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L’ ECONOMIA ITALIANA

 

L’ ECONOMIA ITALIANA

Nell’economia italiana i servizi contribuiscono per quasi tre quarti alla composizione del PIL, l’industria al 23,6 per cento e le attività agricole al 2,2 per cento, con un tessuto economico caratterizzato da piccole e medie imprese e un ridotto numero di grandi gruppi industriali.

Dopo gli anni della crisi, il ciclo economico italiano mostra per il 2015 una moderata ripresa: in particolare, il Pil italiano in volume ha segnato una crescita (+0,8 per cento), con consumi delle famiglie e reddito disponibile che contribuiscono positivamente alla crescita. Anche gli investimenti recuperano leggermente, nonostante il contesto di crescita ancora debole. Migliori ragioni di scambio e l’aumento della domanda interna hanno favorito un incremento delle importazioni (+6 per cento), mentre hanno continuato ad accelerare le esportazioni (+3,8 per cento), che hanno mantenuto la loro quota di mercato mondiale ed europeo.

La dinamica settoriale dell’export nazionale è stata variegata: l’automotive ha contribuito per un terzo alla crescita complessiva, compensando la performance debole di metalli e petrolchimico. Le esportazioni sono cresciute a un tasso leggermente più alto in Unione Europea (+3,9 per cento), ma all’aumento complessivo ha contribuito per oltre il 40 per cento il mercato degli Stati Uniti (+20,9 per cento).

In questa fase di moderata ripresa economica, l’Italia continua ad essere uno dei cinque Paesi al mondo con un surplus manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. Inoltre, le imprese italiane sono fra le più competitive del mondo, piazzandosi l’Italia fra i primi tre esportatori mondiali su circa il 20% dei prodotti.

Ma l’economia italiana si fonda anche su un altro importante pilastro , ed è quello rappresentato dal turismo, grazie all’ inestimabile patrimonio naturale, archeologico ed artistico del paese. Infatti l’ Italia è il Paese con il maggior numero al mondo di siti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Umanità con ben 51 siti che attraversano tutto il territorio nazionale: dai nordici paesaggi delle Langhe alla cupole arabo normanne di Palermo e con al centro ovviamente la città eterna. Il patrimonio storico-artistico del nostro Paese è visitabile in centinaia di siti archeologici e in oltre 3000 musei diffusi su tutto il territorio.

Il turismo è una delle voci più importanti dell’economia italiana: le spese dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese sono ammontate nel 2015 a quasi 36 miliardi di euro, corrispondenti al 7,2% del valore totale delle esportazioni (con un saldo nettamente positivo della bilancia turistica) e, dalle stime, cresceranno ulteriormente nei prossimi anni.

Gli ultimi dati disponibili indicano che il turismo in Italia contribuisce a realizzare il 11,8% del PIL nazionale e il 12,8% dell’occupazione tra impatto diretto, indiretto e indotto, per un valore complessivo di 171 miliardi di euro e di 3,1 milioni di unità di lavoro impiegate.

Investire in Italia

L’Italia è la terza economia dell’Eurozona e l’ottava al mondo, con un mercato interno di 60 milioni di persone, e porta di accesso a 500 milioni di consumatori dell’Unione Europea e a 270 del Nord Africa e del medio Oriente. L’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa, con uno straordinario know-how in settori strategici quali quelli dei macchinari e dell’automazione, della moda e del design, dell’alimentare e della cucina. In Italia, sono presenti centri di ricerca e sviluppo di eccellenza e più di 20 università italiane sono classificate fra le 500 migliori al mondo. La qualità della vita che può offrire l’Italia, con i propri paesaggi, arte, storia, cultura e cucina non ha eguali nel mondo.

Quelle elencate sono solo alcune delle principali ragioni che spingono gli investitori stranieri a guardare all’Italia, ma tutto questo non basta. Nel mondo globalizzato contemporaneo l'attrazione di investimenti esteri è una condizione fondamentale per la crescita di un paese ed un'economia moderna necessita di aprirsi ai capitali industriali e finanziari stranieri per essere parte delle “global value chains”. In questo quadro è evidente la correlazione tra attrattività e competitività del paese.

