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Il giro del mondo della Mostra Itinerante della Farnesina

 

Il giro del mondo della Mostra Itinerante della Farnesina

Il 4 maggio 2007, la Farnesina, attivamente impegnata nel promuovere l’arte contemporanea italiana, ha dato l’avvio ad un ambizioso progetto consistente in una mostra itinerante che, in due anni, ha portato 100 opere della Collezione del Ministero in un grande numero di Paesi stranieri.

Viaggio nell’arte italiana 1950/80
L’iniziativa – dal titolo Viaggio nell’arte italiana 1950/80. 100 opere dalla Collezione Farnesina: è partita da Sarajevo, città simbolo del recente e tormentato passato dell’Europa Balcanica, per proseguire poi per Sofia, Budapest, Sibiu, Bucarest e Varsavia. Nel 2008, la mostra è partita per il Sud America per essere inaugurata, il 17 marzo a Santiago del Cile, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della visita di stato. Le  tappe successive sono state Buenos Aires, San Paolo, Lima, Caracas, e Guadalajara in Messico e nel 2009  l’America del Nord, con prima sede a Washington.

Frutto di un’iniziativa del Ministero degli Esteri, la mostra itinerante è ideale complemento della Collezione d’arte italiana contemporanea alla Farnesina curata dai professori Maurizio Calvesi e Lorenzo Canova e aperta al pubblico, a partire dal 2001 e successivamente dalla Notte Bianca 2006, nel corso degli appuntamenti bimestrali intitolati “Farnesina Porte Aperte”.

Le strategie di promozione culturale della Farnesina
Con la circuitazione biennale, la logica semplice ed efficace delle economie di scala è entrata così con forza nella strategia di promozione culturale del MAE, con la realizzazione di un progetto di esposizione al contempo di grande valore artistico, e dai costi di realizzazione contenuti, in grado di presentare e rappresentare al mondo la scena dell’arte italiana contemporanea e i suoi valori artistici, storici e culturali. La Collezione Farnesina Itinerante non mira, infatti, a presentare un unico movimento o uno stile, ma a raccontare i momenti più salienti della produzione artistica del nostro Paese nella seconda metà del XX secolo.

Comodato d’uso biennale gratuito
La formula di gestione del patrimonio adottata, come già per la Collezione “madre” è quella del comodato d’uso biennale gratuito concesso al Ministero da parte degli stessi artisti, dei loro eredi, dei musei, delle fondazioni, e dei collezionisti.
Le opere raccolte rappresentano tutti i linguaggi espressivi dell’arte contemporanea: dipinti, sculture, installazioni e video, e sono state riprodotte in un catalogo, stampato in lingua italiana ed inglese, corredato dalle biografie degli artisti, dai saggi critici dei curatori, dai testi introduttivi dell'allora Ministro D’Alema, del Segretario Generale, del Direttore Generale La Francesca, nonché dei rappresentanti dei tre sponsor.
Il catalogo, prodotto in 5000 copie, è stato distribuito in Italia (artisti, prestatori, collezionisti, rappresentanti istituzionali) e, con ampia dotazione, alle diverse sedi espositive estere.

La mostra ha avuto il sostegno della Regione Lazio, di UNICREDIT, e dell’ENEL.


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