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Rapporti con l'America del Nord

 

Rapporti con l'America del Nord

Rapporti con l'America del Nord

Stati Uniti e Canada

I rapporti dell’Italia con il sub-continente Nord Americano sono caratterizzati da una profonda condivisione di valori e interessi e da una perdurante forte integrazione economico-finanziaria. In tale contesto, anche a fronte delle nuove tendenze globali e di un’accresciuta importanza dell’area Asia-Pacifico, la dimensione del dialogo transatlantico resta un riferimento ineludibile: quando Europa e Nord America condividono strategie e risposte alle sfide comuni continuano ad offrire un orientamento alla comunità internazionale.

Le stesse opinioni pubbliche considerano essenziale il legame transatlantico e si attendono che Europa e Nord America collaborino per affrontare le sfide globali, dalla gestione coordinata delle crisi internazionali alle risposte alle attese di democrazia e libertà, i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà. La presenza di numerosi cittadini americani e canadesi di origine italiana favorisce indubbiamente tale comunanza.

La politica estera italiana nei confronti di Stati Uniti e Canada resta dunque saldamente ancorata al dialogo transatlantico, fondamentale anche per l’Unione Europea, oltre che al tradizionale, strategico e intenso rapporto bilaterale con Washington e con Ottawa, paesi alleati nella NATO e nell’ambito del G7 e G20. Il continente americano continua ad essere un mercato di grande rilievo per le esportazioni italiane e nell'America del Nord si intensifica la nostra azione a sostegno della collaborazione con il mondo scientifico ed accademico, nonché con i settori imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico, in modo da permettere alle nostre imprese sia di mantenere il livello dell’export nei settori più tradizionali che maggiori vantaggi comparativi in termini di competitività.

Stati Uniti

I rapporti di amicizia e collaborazione tra Italia e Stati Uniti - basati su un comune patrimonio di civiltà, valori, interessi e legami che nel corso degli ultimi decenni si sono andati sviluppando e rafforzando - sono alimentati da stima e fiducia reciproca. Il dialogo bilaterale, di intensità particolarmente forte, è basato su una condivisione di principi di libertà, progresso, rispetto dei diritti umani e comune impegno nella difesa e promozione della democrazia. Washington riconosce e apprezza il forte impegno italiano in missioni multilaterali di mantenimento della pace e nella lotta al terrorismo e al crimine organizzato. L’eccellenza delle relazioni si esprime anche nei numerosi organismi e fori multilaterali ai quali entrambi i Paesi partecipano, dal G7 e G20 alla NATO e all’ONU. Fin dal dopoguerra il nostro Paese ha rappresentato per gli USA un alleato importante ed un “partner globale”, in virtù anche della nostra capacità di dialogo e mediazione con le diverse componenti della comunità internazionale, mentre gli Stati Uniti hanno costituito per l’Italia garanzia di sicurezza affidabile e punto di riferimento essenziale per la gestione dell’agenda internazionale. Un solido rapporto bilaterale è una costante fondamentale della nostra politica estera e da sempre il legame transatlantico viene considerato coerente con il rafforzamento dell’integrazione europea: l’Italia ritiene infatti che un’Europa forte rappresenti un alleato ancora più affidabile per gli Stati Uniti.

Le frequenti visite istituzionali e di lavoro di alto livello testimoniano l'intensità del rapporto bilaterale politico, economico e culturale. Dall’inizio dell’anno in corso si ricordano in particolare le visite negli USA del Vice Ministro dello Sviluppo Economico (11-14 gennaio), del Presidente della Repubblica (6-13 febbraio), del Presidente del Consiglio (29 marzo-1 aprile), del Ministro dell’Interno (11-14 aprile), del Ministro della Giustizia (21-22 aprile), mentre si sono svolti i seguenti incontri in Italia: tra il Presidente della Repubblica e la Minority Leader della Camera USA Nancy Pelosi (18 aprile), del Vice Presidente USA Biden con il Presidente del Consiglio(29 aprile), del Segretario di Stato Kerry con il Ministro degli Affari Esteri (26 giugno), del Segretario del Commercio Penny Pritzker con il Sottosegretario agli Esteri Della Vedova (13 luglio), di una delegazione del Congresso statunitense guidata dalla Minority Leader della Camera Pelosi con il Presidente della Repubblica e con il Ministro degli Affari Esteri (1 agosto), di una delegazione del Congresso guidata dal Chairman dell’Appropriations Committee Rogers con il Ministro degli Affari Esteri, con il Ministro della Difesa e con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri (2 agosto).

