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Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

 

Asia, Oceania, Pacifico e Antartide

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ITALIA E ASIA: UN  LEGAME STORICO

Se intendiamo riproporre con rinnovato dinamismo l’immagine e il ruolo dell’Italia in Asia, presentandoci ancora una volta sulla scena asiatica come forza trainante dell’Europa in Oriente, è naturale ricondurre l’azione di politica estera odierna alla tradizione plurisecolare di contatti e legami con quelle genti e culture.
D’altronde, non è ardito sostenere che i Paesi e i popoli asiatici furono per secoli conosciuti e immaginati dagli europei attraverso occhi e scritti italiani.
In un’epoca in cui il continente asiatico, culla di civiltà millenaria, era al centro della ricchezza mondiale, la strada verso Oriente fu solcata e aperta da dotti uomini di fede come i padri gesuiti Alessandro Valignano e Matteo Ricci, fondatori, rispettivamente, della yamatologia e della sinologia moderne. Fra i commercianti ed esploratori, il riferimento al grande Marco Polo è tanto immediato quanto doveroso. Forse meno conosciute, ma egualmente ardimentose, sono inoltre le gesta di Nicolò dei Conti – il quale giunse a Sumatra e nella penisola indocinese – e di Ludovico da Varthema, probabilmente il primo a riportare in Occidente la notizia dell’esistenza dell’Australia.

L’ITALIA E L’ASIA OGGI

La regione dell’Asia-Pacifico è per il Sistema Italia un “formidabile” banco di prova. Sfide e opportunità, ben lungi dal riguardare il solo profilo economico-commerciale e finanziario, abbracciano le relazioni culturali, umanistiche e tra popoli, nonché il dialogo giuridico e sui valori.
La opportunità raccolte dalla Farnesina, in particolare, riguardano il terreno del dialogo politico e la nostra capacità di proporci, quale Italia, come interlocutore credibile, affidabile, paziente, capace di realizzare gli impegni presi e di proiettarsi nel futuro con progetti concreti.
Un tempo si andava in Asia con la prospettiva di trovare nuovi mercati; oggi per edificare partenariati durevoli nel tempo.


I PRINCIPALI SCAMBI DI VISITE POLITICHE TRA L’ITALIA E I PAESI
DELL’ASIA-PACIFICO

L’Asia-Pacifico rappresenta una priorità per l’Italia sia per il suo crescente ruolo geopolitico negli equilibri globali che per le sue dinamiche economiche, fonti di opportunità di crescita e di affari per le imprese italiane ancora da valorizzare appieno. Negli ultimi anni, l’Italia si è riproposta con rinnovato dinamismo in questo continente, che nel 2011 ha generato il 54% del PIL mondiale, il 44% del commercio e il 60% della crescita e che nel 2030 rappresenterà un’area economica di dimensioni maggiori del G7 e pari alla metà circa del G20. Per tali ragioni, l’impegno del Governo a rafforzare i rapporti con l’Asia-Pacifico si è tradotto nel 2012 in uno sforzo senza precedenti, con le visite del Presidente del Consiglio in Corea, Cina e Giappone (marzo) e la sua partecipazione al Vertice ASEM in Laos e ai colloqui bilaterali a margine (novembre) e con le sei visite del Ministro degli Esteri in India, Vietnam, Singapore, Indonesia e Myanmar, accompagnato da delegazioni di imprenditori, nonché in Brunei ove ha inoltre partecipato alla riunione dei Ministri degli Esteri UE-ASEAN tra febbraio ed aprile. Da menzionare in tale contesto l’ASEAN Awareness Forum svoltosi alla Farnesina nel marzo scorso con la partecipazione dei governi dei 10 Paesi membri dell’organizzazione regionale asiatica, inteso a far conoscere al mondo economico italiano le opportunità offerte da tale area, fra le più dinamiche al mondo.

