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Unioni Civili – Convivenze di fatto

 

Unioni Civili – Convivenze di fatto

Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore nell’ordinamento italiano la legge 20 maggio 2016, n. 76 (pubblicata nella G.U. del 21 maggio 2016,  n.118) sulle unioni civili tra persone delle stesso sesso e le convivenze di fatto.

La legge disciplina, da un lato, il legame fra due persone dello stesso sesso, denominato "unione civile" e, dall’altro, la convivenza di fatto tra due persone dello stesso sesso o di sesso diverso.

L’11 febbraio 2017 sono entrati in vigore i decreti nn. 5, 6 e 7 del 19 gennaio 2017, attuativi della predetta legge.

1. Unioni civili

L’unione civile costituisce una formazione sociale tra persone dello stesso sesso dalla quale deriva una variazione dello stato civile delle parti.

Il cittadino italiano iscritto all’AIRE che intende costituire all’estero un’unione civile può, quindi, rivolgersi all’Ufficio consolare italiano competente per residenza. Contestualmente alla costituzione dell’unione civile, le due parti possono eventualmente rendere le dichiarazioni relative alla scelta del cognome comune e/o al regime patrimoniale dei beni.

Le unioni civili costituite presso l’Ufficio consolare italiano sono trascritte negli archivi dello stato civile del Comune di iscrizione AIRE.

Si ricorda che, ai sensi della Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni consolari, l’autorità consolare italiana può svolgere le funzioni di ufficiale dello stato civile in quanto non vi ostino le leggi e i regolamenti dello Stato di accreditamento. Pertanto non sempre è possibile procedere alla costituzione di unioni civili all’estero.

E’ anche possibile rivolgersi agli Uffici consolari per richiedere la trascrizione in Italia degli atti di matrimonio o unione  tra persone dello stesso sesso costituite di fronte alle autorità estere, se almeno uno dei due partner è di cittadinanza italiana.

La richiesta di trascrizione deve essere presentata all’Ufficio consolare italiano della circoscrizione di residenza o nella quale l’atto è stato formato.

2. Convivenze di fatto

La convivenza di fatto regolata dalla legge n. 76/2016 ha una natura diversa dalle unioni civili e non modifica lo stato civile delle parti.

Il cittadino italiano residente all’estero può dichiarare la “convivenza di fatto” con persona dello stesso sesso o di sesso diverso presso l’Ufficio consolare competente per residenza. Presso lo stesso ufficio il cittadino italiano residente all’estero può stipulare il “contratto di convivenza” previsto dal comma 50 della legge n. 76/2016 o chiedere l’autenticazione delle sottoscrizioni in calce al contratto stesso. Il contratto di convivenza è regolato dalla legge italiana solo se i contraenti sono entrambi cittadini italiani o risiedono in Italia; se i due contraenti hanno diversa nazionalità e risiedono in un Paese estero, la legge applicabile sarà quella di tale Paese. 


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