Turismo e cultura

 

Secondo l’UNESCO oltre la metà del patrimoniostorico-artistico del mondo si trova nel nostro Paese ed e’ visitabile in centinaia di siti archeologici e in oltre 3000 musei diffusi su tutto il territorio.


    L’Italia meridionale è ricca di vestigia della Magna Grecia, dalla Valle dei Templi ad Agrigento alla città di Selinunte in Sicilia, fino a Paestum e al fascino omerico dei Campi Flegrei, in Campania. Rilevanti sono anche le testimonianze del popolo più misterioso, gli etruschi, che hanno lasciato numerose necropoli in Lazio e Toscana come  Cerveteri, Tarquinia e Volterra. Ma l’Italia archeologica è soprattutto “romana”. Tracce della Roma repubblicana non mancano, ma è l’età imperiale ad aver lasciato impronte significative come i Fori dell’Urbe, il Colosseo, il Pantheon e i siti di Pompei ed Ercolano, le città consegnateci immutate dalla terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.


     Nel contempo la decadenza di un tale periodo storico e al tempo stesso le origini di un altro, sono testimoniate a Ravenna, dai mosaici di Teodorico e di Galla Placidia e ad Aquileia e Grado, dalle grandi basiliche paleocristiane, erette in rottura, ed al tempo stesso in continuità, con i simboli imperiali. Intanto, nelle aree costiere i Saraceni, con i saccheggi, porteranno nuove architetture che si tradurranno in cupole maiolicate, torri ingentilite in Campania e sontuosi palazzi in Sicilia, prologo secondo alcuni, delle imponenti fabbriche romaniche e gotiche del Centro–Nord comunale e dei castelli normanno-svevi al Sud.


   Centrale nel Medio Evo sarà il fervore religioso-monastico, che lascerà testimonianze immortali in tanti conventi ed eremi sulle vie per l’Urbe ( la via Francigena è sicuramente la più famosa ). In Toscana, Giotto sara’ l’iniziatore della pittura in senso moderno, esportandola in quasi tutta la Penisola:  basti pensare alla Basilica di San Francesco ad Assisi o alla Cappella degli Scrovegni a Padova. Sempre dalla Toscana, uomini come Lorenzo dei Medici, Michelangelo Buonarroti, Leonardo da Vinci, Filippo Brunelleschi, Sandro Botticelli e tanti altri, saranno gli ispiratori del Rinascimento, movimento culturale tra i più entusiasmanti della storia dell’umanità che, prima di influenzare il mondo intero, riempirà Firenze e l’Italia di splendidi capolavori, tra cui la cupola di San Pietro e gli affreschi della Cappella Sistina a Roma.
   In Veneto una via alla “rinascita”artistica sarà poi rappresentata da Palladio e dal suo numeroso insieme di ville , appendice sulla terraferma dello splendore e della ricchezza di Venezia con i suoi canali, le sue chiese ed i suoi palazzi . Anche nel Seicento, l’Italia saprà conquistarsi un posto d’onore nel mondo artistico e paradigma assoluto di questo processo sarà il Caravaggio, che rivoluzionerà il concetto di pittura, con un uso della luce, diremmo oggi, “cinematografico” e con un realismo del tutto inedito.


Con il barocco, Roma vivrà una grande stagione, e dopo i capolavori rinascimentali di Michelangelo e Raffaello, farà da scenario alla roboante fantasia creativa di Bernini e Borromini eterni rivali e creatori di due tra le grandi scuole artistiche barocche italiane le cui testimonianze sono sparse su tutta la penisola. Il secolo XVIII vedrà la massima ascesa e l'iniziale decadenza di Napoli, all'epoca seconda città europea dopo Parigi e il primo embrione di unità nazionale sotto Napoleone.


Con l'unità finalmente raggiunta nel secolo successivo, l'Italia potrà cominciare a dedicarsi ad una capillare conservazione dell'immenso patrimonio accumulato nei secoli. Di qui, la centralità assurta dalle varie scuole di restauro (mosaico, scultura, pittura ), in grado, grazie al felice connubio di sensibilità artistiche e sofisticate tecnologie, di eternare capolavori offesi dal tempo.

Data ultimo aggiornamento: 17/12/2013

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