Tale azione diplomatica, a forte valenza economica, si colloca nel quadro di priorità strategica delineato dal Governo per rafforzare la proiezione del Paese nel quadrante asiatico, sia a livello regionale che bilaterale e in linea con l’intendimento del Governo e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionalee della Cooperazione Internazionale di valorizzare il contributo italiano alla stabilità regionale e globale e di concorrere al superamento della crisi economica e finanziaria, tramite una maggiore e più stretta sinergia con le economie emergenti. Si tratta di un obiettivo evidenziato dal rilevante incremento registrato - nonostante la crisi - dalle esportazioni italiane verso l’Asia-Pacifico, che nel 2011 hanno registrato una crescita di circa il 20%, proseguita nel 2012 (nel periodo gennaio-luglio + 4,4% l’export verso l’Asia orientale, + 17,5% quello verso l’Oceania; elaborazione ICE su dati ISTAT).

Con il medesimo spirito, l’Italia si è impegnata a promuovere il rilancio del dialogo transatlantico tra Stati Uniti e Unione Europea sull’Asia-Pacifico, scaturito nella Dichiarazione sottoscritta il 12 luglio 2012 dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera Ashton ed il Segretario di Stato Clinton. La Dichiarazione recepisce pienamente, tra l’altro, i principi del rispetto del diritto internazionale nella lotta alla pirateria e della protezione delle minoranze religiose, assi portanti della politica estera italiana, ribaditi e promossi in tutte le sedi.

ASIA CENTRO-MERIDIONALE

Le indubbie potenzialità economiche dell’India rendono il mercato del subcontinente particolarmente attrattivo. La visita del febbraio 2007 dell’allora Presidente del Consiglio Prodi ha rappresentato un segnale forte della volontà italiana di collocare il Paese al centro della politica di promozione economico-commerciale verso l'Asia, sfruttando la complementarietà esistente tra i due sistemi economici, in particolare nei settori delle infrastrutture, dell’agroalimentare, dell’automotive, delle alte tecnologie e del turismo. Nel 2011 è stato quindi fissato l’obiettivo concreto di portare il valore dell’interscambio bilaterale da 8 a 15 miliardi € entro il 2015. La visita in Italia del Ministro indiano del Commercio e dell’Industria Sharma in gennaio e la Missione di Sistema guidata dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Romani in India, ad ottobre, hanno suggellato tale obiettivo. Il 2 giugno 2011, l’incontro tra l’allora Ministro Frattini e il Ministro degli Esteri indiano Krishna, ha confermato il reciproco interesse ad intensificare i rapporti bilaterali. La visita del Ministro Giulio Terzi in India, il 28 febbraio 2012, ha inteso sviluppare il contenuto politico del Partenariato strategico sottoscritto nel 2007 estendendo il dialogo alle questioni concernenti la sicurezza regionale e la riforma della governance globale. Il contenuto dei colloqui si è soprattutto incentrato  sul caso dei due fucilieri di marina illegalmente sottoposti a detenzione nello stato indiano del Kerala, con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre mettevano in atto azioni antipirateria a bordo della petroliera Enrica Lexie, in acque internazionali.

La visita dell’allora Ministro Frattini in Pakistan, nel novembre 2010, ha suggellato l’intensificazione della cooperazione bilaterale con Islamabad, a seguito di un percorso che nel 2009 aveva visto le visite in Italia del Presidente Zardari, del Ministro delle Finanze Shaikh e del Ministro per le Minoranze Bhatti. L’attuale Ministro degli Esteri pakistano, Hina Rabbani Khar, è attesa in Italia nei prossimi mesi, su invito del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Pur nell’attuale situazione di incertezza politica, le relazioni bilaterali tra Italia e Pakistan sono particolarmente amichevoli e cordiali. Nella visione italiana, Islamabad gioca infatti un ruolo strategico sotto due punti di vista: la normalizzazione del contesto interno in Afghanistan ed il raggiungimento della stabilità regionale. Dal canto suo, Islamabad guarda all’Italia quale partner privilegiato tra i Paesi europei sia sul piano bilaterale, che all’interno dei fora multilaterali. Tradizionalmente coincidente, ad esempio, è la visione relativa alla riforma del Consiglio di Sicurezza ONU.

