo a riportare in Occidente la notizia dell’esistenza dell’Australia).

 

Asia-Pacifico

Nel  2016 l’Asia-Pacifico ha generato il 54% del PIL mondiale, il 44% del commercio e il 60% della crescita. Si stima che nel 2030 la suddetta regione rappresenterà un’area economica di dimensioni maggiori del G7 e pari alla metà circa del G20. E’ pertanto ovvio che essa rappresenti  una priorità per l’Italia per il suo crescente ruolo negli equilibri globali, per le sue dinamiche economiche e per le opportunità di crescita e di affari per le imprese italiane.

Negli ultimi anni, l’Italia si è profilata con rinnovato dinamismo nella regione Asia-Pacifico impegnandosi a rafforzare i rapporti con i vari paesi che si affacciano su quest’ampio bacino. Di tale sforzo sono testimonianza il flusso crescente di visite di esponenti di governo, a cominciare dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Esteri, spesso accompagnati da delegazioni di imprenditori.

L’azione diplomatica, a forte valenza economica, ambisce a rafforzare la proiezione del Paese nel quadrante asiatico, sia a livello regionale che bilaterale e in linea con l’intendimento italiano di valorizzare il proprio contributo alla stabilità regionale e globale e di promuovere la crescita, tramite una maggiore e più stretta sinergia con le economie emergenti.

 

Rapporti politici ed economici

 

Asia nord-orientale

CINA

Le relazioni tra Italia e Repubblica Popolare Cinese (RPC), che hanno celebrato nel 2015 il loro 45esimo anniversario, sono strette, diversificate e in progressiva intensificazione grazie a visite a livello politico e all’accelerazione della cooperazione settoriale.  Dal 2004 l’Italia ha in atto con la RPC un partenariato strategico che mira a conferire sistematicità alla trattazione delle questioni bilaterali e ad articolare il dialogo politico in un’ottica globale, che includa l’aspetto delle relazioni UE-Cina, nonché i temi regionali e multilaterali di comune interesse. Lo strumento principale di tale partenariato è il Comitato Governativo Italia-Cina, istituito nel 2004, e co-presieduto dai rispettivi Ministri degli Esteri. Il Comitato riunisce rappresentanti delle principali Amministrazioni Pubbliche dei due Paesi e ha il compito di conferire impulso e sistematicità allo sviluppo della collaborazione nei diversi settori.

La vitalità dei rapporti bilaterali non riguarda soltanto le Amministrazioni Centrali, ma anche quelle territoriali (Regioni e Comuni italiani; Provincie e Municipalità cinesi). A ciò si aggiunge la rete di contatti, sempre più fitta, tra imprese, realtà accademico-scientifiche e comunità dei due Paesi.

Nel rapporto bilaterale, un rilievo centrale è assunto dalla cooperazione economico-commerciale, nell’ambito della quale l’obiettivo di un riequilibrio complessivo del volume degli scambi si accompagna a quello dell’attrazione di un maggiore afflusso di investimenti cinesi in Italia, soprattutto produttivi. Il primo obiettivo passa soprattutto attraverso la graduale rimozione degli ostacoli all’accesso delle nostre imprese al mercato cinese e all’efficace tutela dei marchi delle nostre aziende e delle indicazioni geografiche italiane in Cina.

Aree di intervento prioritario nei rapporti bilaterali risultano la cooperazione in tema di sanità; l’ambiente; la sicurezza alimentare; l’innovazione creativa; la cultura. In forte espansione sono gli scambi turistici e le relazioni people-to-people.

 

Giappone

Il 2016 ha segnato il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone (firma del Trattato di Amicizia e Commercio, 25 agosto 1866). Oltre che dalla frequenza dei contatti a livello politico, le relazioni bilaterali sono caratterizzate da un ampio spettro di cooperazioni settoriali, da una dinamica positiva delle relazioni economico-commerciali e da un’ampia consonanza di vedute su diversi temi regionali e globali. Tale consonanza è rinvenibile soprattutto nell’ambito del G7 e nel contesto G20.

Particolarmente intensi sono i rapporti tra italiani e giapponesi, evidenziati da robusti flussi turistici da un forte e reciproco interesse per le rispettive culture.

L’amicizia tra italiani e giapponesi ha trovato frequente modo di esprimersi nei reciproci moti di solidarietà in occasione di catastrofi naturali, quali i terremoti, che affliggono sia la penisola italiana che l’arcipelago nipponico. Tali vicendevoli manifestazioni di assistenza si sono realizzate in particolare in occasione dei terremoti dell’Aquila (2009), del Tohoku (2011), del Kyushu e in Italia centrale (2016).

Repubblica di Corea

Eccellenti sono i rapporti tra Italia e Repubblica di Corea, che hanno celebrato nel 2014 il 130° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche. Tali rapporti poggiano su un solido dialogo politico bilaterale e nei maggiori fora multilaterali e su una comunanza di valori e di posizioni sui principali temi regionali e di rilevanza globale.   