Sul piano delle relazioni economiche, grazie anche all’alta considerazione di cui gode il Made in Italy, gli USA sono il primo mercato mondiale di riferimento per dimensione assoluta dell’avanzo commerciale italiano, che è tradizionalmente positivo ed il più consistente della nostra bilancia commerciale.

Nei primi cinque mesi del 2016, secondo i dati ISTAT, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti si sono mantenute a livelli pressoché invariati rispetto allo stesso periodo del 2015 (15 mld di euro, +0,9%) mentre le nostre importazioni dal paese (circa 5,9 mld €) hanno registrato una flessione (-6,4%). L’Interscambio commerciale totale è stato di 21,1 mld di euro (-1,3% rispetto ai primi cinque mesi del 2015) con un saldo positivo per l’Italia di circa 9,2 mld di euro (+6,1% rispetto allo stesso periodo del 2015).  

Nel 2015 le rilevazioni ISTAT avevano registrato un valore totale dell’interscambio Italia-USA pari a 50,2 mld di euro (+20,9% rispetto al 2014),  confermando nel contempo il trend positivo del biennio precedente per i settori ad elevato contenuto tecnologico e per quelli cosiddetti tradizionali. Le esportazioni del Made in Italy negli Stati Uniti, per un totale di circa 36 mld di euro (+18,8% rispetto al 2014), avevano generato un saldo positivo per la nostra bilancia commerciale di quasi 22 mld € (+26,1% in più rispetto al 2014) tenuto conto che le nostre importazioni dagli USA erano state di 14 mld € (in leggera crescita del +13,8% rispetto all’anno precedente). L’Italia si era quindi posizionata all’11° posto nella classifica dei principali paesi partner commerciali del 2015 (era al 14°posto nel 2014) superando i paesi BRICS, l’Arabia Saudita ed i Paesi Bassi. I prodotti del settore agroalimentare sono quelli che nel 2015 avevano registrato una crescita maggiore delle nostre esportazioni (+22,4% rispetto all’anno precedente); tra di essi il vino (secondo il Dipartimento per il commercio americano l'Italia nel 2015 è stata la prima esportatrice in America di questo bene, con una quota di mercato pari al 31,5% e per un valore totale di oltre 1,5 miliardi di euro), l'olio d'oliva (anche qui il nostro Paese è stato nel 2015 il primo tra gli esportatori in America, con una quota di mercato pari al 42,8% e per un valore totale di quasi mezzo miliardo di euro), i formaggi e la pasta.

        

Rilevante l’impegno ad accrescere gli investimenti diretti esteri tra i due Paesi, che continuano a essere al di sotto delle loro effettive potenzialità e presentano ancora alti margini di possibile crescita. In aumento gli investimenti italiani negli USA, per i quali la fusione tra Fiat e Chrysler nella FCA rappresenta – anche grazie alla consistente presenza di imprese italiane nell’indotto automobilistico nell’area di Detroit – un esempio particolarmente rappresentativo. Nel primo semestre 2015 il flusso dall'Italia verso gli USA (5,15 mld USD, dati Bureau of Economic Analysis) è stato uno dei più alti degli ultimi 10 anni, in gran parte addebitabile all'avvenuta contabilizzazione, in questo lasso temporale, dell'operazione di acquisizione di IGT da parte del gruppo italiano Gtech. Con riferimento alle consistenze (stock) (dati Eurostat-Banca d’Italia) gli investimenti netti italiani negli USA risultavano pari a 24,6 mld di euro, mentre quelli statunitensi in Italia 5,9 mld di euro.