L’8 giugno 2012 si è svolta la visita in Italia del Ministro degli Affari Esteri dello Sri Lanka, Gamini Lakshman Peiris. L’incontro ha rivestito particolare importanza, in un momento in cui Colombo è alla ricerca di una soluzione politica che garantisca la pacifica convivenza delle varie etnie, dopo quasi trent’anni di guerra. L’Italia, storicamente considerata come la voce moderata all’interno dell’UE, è infatti il Paese che ha sempre dimostrato maggiore comprensione nei confronti della situazione srilankese, anche durante la guerra.

Per quanto riguarda il Bangladesh, si segnala la visita, nel maggio 2010, dell’allora Sottosegretario Craxi. Si è trattata della prima visita ufficiale dal 1998, quando giunsero a Dhaka il Presidente del Consiglio Prodi ed il Ministro Fantozzi. Prima ancora, nel 1997, si recò in Bangladesh il Sottosegretario Toia.

Infine, si segnala la visita in Italia del Presidente della Repubblica delle Maldive Mohamed Nasheed, dal 24 al 26 giugno 2010, nel corso della quale egli si è intrattenuto a colloquio anche con l’allora Ministro Frattini. Durante l’incontro sono stati affrontati temi di collaborazione politica ed economica, ed approfondite in particolare le tematiche relative al cambiamento climatico, la sicurezza e la lotta alla pirateria marittima.

SUD-EST ASIATICO E OCEANIA

L’interesse prioritario posto dal Governo per il Sud-Est Asiatico e l’Oceania si è manifestato attraverso l’intensificazione del dialogo politico ed il rafforzamento della collaborazione economica con tale area. I due peripli asiatici effettuati, tra febbraio ed aprile 2012, dal Ministro Terzi, rappresentano un segnale forte dell’attenzione prioritaria con cui l’Italia guarda a questi Paesi emergenti.

Prosegue il dialogo politico con la Cambogia, da ultimo con gli incontri tra il Sottosegretario Dassù e il suo omologo Siphana a margine dell’ASEAN Awareness Forum, e tra il Ministro Terzi ed il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri Namhong a margine della riunione ministeriale ASEAN-UE in Brunei, nell’aprile 2012.

Le Filippine, grazie ai progressi economici conseguiti negli ultimi anni, sono oggi anche esse un’economia emergente. A seguito della firma, nel dicembre 2011, del Protocollo esecutivo del Memorandum di cooperazione nel settore della difesa del 2004, la visita a Roma del Ministro della Difesa filippino Gazmin, nel gennaio 2012, e la successiva missione a Manila del suo omologo Di Paola, in giugno, hanno dato avvio ad una collaborazione concreta. A margine del Vertice ASEM 9 il Presidente del Consiglio ha incontrato il Presidente filippino Benigno Aquino III.

Con l’Indonesia, nostro partner nel G20 e quarta più grande democrazia del pianeta, è stata avviata un’ampia e strutturata strategia di rafforzamento dei rapporti bilaterali. In occasione della visita a Jakarta del Ministro Terzi nell’aprile 2012, è stato infatti deciso d’avviare un Piano d’azione di partenariato rafforzato, obiettivo reiterato in occasione dell’incontro, avvenuto lo scorso settembre a New York a margine della 67esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tra il Presidente del Consiglio Monti e il Presidente indonesiano Yudhoyono.

Allo stesso modo, i rapporti bilaterali con la Malaysia, paese con cui intratteniamo solidi rapporti economici, si sono arricchiti grazie alla visita a Roma, nel dicembre 2010, del Ministro degli Esteri malese Aman. Convergenza di vedute sui temi regionali e globali e comune interesse al rafforzamento delle relazioni economiche, culturali e nel settori di sicurezza e difesa sono, da ultimo, emersi in occasione dell’incontro tra il Ministro Terzi e il Vice Ministro degli Esteri Riot Anak Jaem, a margine della citata riunione ministeriale UE-ASEAN in Brunei.