Per questi motivi, il Governo Italiano ha inserito l’attrazione degli investimenti esteri fra le proprie priorità strategiche. Con l’approvazione, nel 2013, del piano “Destinazione Italia”, ripreso e integrato nell’attuale programma denominato “Doing Business”, il Governo italiano è fortemente impegnato nella creazione di un ambiente favorevole agli investitori stranieri ed ha messo in campo un ambizioso pacchetto di riforme.

Semplificazione delle procedure amministrative, miglioramento del sistema formativo, velocizzazione dei processi giudiziari, con corti specializzate per gli investitori esteri, sono alcune delle principali iniziative prese. Oltre a una legislazione del lavoro più flessibile e adattabile all’andamento dei cicli economici, alla possibilità di concludere accordi preventivi con l’amministrazione fiscale, ad agevolazioni per gli investimenti immobiliari, soprattutto se realizzati con lo scopo di riqualificare determinate aree urbane.

In questi anni, l’Italia si è aperta agli investimenti stranieri anche in settori strategici, come energia, reti, telecomunicazioni e trasporti. Il settore immobiliare, grazie alla solidità dei fondamentali, ha attratto, nel solo 2014, 5,3 miliardi di euro di investimenti, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Per le imprese, il presupposto dell’apertura ai capitali stranieri è la complementarietà tra la propensione all’innovazione e l’eccellenza tecnologica e la capacità operativa che possono assicurare partner in grado di apportare nuovo capitale. L’obiettivo è accompagnare il tessuto produttivo italiano di eccellenza sostenendone le prospettive di internazionalizzazione e favorire la creazione di occupazione sul territorio. 

In questo quadro, sono stati rafforzati gli strumenti operativi a disposizione degli investitori esteri. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti, gestore di larga parte del risparmio nazionale, supportano gli investimenti pubblici. Cdp Equity SpA e il collegato F2i-Fondi italiani per le infrastrutture costituiscono potenziali partner per operatori che vogliono concentrarsi su investimenti di medio-lungo termine in settori di rilevante interesse nazionale, in primo luogo infrastrutture, trasporti, reti, telecomunicazioni e energia. E’ stato creato un “mid-market growth fund” dedicato alle medie imprese italiane che intendono internazionalizzarsi, che ha raccolto l’interesse di molti investitori istituzionali esteri. L’ICE Agenzia si propone come interlocutore per gli investitori stranieri interessati a entrare sul mercato italiano.

I risultati conseguiti sono incoraggianti e testimoniano la rinnovata attenzione con la quale gli investitori internazionali guardano al nostro Paese. Nel triennio 2013-2015, secondo i dati pubblicati dall’UNCTAD (World Investment Report 2016), l’Italia ha attratto investimenti esteri per oltre 67,7 miliardi di dollari, con una crescita del 50%  rispetto al triennio precedente (43,5). L’Italia ha migliorato di undici posti la propria posizione nel rapporto 2015 Doing Business della Banca Mondiale, collocandosi ora al 45° posto; ha migliorato di 6 posizioni il proprio ranking nel Global Competitiveness Index 2015-2016 presentato nell’ultimo World Economic Forum, passando dal 49° al 43° posto; nel 2015 è stata classificata dodicesima al mondo tra le mete più attraenti per gli investimenti secondo l’indice FDI Confidence di AT Kearney. Infine, il 50% delle iniziative di M&A realizzate il 2013 e il 2014 ha visto la partecipazione di un operatore straniero (ora quasi 10.000 imprese italiane hanno un azionista estero) e l'Italia è decisamente nel radar degli investitori istituzionali esteri, essendosi guadagnata l'attenzione di molti fondi sovrani, i cui investimenti nel nostro Paese sono saliti a 2,2 miliardi di dollari nel 2014, con un incremento del 50% rispetto al 2013.

 


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