Le relazioni tra i due Paesi sono, inoltre, marcate da un interscambio commerciale florido e ben diversificato, trainato dall’accordo di libero scambio fra Unione Europea e Repubblica di Corea, e da articolate collaborazioni in ambito industriale.

In forte sviluppo anche le relazioni “people-to-people”: i flussi turistici dalla Corea del Sud verso l’Italia stanno registrando un lusinghiero andamento crescente verso il nostro Paese, facilitato anche dall'aumento del numero delle rotte dirette con l'Italia.

La promozione culturale costituisce un terreno di reciproco interesse in particolare nei settori del design e della musica.

L’Italia, infine, attribuisce grande importanza alla cooperazione in ambito scientifico e tecnologico con un Paese avanzato come la Corea, che investe il 4,3% del proprio PIL in attività di ricerca e sviluppo e si caratterizza per una forte osmosi tra ricerca scientifica e attività economica.

Mongolia

I rapporti italo-mongoli, formalmente stabiliti nel 1970, registrano un’intensificata frequenza che si avvantaggia anche dell’apertura di Ambasciate a Roma (2012) e a Ulaanbaatar (2016), e dal reciproco interesse all’approfondimento del dialogo politico e della collaborazione settoriale, con particolare riferimento all’incremento dei flussi commerciali e di investimento reciproci.

I due paesi sono impegnati a sviluppare forme di cooperazione nei settori del tessile-conciario, dell’agricoltura e della sicurezza alimentare (trattamento delle carni), delle infrastrutture di trasporto e dell’energia e del settore minerario.

ASIA MERIDIONALE

 

L’Asia centro-meridionale costituisce un’area di sicuro interesse sotto diversi aspetti cruciali della governance globale.  Si tratta di un’area dalle enormi potenzialità di sviluppo economico, non solo per la presenza dell’India ma anche per l’indubbio rilevante spazio di crescita che si presenta per economie emergenti come Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka.

 

Interscambio commerciale

I Paesi dell’area offrono interessanti opportunità nell’ottica di un ulteriore sviluppo dei rapporti economico-commerciali, alla luce del trend di crescita dell’interscambio bilaterale registrato negli ultimi anni. 

L’interscambio commerciale con l’India si attesta intorno ai 7,5 miliardi di euro. L’Italia esporta in India soprattutto macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, prodotti agricoli e alimentari ed importa dall’India prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, prodotti chimici, materie plastiche, gomma sintetica e abbigliamento. In India vi è una presenza molto consistente (circa 580) di società a capitale totalmente o parzialmente italiano, principalmente concentrate nei due maggiori poli industriali del Paese, ossia le aree di Delhi e di Mumbai.

L’interscambio con il Bangladesh è pari a circa 1,8 miliardi di euro. Oltre il 90% dell’import italiano dal Bangladesh è costituito da prodotti tessili ed in cuoio. Gran parte dell’export italiano verso il Bangladesh è invece costituito da macchinari industriali. Gli investimenti italiani si concentrano nel tessile. Altri settori di interesse sono  il meccano-calzaturiero e il meccano-conciario.

Dal Pakistan l’Italia importa principalmente tessuti, articoli di abbigliamento e pellame. Gran parte del nostro export è costituito da macchinari (soprattutto per l’industria tessile), prodotti chimici di base, fertilizzanti e materie plastiche, per un interscambio di circa 1 mld di euro. La concessione da parte dell’Unione Europea del regime tariffario preferenziale “GSP Plus” a partire dal 1 gennaio 2014 costituisce un fattore di stimolo alla crescita e rappresenta al tempo stesso per molti nostri settori, quali il meccano-tessile e la meccanica per cuoio e calzature, un’importante opportunità di partenariato con imprese locali.

Con lo Sri Lanka, infine, l’interscambio bilaterale è di circa 550 milioni di euro. L’Italia vi esporta prodotti tessili e macchinari, importando principalmente abbigliamento e articoli in gomma. Larga parte dell’export srilankese verso il nostro Paese è costituito da prodotti tessili. 

 

Altri temi economici

Dal punto di vista economico l’area è di grande interesse, sia per gli alti tassi di crescita degli ultimi anni che per l’ulteriore potenziale di sviluppo. Il PIL indiano continua a crescere ad un tasso superiore al 7%, tanto che il Paese figura già oggi tra le maggiori economie mondiali.

Gli altri Paesi del subcontinente crescono a tassi compresi tra il 5 ed il 6,5%. Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka mostrano una dinamica demografica sostenuta e alti tassi di inurbamento, fattori che possono costituire un grande potenziale di sviluppo. Il settore tessile si presenta come il driver principale, in particolare in Bangladesh, che costituisce un hub a livello mondiale.