Sempre nell’aprile 2012, Il Ministro Terzi ha visitato il Myanmar - con cui, grazie agli incontri che ha intrattenuto con il Presidente Thein Sein e la parlamentare e Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, sono state riattivate le relazioni bilaterali a seguito dello stallo dovuto a cinquant’anni di dittatura. Inoltre a margine del Vertice ASEM 9 in Laos è avvenuto il primo storico incontro fra i Capi di Governo dei due Paesi.

Sempre nel febbraio 2012, il Ministro Terzi ha visitato Singapore, centro finanziario internazionale e modello di sviluppo socio-economico della regione. Hanno fatto seguito nel marzo 2012 la visita a Roma del Sottosegretario agli Esteri singaporeano, Sam Tan e l’incontro, a margine del secondo Vertice sulla sicurezza nucleare di Seoul, fra il Presidente del Consiglio Monti ed il Premier singaporeano Lee.

Le relazioni bilaterali con la Thailandia hanno ricevuto un nuovo impulso all’indomani della visita a Roma, nell’ottobre 2010, dell’allora Ministro degli Esteri thailandese Piromya, durante la quale è stato sottoscritto il Memorandum di cooperazione politica. Dell’avvio di periodiche consultazioni politiche e di nuove iniziative di collaborazione economica si è discusso in occasione dell’incontro a Roma tra il Sottosegretario Dassù e l’omologo thailandese Nonsrichai a margine dell’ASEAN Awareness Forum, nonché durante il colloquio del Ministro Terzi con il Ministro degli Esteri Surapong Towichukchaikul, a margine della riunione ministeriale UE-ASEAN in Brunei. Le opportunità di rafforzamento della collaborazione fra imprese italiane e tailandesi sono state anche al centro del colloquio del Presidente del Consiglio Monti con il Primo Ministro thailandese Yingluck Shinawatra in occasione del Vertice ASEM in Laos il 5 novembre scorso.

Nel febbraio 2012, con la visita del Ministro Terzi in Vietnam, Paese “ponte” per i nostri investimenti nel Sud-est asiatico, si è dato avvio all’istituzione di un Partenariato strategico per il consolidamento dei rapporti bilaterali in tutti i settori. Le missioni in Italia - in marzo e settembre 2012 - del Vice Ministro degli Esteri vietnamita, Son, hanno inoltre inaugurato una stagione di iniziative politiche, economiche e culturali che culmineranno con le celebrazioni del 40ennale dello stabilimento delle relazioni diplomatiche bilaterali, che ricorre nel marzo 2013. Il serrato scambio di visite è proseguito con le missioni vietnamite in Italia, tra settembre e ottobre 2012, del Vice Ministro dell’Industria e del Commercio Vuong e del Vice Ministro della Difesa Vinh, Da ultimo, il Presidente del Consiglio ha avuto un colloquio col Primo Ministro Dung a margine del Vertice ASEM 9 in Laos.

Per quanto concerne l’Australia, nostro partner nel G20 e importante interlocutore sui maggiori temi dell’agenda internazionale, si sono recentemente recati in Italia il Ministro degli Esteri Rudd - nell’aprile e nel dicembre 2011- ed il Capo di Stato australiano, Governatore Generale (Sig.ra) Bryce nel giugno 2011, per le celebrazioni del 150mo anniversario della Repubblica. Nel giugno 2011 si è altresì tenuta la visita in Australia dell’allora Sottosegretario agli Esteri Mantica.

I tradizionali rapporti di amicizia e di cooperazione politica ed economica con la Nuova Zelanda hanno trovato conferma in occasione della missione di sistema guidata dall’On. Urso e della visita dell’allora Sottosegretario Craxi, entrambe nel 2009. Nel giugno 2012, incontri istituzionali hanno avuto luogo durante la visita a Wellington e Auckland di una delegazione parlamentare italiana, guidata dagli On.li Barbieri (PDL), Fedi (PD) e D’Amico (Lega).