Da ricordare inoltre i rilevanti apporti del turismo statunitense nel nostro Paese: nei primi sei mesi del 2015 la Banca d'Italia ha registrato quasi 2 mld Euro spesi dai turisti americani in Italia (circa la metà quelli spesi dagli italiani in USA). Le presenze di turisti USA, che da gennaio a ottobre 2015 sono state di 3 mln 340 mila, rappresentano la prima nazionalità extra europea (7a in totale) per presenze nel nostro Paese e la seconda, dietro la Germania, per numero di pernottamenti e spesa turistica complessiva.

Anche nel 2014 nel settore dei servizi i viaggi e il turismo erano state le voci di maggior peso in entrambe le direzioni: i dati della Banca d'Italia segnalavano oltre 4 mld EUR spesi dai turisti americani in Italia nel 2014 (circa la metà quelli spesi dagli italiani in USA), per un totale di 3,5 mln di presenze (solo un quarto delle quali giunte attraverso volo diretto tra i due Paesi).

Si ricorda che gli Usa hanno partecipato all’Expo di Milano 2015 con un imponente padiglione che ha inteso riflettere la visione ed il contributo degli Stati Uniti sui temi della sicurezza alimentare, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile. In più occasioni sono state ribadite da parte statunitense, con caloroso sostegno ed apprezzamento all'Expo ed all’Italia, la rilevanza globale ed la centralità dei temi dell'esposizione.

Di particolare importanza è lo sviluppo della collaborazione in campo scientifico e tecnologico, che mira, tra l’altro, a ricercare sinergie con la promozione economico-commerciale, in particolare sul tema dell’innovazione.

La grande e qualificata comunità italo-americana (gli americani di origine italiana censiti ufficialmente sono, secondo la rilevazione più recente, circa 17,7 milioni) sono il quarto gruppo etnico di origine europea dopo tedeschi, irlandesi e inglesi. Essa rappresenta un attore primario nello sviluppo dei legami economici tra i due Paesi, in considerazione del suo spiccato dinamismo che l’ha portata a raggiungere in molti casi posizioni economiche e sociali di elevato prestigio e contribuisce anche alla valorizzazione dei rapporti culturali bilaterali attraverso una vasta rete di istituzioni ed associazioni.

L’attività di promozione e cooperazione culturale dell’Italia negli Stati Uniti si avvale anche di una rete di Istituti Italiani di Cultura (Washington, New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco) che operano d’intesa con i Consolati presenti nelle stesse sedi e con quelli di Miami, Houston, Boston, Filadelfia e Detroit.

Sempre maggiore importanza sta assumendo la sinergia fra la nostra rete di promozione culturale e quella di altri Paesi dell’Unione Europea nella proposta al pubblico statunitense di eventi culturali da collocare in un’ottica “europea” e comparata. È in questa visione che si è sviluppata un’articolata azione promozionale incentrata sull’idea che la cultura è un prezioso moltiplicatore d’influenza per l’intero “sistema Paese” e nello stesso tempo un canale prioritario per proiettare un’immagine aggiornata dell’identità nazionale italiana che leghi lo straordinario patrimonio del passato con le molte eccellenze del presente. Nel 2013 la cooperazione culturale fra Italia e Stati Uniti – che si è ampiamente avvantaggiata del successo ottenuto dagli oltre 300 eventi in oltre 50 città dell’Anno della cultura italiana negli Stati Uniti - si è concretizzata in una ampia rete di progetti che hanno coinvolto istituzioni pubbliche e private in settori quali le arti figurative, la musica, le scienze umane e sociali, l’architettura e il design, la cultura scientifica, il cinema e il teatro.