 

SUD-EST ASIATICO E OCEANIA

L’area ASEAN, mercato di 650 milioni di abitanti che registra ormai da molti anni notevoli tassi di crescita e sta assumendo un crescente rilievo politico, oltre che economico e commerciale, è di particolare interesse per il nostro Paese. Le esportazioni italiane verso l’ASEAN dal 2010 al 2015 hanno fatto registrare una crescita di circa il 46,4% (elaborazione ICE su dati ISTAT), mentre l’interscambio è cresciuto nello stesso periodo (2010-2015) di circa il 41,8% Gli ultimi anni hanno visto una notevole intensificazione del dialogo con i Paesi ASEAN, con la finalizzazione di partenariati strategici a tutto campo volti a promuovere le relazioni. Le frequenti visite a livello apicale e governativo  rappresentano un segnale forte dell’attenzione crescente con cui l’Italia guarda a questi Paesi emergenti.

Le nostre esportazioni verso le Filippine sono più che raddoppiate negli ultimi 5 anni (+113,3%) ed il Paese, in notevole crescita economica, è di interesse sempre più rilevante per le nostre imprese. Le eccellenti relazioni bilaterali sono rafforzate dalla presenza in Italia di una numerosa e ben integrata comunità filippina.

L’Indonesia, potenza asiatica emergente e quarta più grande democrazia del pianeta,  principale economia del Sud-Est Asiatico e nostro partner nel G20, nonché modello di paese musulmano multiculturale e tollerante, rappresenta un partner prioritario per l’Italia nella regione. L’Indonesia è il nostro secondo partner commerciale nell’ASEAN;  il nostro export negli ultimi 5 anni è cresciuto di oltre il 76,3%. Con Jakarta è attivo anche un dialogo interreligioso volto a promuovere i valori di tolleranza e moderazione.

Solide relazioni economiche sono intrattenute anche con la Malaysia (le esportazioni italiane sono cresciute del 18,1% negli ultimi 5 anni), Paese industrializzato ormai fonte di importanti investimenti in Italia. Negli ultimi anni si sono registrate numerose missioni imprenditoriali nelle due direzioni; Expo Milano 2015 è stata occasione di visite al massimo livello.

La transizione democratica in Myanmar ha dato impulso alle relazioni bilaterali; il Ministro degli Esteri Gentiloni nell’aprile 2015 è stato il primo Ministro degli Esteri europeo ad incontrare il   nuovo Presidente U Thin Kyaw e Aung San Suu Kyi nella sua veste di Consigliera di Stato e Ministra degli Esteri. Myanmar, Paese emergente, è oggetto di crescente interesse da parte delle imprese italiane, alla ricerca di nuove opportunità nella regione.

Singapore, centro finanziario internazionale e modello di sviluppo socio-economico della regione, è una realtà cui l’Italia guarda con particolare attenzione, quale principale mercato per i prodotti italiani tra i Paesi Asean (1,966 Mld/Euro nel 2015) verso il quale le nostre esportazioni sono cresciute di oltre il 39% nell’ultimo quinquennio.

La Thailandia è il  secondo mercato per i nostri prodotti tra i Paesi Asean (1,249 Mld/Euro nel 2015) e le nostre esportazioni hanno registrato un incremento di oltre il 32,3% nell’ultimo quinquennio. Le imprese dei due Paesi hanno costituito un attivo Business Forum.  

Particolarmente intensi i rapporti con il Vietnam, inquadrati in una Dichiarazione di Partenariato Strategico attuata da Piani d’Azione biennali a tutto campo, che pongono le linee guida per la cooperazione bilaterale in diversi settori, nonché per la cooperazione in ambito multilaterale. Il Piano d’Azione attualmente in vigore è stato firmato nel novembre 2016 in occasione della visita di Stato del Presidente vietnamita Tran Dai Quang in Italia. Il Vietnam è il nostro primo partner commerciale nell’ASEAN, con un interscambio parti a 3,8 miliardi di euro nel 2015 ed una crescita dell’88,2% delle nostre esportazioni negli ultimi 5 anni. La cooperazione bilaterale si estende al settore culturale, scientifico e accademico, con un centinaio di intese tra Università italiane e vietnamite.

In Oceania, per quanto concerne l’Australia, partner G20 che condivide le nostre principali priorità globali, le ottime relazioni bilaterali sono rafforzate dalla presenza di una ben integrata comunità di origine italiana di quasi un milione di persone. Le nostre esportazioni negli ultimi cinque anni sono cresciute del 31,6% ed è in crescita la presenza di imprese italiane, che partecipano a importanti progetti in Australia. Da parte australiana sono stati effettuati notevoli investimenti in Italia.

I rapporti di amicizia e di cooperazione politica ed economica con la Nuova Zelanda sono tradizionalmente ottimi. La sintonia si basa anche sulla comunanza di vedute sui temi di pace e sicurezza, nonché sul comune impegno per la moratoria sulla pena di morte. Le relazioni economiche e commerciali sono in ascesa nonostante la distanza.

Nel complesso, le nostre esportazioni verso l’Oceania sono cresciute di circa 30,9% dal 2010 al 2015, e l’interscambio di circa il 98%.

L’Italia negli ultimi anni ha intensificato la propria presenza anche nell’area del Pacifico e le relazioni bilaterali con i Paesi insulari membri del Pacific Islands Forum, anche in nome di obiettivi condivisi per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile e la tutela degli oceani.

 


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