ESTREMO ORIENTE

Il dialogo politico italo-cinese non si limita oramai alle sole questioni bilaterali, ma è alfine approdato – con convinzione – a tematiche di respiro globale. In più occasioni la Cina ha riconosciuto all’Italia un approccio improntato a rispetto e franchezza che fa del nostro Paese, nel solco di un’eredità ultramillenaria, l’ideale ponte di dialogo tra Europa e Cina. “Comprendere prima di giudicare”, questo il motto lanciato dal Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della sua visita di Stato in Cina nell’ottobre del 2010.

Da ultimo, si sono recati in Cina il Presidente della Repubblica Napolitano (2010) e il Ministro degli Esteri On. Frattini (2011). Sono giunti in Italia, nel corso dell’ultimo triennio, sei dei nove membri del Comitato Permanente del Politburo cinese (una considerazione di riguardo senza eguali in Europa): Hu Jintao (2009), Wu Bangguo (2009), He Guoqiang (2010), , Wen Jiabao (2010) e, da ultimo, Xi Jinping (2011) e Jia Qinglin (2012).
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Sen. Mario Monti, si è recato in Cina dal 30 marzo al 2 aprile 2012, incontrando il Primo Ministro Wen Jiabao, il Primo Vice Ministro Li Keqiang, il Presidente della China Investment Corporation Lou Jiwei e il Governatore della Banca Centrale Zhou Xiaochuan. Il Presidente Monti si è recato dapprima a Pechino – precedentemente, a margine del Nuclear Security Summit di Seoul (26 marzo) aveva incontrato il Presidente della Repubblica Popolare Hu Jintao – e poi nell’isola di Hainan, ove ha partecipato quale main speaker al prestigioso Boao Forum. Si sono parimenti tenute nel 2012 le due visite del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini (16-20 marzo e 18-20 maggio); del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Prof. Vittorio Grilli (26-28 aprile); del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo (18-20 giugno); del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Lorenzo Ornaghi (4-8 luglio); del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero (14-21 luglio).

Italia e Giappone hanno posizioni affini e consonanti su un ampio ventaglio di questioni regionali e globali. Sul piano politico, un visibile salto di qualità nei rapporti bilaterali si è avuto con la visita del Signor Presidente della Repubblica Napolitano nel settembre 2009, e con gli incontri tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e gli ex Premier Taro Aso e Naoto Kan in occasione dei vertici G8 (rispettivamente a Roma, nel 2009, alla vigilia del Vertice dell’Aquila, e a Deauville, nel maggio 2011). In tema di continuità di contatti di alto profilo, rilevano altresì i colloqui tra l’ex Ministro degli Esteri giapponese Okada e il Ministro degli Esteri Frattini, a margine del Vertice Esteri G8 di Gatineau, e le più recenti consultazioni politiche tra l’On. Craxi e i Vice Ministri degli Esteri Yutaka Banno, Chiaki Takahashi e Riuji Yamane (gennaio, aprile e ottobre 2011). Il Signor Presidente del Consiglio, Sen. Mario Monti, si è recato in visita in Giappone nel marzo 2012, incontrando il Premier Yoshihiko Noda e il Ministro delle Finanze Jun Azumi.

Anche le relazioni bilaterali con la Repubblica di Corea hanno attraversato un periodo particolarmente positivo e fruttuoso. Alle visita in Italia del 2000 e del 2007 di Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun, hanno fatto seguito la missione in Corea del 2007 dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri On. Prodi e la Visita di Stato del Signor Presidente Napolitano del 13-16 settembre 2009. L'evento ha segnato il coronamento dell’eccellente collaborazione sul piano politico, sia a livello bilaterale, sia sotto il profilo del coordinamento G20. Da ultimo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Sen. Mario Monti, si è recato in visita a Seoul, partecipando al Nuclear Security Summit ed intrattenendosi in colloqui bilaterali con il Presidente della Repubblica, Lee Myung-bak (26-27 aprile 2012).