Si ricorda inoltre l'iniziativa “Protecting our Heritage'', che gode del patrocinio dell'UNESCO, inaugurata il 4 febbraio 2016, nel cui ambito l’Italia è nel 2016 presidente di turno del cluster di Washington di EUNIC (European National Institutes of Culture), - esercitata per tutto il 2016 dall'Istituto Italiano di Cultura di Washington – che sta suscitando grande interesse, attirando un numero crescente di partner dal settore pubblico e privato. Il programma “Protecting our Heritage'' prevede una serie di iniziative incentrate su quanto la comunità internazionale può fare per rafforzare la protezione del patrimonio culturale del passato e per renderlo rilevante per la nostra identità presente.

Particolare impegno viene dedicato alla promozione della lingua italiana come fondamentale strumento di dialogo e di cooperazione culturale, anche grazie al reinserimento dell’italiano nel programma di livello universitario Advanced Placement (AP) in lingua e cultura italiane nelle scuole superiori statunitensi. Gli studenti che abbiano sostenuto l’esame con esito positivo ne possono vedere riconosciuti i crediti in quasi tutte le università statunitensi ed in molte Università straniere.

Canada

Le ottime relazioni e gli stretti rapporti di amicizia e collaborazione esistenti tra Roma e Ottawa sono fondate su una particolare vicinanza tra i due Paesi che va da una condivisione di vedute e di valori ad un impegno congiunto nei teatri di crisi internazionali, dal fondamentale apporto della comunità italiana alla crescita del Paese sia a livello economico che politico, a collaborazioni economiche e scientifiche particolarmente avanzate.

Gli incontri e i contatti a livello bilaterale con il Canada sono piuttosto frequenti, anche a margine di eventi multilaterali: da ultimo la colazione di lavoro tra il Ministro Gentiloni ed il suo omologo Dion a Roma (6 luglio 2016), quello tra il Presidente del Consiglio Renzi ed il Premier Trudeau a margine del G7 di Ise-Shima (26-27 maggio 2016), l’incontro del Sottosegretario Della Vedova con il Ministro degli Affari Esteri canadese Dion durante la sua visita ad Ottawa (21 aprile 2016), tra il Ministro Pinotti ed il suo omologo canadese a margine della ministeriale difesa NATO (10-11 febbraio 2016), tra il Presidente del Consiglio Renzi ed il Premier Trudeau a margine del Vertice G20 di Antalya (15-16 novembre 2015) e tra il Ministro Gentiloni ed il Ministro Dion a margine della ministeriale NATO (1-2 dicembre 2015).

I rapporti politici sono caratterizzati da una significativa convergenza di interessi nei principali fori multilaterali  (G7-G20, NATO, ONU, OSCE, Consiglio Artico), da analoghe sensibilità su tematiche quali i diritti umani (in particolare contro la pena di morte, la lotta alle mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati e la libertà di religione) e da ampia sintonia in merito alle maggiori sfide internazionali, a partire dal comune impegno per la stabilità globale e regionale. La collaborazione con il Canada si estende dal bacino mediterraneo, il Medio Oriente e il Corno d’Africa - anche grazie al patrimonio di conoscenze e relazioni che il nostro Paese possiede in tale scacchiere - alle attività del Consiglio Artico, in cui l’Italia con il sostegno canadese ha ottenuto lo status di Osservatore permanente dal 2013. Di particolare significato è la collaborazione con il Canada nel contrasto della criminalità organizzata. Secondo quanto previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, avendo Ottawa sospeso nel settembre 2012 le relazioni diplomatiche con Teheran, dal novembre 2013 l’Italia tutela gli interessi canadesi in Iran in base a uno specifico Memorandum d’Intesa.

In ambito europeo l’Italia ha sempre sostenuto con convinzione l’Accordo Economico Commerciale Globale UE/Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA), i cui negoziati si sono conclusi in occasione del Summit Ue-Canada del settembre 2014. Una volta entrato in vigore tale accordo potrà favorire un considerevole incremento delle opportunità di scambio economico-commerciale dell’Unione Europea - e dell’Italia in particolare - con un importante partner transatlantico quale il Canada, permettendo così di realizzare le attese di crescita riposte nella sua attuazione. 

