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Dimensione europea

 

Dimensione europea

Oltre la metà delle risorse mondiali spese per aiutare i Paesi in via di sviluppo proviene dall’Unione Europea e dai suoi Stati membri: l’Unione è quindi il maggiore donatore a livello globale. Nel 2015, per il terzo anno consecutivo, l'APS collettivo dell'UE è aumentato assestandosi a 68,226 miliardi di EUR, il livello più elevato mai raggiunto sinora. L’Italia canalizza circa la metà (il 46%) del proprio Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) attraverso l’Unione Europea: è il terzo contribuente netto al bilancio dell’Unione in materia di sviluppo, e il quarto contribuente al Fondo Europeo di Sviluppo (FES), per un ammontare complessivo annuo intorno a 1,3 miliardi di euro. Le risorse utilizzate dalla Commissione Europea nella realizzazione di iniziative di sviluppo o attraverso il sostegno al bilancio sono pertanto in parte anche risorse dell’Italia.

L'obiettivo primario dell’Unione Europea è l'eliminazione globale della povertà nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Per tale ragione, l’Unione si adopera per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030 e del Programma di Azione di Addis Abeba. In tale contesto, l’UE ed i suoi Stati Membri hanno confermato tutti gli impegni individuali e collettivi e la priorità attribuita, nell’utilizzo dell’APS, all’Africa Sub-sahariana, ai Paesi meno avanzati e a quelli fragili.

Sono due i canali di finanziamento per le politiche di sviluppo dell’Ue nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020:

  • i fondi del bilancio ordinario (circa il 50% delle risorse dedicate allo sviluppo provengono dal bilancio), attraverso la Rubrica IV “Global Europe”, in particolare attraverso lo Strumento per il Vicinato (ENI) e lo Strumento di Cooperazione allo Sviluppo DCI);
  • il Fondo Europeo di Sviluppo (FES), arrivato alla sua undicesima edizione, che copre l’altro 50%.


La Presidenza italiana dell'Ue

Il primo luglio 2014 è iniziato il semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea (Ue), che si è concluso il 31 dicembre 2014.

Per quanto riguarda il settore Sviluppo, il semestre è coinciso con un momento cruciale per l’agenda internazionale, con l’avvicinarsi della scadenza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg) e dell’importante appuntamento di Expo 2015, il cui tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita", costituisce un terreno comune con le attività della Cooperazione italiana. In tale contesto, nel corso del semestre di Presidenza l’Italia ha coordinato l’azione europea verso il negoziato sulla nuova Agenda post-2015 sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs), mirando alla definizione di una posizione comune degli Stati membri sugli aspetti di maggior rilievo. Nel corso del semestre italiano sono state inoltre poste le basi, attraverso l’adozione di specifiche Conclusioni del Consiglio, per l’affermazione di due nozioni di grande attualità e valenza operativa: quella di “migrazione come motore di sviluppo”, e quella del ruolo del settore privato nei processi di sviluppo (attraverso i concetti di “private sector development” e “private sector engagement”).


Cooperazione delegata

La Cooperazione delegata, nel quadro del “Codice di condotta dell’Ue sulla Divisione del Lavoro nell’ambito della politica di sviluppo”, è una modalità di gestione che consente alla Commissione Europea di delegare Fondi ad uno Stato Membro per l’esecuzione di programmi di cooperazione (a seguito della firma di appositi “accordi di delega”) e, a loro volta, agli Stati Membri di trasferire risorse alla Commissione stessa (attraverso la firma di “accordi di trasferimento”). Il tutto al fine di favorire una maggiore concentrazione ed efficacia degli aiuti in quei Paesi partner e settori nei quali più evidente è il valore aggiunto di un donatore specifico, in un’ottica di reciprocità e massimizzazione dell’efficacia dell’aiuto.

Tale gestione si realizza attraverso la stipula di un Accordo di delega tra la Commissione Europea ed il MAECI/DGCS, che ha ricevuto a tal fine nel 2012 un accreditamento a seguito del superamento di una procedura di audit. Tale accreditamento ha rappresentato un risultato strategico per l’Italia in quanto consente di gestire risorse aggiuntive per iniziative di cooperazione allo sviluppo attivando collaborazioni con l’Ue (e altri Donatori) in quei Paesi e settori nei quali è riconosciuto un ruolo guida alla Cooperazione italiana, in un’ottica di sinergia e complementarità rispetto ai programmi bilaterali.

Ad oggi, il MAECI/DGCS ha firmato accordi di delega con la Commissione per oltre 50 milioni di Euro, ed ulteriori programmi sono stati recentemente affidati in delega a valere sul Trust Fund della Valletta per affrontare le cause profonde delle migrazioni e dell’instabilità in Africa, oltre che sul Trust Fund Madad per la Siria. L’Italia, membro fondatore e tra in principali contributori di entrambi i Fondi, è stata firmataria del primo progetto sottoscritto nel quadro del Trust Fund della Valletta, a solo un mese dal Vertice, alla presenza del Commissario Mimica. Il progetto in parola, del valore di 20 milioni di Euro, mira a creare opportunità di impiego per giovani e donne in cinque regioni dell’Etiopia e prevede il lancio di una call aperta alle organizzazioni della società civile.

 


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