Va infine ricordato il particolare ruolo di Hong Kong, quarto partner commerciale dell’Italia in Asia dopo Cina Giappone e India e piattaforma avanzata di accesso per le nostre produzioni non solo verso il mercato interno cinese ma anche verso tutto il Sud est asiatico. La forza delle relazioni bilaterali con la Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong è testimoniata dal continuo incremento degli scambi commerciali, che negli ultimi anni hanno continuato a crescere anche nei periodi di peggiore congiuntura internazionale: l'interscambio ha raggiunto nel 2011 la quota lusinghiera di 10,79 miliardi $ USA. La tendenza positiva è proseguita anche nella prima parte dell’anno. Nel primo trimestre 2012, le esportazioni italiane verso Hong Kong sono infatti aumentate di quasi il 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2011. Tra il 2009 e il 2011 le nostre esportazioni sono cresciute in media ad un ritmo di circa il  30% annuo, con un saldo netto (a differenza che con la Mainland China) positivo per l'Italia.

RECENTI INIZIATIVE ITALIANE NELLA REGIONE ASIA-PACIFICO

L’intensificazione dei rapporti con i Paesi asiatici permette all’Italia di proporsi quale interlocutore di primo piano sui temi dell’agenda globale, dalla riforma della governance finanziaria alla gestione di sfide come il cambiamento climatico o la lotta al terrorismo. Si tratta di un’azione che l’Italia conduce a livello bilaterale e nel quadro dell’Unione Europea, in linea con i principi cardine dello stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile. Inoltre, vengono indirizzate verso i Paesi dell’area specifiche iniziative anche di carattere promozionale volte a presentare le eccellenze del Made in Italy e dello stile di vita italiano e ad avvicinare i rispettivi territori.

L’opera di sensibilizzazione in materia di diritti umani e libertà fondamentali in quest’area geografica si concretizza, inoltre, nel sostegno della Farnesina a iniziative quali la Conferenza italo-indonesiana sul Dialogo inter-religioso “Unità nella diversità”, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionalee dalla Comunità di S. Egidio, la cui seconda edizione - a seguito della prima tenutasi a Roma nel 2009 -  ha avuto luogo in Indonesia nell’aprile 2012, in occasione della predetta visita del Ministro Terzi. L’iniziativa ha evidenziato l’importanza dell’Indonesia, principale comunità musulmana al mondo, quale modello di società islamica tollerante e aperta.

Nel contesto del reiterato dinamismo italiano verso l’area dell’Asia-Pacifico si iscrivono altresì l’organizzazione degli incontri di lavoro del Ministro degli Esteri con gli Ambasciatori dei Paesi asiatici e del Pacifico accreditati presso il Quirinale, appartenenti alla Commissione Economica e Sociale delle Nazioni Unite per i Paesi dell’Asia e del Pacifico (UNESCAP), l’ultima della quali ha avuto luogo il 2 febbraio 2012 alla Farnesina, nonché il programma “Y-Viet” con il Vietnam e, ancora, la serie di iniziative collegate alla celebrazione del quarantennale dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina (2010) e tra Italia e Vietnam (2013).

Menzione particolare merita anche l’ASEAN Awareness Forum del 22 e 23 marzo 2012, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionalein collaborazione con Confindustria e l’Università di Roma Tor Vergata. Con la partecipazione dei 10 Paesi membri dell’ASEAN (Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Singapore, Thailandia, Vietnam) e delle principali istituzioni finanziarie globali e regionali (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, OCSE, UE, Asian Development Bank), l’evento ha inteso accrescere presso il mondo produttivo italiano, i media e l’opinione pubblica, la consapevolezza delle opportunità offerte da quella che è attualmente l’area più dinamica al mondo.