La presenza in Canada di una ampia comunità di origine italiana è fattore di ulteriore rafforzamento delle relazioni: si tratta di una presenza di oltre 1,5 milioni di persone (l’italiano è la quarta lingua straniera più studiata nel Paese), la metà residente in Ontario, un terzo nel Quebec, ben integrata ed attiva nel tessuto sociale del Paese, anche in seguito alla politica del "multiculturalismo" perseguita a partire dagli anni Sessanta da Ottawa. Per dimensione la comunità italiana si colloca al terzo posto nel Paese, dopo la componente anglosassone e quella francofona, e conta su qualificati esponenti che ricoprono posizioni rilevanti a vari livelli politici (federale, provinciale, comunale), nel mondo della finanza, della grande industria, in società di rilievo, negli organi di informazione, nella cultura, spettacolo e sport.

Le relazioni culturali, scientifiche e tecnologiche tra Italia e Canada – in particolare con il Québec -  sono intense ed accompagnano i forti legami politici ed economici. Attualmente sono oltre tremila gli scienziati italiani in Canada, numerosi gli accordi di cooperazione tra le Università dei due Paesi e tre le associazioni di ricercatori italiani: ARPICO con sede a Vancouver, ARIO con sede a London in Ontario, CSIQ con sede a Montreal.

Con la sua ricca disponibilità di energia e materie prime, l’elevato livello di istruzione e la qualità della ricerca scientifica e tecnologica, il Canada presenta ampie potenzialità per il nostro sistema industriale, già presente con grandi aziende nei settori energia, automotive, aerospazio, alimentare ed agricolo alcune delle quali operanti con propri stabilimenti produttivi e distributivi. Il paese è inoltre considerato dai nostri operatori il punto di partenza ideale per penetrare il mercato nord-americano, grazie alla vicinanza con gli Stati Uniti ed ai benefici dell’area NAFTA.

Nei primi cinque mesi del 2016 l'interscambio commerciale tra Italia e Canada è rimasto quasi invariato: a maggio ha registrato un valore di 2,1 mld €, con le nostre esportazioni verso il Canada (circa 1,4 mld di €) in leggero aumento (0,3%) rispetto allo stesso periodo del 2015 e le importazioni dal Canada di 597 mln di € in lieve diminuzione (-9%) rispetto ai primi cinque mesi del 2015, tornando così – rispetto a quanto si era registrato nel primo trimestre del 2016 - ai valori medi del 2013 e degli anni precedenti.

Nel 2015 il valore dell’interscambio aveva raggiunto i 5,1 mld di €, con un saldo positivo per l’Italia di circa 2,2 mld €, in leggera flessione rispetto al 2014, anno in cui le importazioni dal Canada avevano fatto registrare un sensibile aumento, dovuto soprattutto al valore del greggio importato (triplicato rispetto all’anno precedente); le nostre esportazioni verso il Canada si erano mantenute a livelli pressoché invariati (aumentando da 3,1 mld. di € nel 2014 a 3,7 nel 2015).

Gli investimenti diretti bilaterali rimangono tuttavia ancora limitati e sbilanciati in favore del Canada, che ha lanciato da tempo concrete iniziative di attrazione di IDE, rafforzate, nel corso degli ultimi 5 anni, da campagne condotte da agenzie governative su base locale. Secondo i dati riportati da Eurostat (fonte Istat-ICE) nel 2014 gli investimenti dell'Italia oltreoceano risulterebbero pari a 253 mln di Euro, in netta ripresa rispetto all'anno precedente (circa 18 mln di Euro nel 2013) mentre il flusso proveniente dal Canada (15 mln. Euro nel 2014) risulta comunque tornato in positivo rispetto al valore dei disinvestimenti registrato nel 2013 (-73 mln. di Euro). Con riferimento alle consistenze (stock di investimenti netti), nel periodo 1992-2014 il valore degli investimenti netti italiani in Canada risulta pari a 1,7 mld di €, mentre quelli canadesi in Italia sono di 643 mln di €.


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