Quanto al “partenariato strategico” istituito con la Cina nel 2004, il Comitato Governativo Italia-Cina ha ricevuto nuovi, concreti impulsi in occasione della IV sessione plenaria del 19 luglio 2011, tenutasi a Pechino alla presenza dei Ministri degli Esteri. Vi hanno altresì partecipato gli alti funzionari dei Dicasteri coinvolti nell’attuazione del “Piano d’Azione triennale sul rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Cina” (sottoscritto nel 2010 a Roma, dai premier Wen Jiabao e Berlusconi, in occasione del quarantesimo anniversario dell’avvio di relazioni diplomatiche tra le due Repubbliche). Tale Piano, a valere per il triennio 2010-13 identifica cinque principali ambiti di cooperazione economico-commerciale: commercio ed investimenti; cooperazione in ambito finanziario; cooperazione tra piccole e medie imprese; cooperazione nel campo scientifico/tecnologico e dell’innovazione; tutela ambientale.

I partenariati territoriali tra Province cinesi e Regioni italiane hanno usufruito, a far data dal 2009, dell’innovativo “Programma MAE-Regioni Cina”, iniziativa triennale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionalee del Ministero per lo Sviluppo Economico, finanziata con Fondi FAS, con dotazione di circa 3,7 milioni di Euro (cfr. http://www.programmaregionicina.it/). Scopo del Programma è quello di facilitare la proiezione esterna delle Regioni italiane, fornendo loro assistenza tecnica nel corso delle missioni nel Paese asiatico. Per il 2010 il Programma ha fornito assistenza a tre progetti rispettivamente nei settori dell’attrazione degli investimenti in Italia (a cura di Invitalia), della formazione di funzionari provinciali cinesi (Regione capofila Emilia-Romagna) e della cooperazione industriale (Marche). Nel 2011 si sono cofinanziati tre progetti in tema di Turismo (capofila le Marche), innovazione nel tessile (Toscana) ed energie rinnovabili (Puglia).
Per il 2012 sono stati infine varati progetti inerenti alla formazione manageriale (capofila Emilia-Romagna), al restauro di beni artistici (Veneto) e alla “sicurezza alimentare” (capofila la Regione Umbria). Si tratta di tematiche di rilevanza strategica per la Cina e rispetto alle quali l’Italia, forte del suo know how, intende agire nelle vesti di partner privilegiato.

La Rassegna “Italia in Giappone”, la cui prima edizione risale al 2001, si svolge ormai con cadenza regolare e costituisce un modello di promozione dell’Italia all’estero, nonché  di collaborazione proficua tra Ambasciata, Istituto di Cultura e gli altri attori del Sistema Paese operanti in Giappone. Nel 2009 è stata inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mentre nel 2011 la Rassegna ha acqusito particolare significato grazie alla  coincidenza con  le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’iniziativa viene replicata nel 2013 con un fitto programma di prestigiosi eventi culturali e di  promozione delle eccellenze del Made in Italy in ambito industriale, turistico e tecnologico. Gli eventi della Rassegna si sviluppano per tutto il corso dell’anno, anche grazie al sostanziale contributo finanziario di sponsor giapponesi..
L’Italia nelle ore successive al sisma/maremoto del Tohoku (11 marzo 2011), ha inoltre saputo dimostrare la propria amicizia al popolo giapponese mantenendo l’operatività ininterrotta dell’Ambasciata a Tokyo e del Consolato Generale a Osaka e dichiarando il 2011 quale “Anno dell’Amicizia e Solidarietà verso il Giappone”. Si è inoltre tenuto, il 5 aprile 2011, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, un evento di solidarietà cui ha fatto seguito (grazie alla sensibilizzazione della Farnesina nei confronti delle Istituzioni e della realtà imprenditoriale) una raccolta di donazioni convogliate in un apposito conto corrente creato dall’Ambasciata del Giappone a Roma. Con un gesto di particolare riguardo, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha presenziato l’otto marzo 2012 ad una cerimonia di commemorazione del primo anniversario del cataclisma, tenuta presso la Residenza dell’Ambasciatore del Giappone a Roma, nel corso della quale S.E. Masaharu Kohno ha testimoniato la gratitudine giapponese per la vicinanza ed il concreto sostegno dimostrati dal popolo italiano.

Le nostre iniziative a supporto del dialogo intercoreano  sono tradizionalmente ben accolte da parte coreana. In particolare, i “Seminari di Como” organizzati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionalecon la collaborazione del “Centro Landau-Volta” hanno finora rappresentato un’importante occasione di messa a fuoco delle diverse fasi del processo di denuclearizzazione della penisola coreana, nonché un foro di confronto costruttivo e di confidence-building. L'esercizio, giunto nel 2008 alla sua sesta edizione, ha offerto alle parti un foro informale dove il confronto potesse essere libero e animato da spirito costruttivo. Emblematica, in tal senso, è stata l'ultima edizione (dicembre 2008), la quale ha visto la partecipazione, come già nel 2005, dei Vice Ministri degli Esteri di ambo le Coree.

A Seoul, dopo un lungo e attento lavoro preparatorio ha avuto luogo, dal 20 al 24 novembre 2011, la Missione di Sistema in Corea. Gli obiettivi istituzionali della Missione – la trentesima edizione di questo esercizio congiunto fra Confindustria, ABI, Ministero dello Sviluppo Economico e Farnesina – sono stati ampiamente conseguiti in tre giornate di seminari, workshop, visite a siti industriali e tecnologici e ovviamente incontri B2B. Vi hanno partecipato 54 imprese italiane, cui si aggiungevano 8 tra associazioni di categoria e camere di commercio, l’ABI e 7 istituti di credito. La missione ha posto le basi per un’accresciuta cooperazione a seguito dell’entrata in vigore a luglio del 2011 dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e la Repubblica di Corea, la cui applicazione sta producendo reciproci benefici in termini di crescita dell’interscambio anche per il nostro Paese.


L’ITALIA E LE ORGANIZZAZIONI MULTILATERALI ASIATICHE

Il bisogno di rafforzare le relazioni tra  i Paesi dei due Continenti va anche concepito in una prospettiva multilaterale. L’Asia e il Pacifico rivestono sempre più un ruolo chiave nella riaffermazione del principio del multilateralismo. Anche grazie al contributo di numerosi Paesi dell’area si sta infatti rilanciando il principio multilaterale nella ricerca di soluzioni di pace per tutte le grandi aree di tensione nonché per le maggiori sfide con cui siamo confrontati, come la lotta al terrorismo internazionale, il contrasto e la prevenzione della pirateria, il dialogo fra le religioni, le questioni ambientali e climatiche, citando solo alcuni dei grandi temi a carattere “globale”.
L’ Italia guarda, direttamente ed attraverso le politiche dell’UE che contribuisce ad orientare, con grande attenzione e desiderio di crescente collaborazione agli organismi multilaterali regionali nello scacchiere asiatico e del Pacifico, in particolare all’Asia-Europe Meeting (ASEM) ed all’ Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN).
   
Per quanto riguarda il dialogo complessivo fra l’Europa e l’Asia, l’ASEM  rappresenta il quadro di riferimento più importante nonché il principale foro multilaterale delle relazioni euro-asiatiche. Fondato nel 1996, l’ASEM si contraddistingue per la multidimensionalità (viene ricercato un sostanziale equilibrio fra le dimensioni politica, economica e culturale) e per l’enfasi sulla eguaglianza e parità tra i Paesi membri. Ne fanno parte, per l’Europa, i ventisette Paesi UE più la Commissione, la Svizzera e la Norvegia (per consentirne l’adesione è stato costituito un “sottogruppo non-UE” all’interno del gruppo europeo);  per l’Asia, Cina, Corea del Sud, Giappone, India, Pakistan, Mongolia, il Segretariato AS


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