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Verso una strategia italiana per l’Artico

 

Artico e Italia: una storia centenaria

La strategia italiana: la dimensione politica

La dimensione ambientale e la dimensione umana

Attività e strategia dall’Italia nell’Artico: la dimensione scientifica

La dimensione economica

 

Il MAECI ha messo a punto, insieme al MATTM e al MISE nonché alla comunità scientifica ed al settore privato, la prima versione della Strategia italiana per l’Artico.

Il documento riassume le origini, l’evoluzione e gli obiettivi della presenza nazionale in una regione sempre più al centro dell’attenzione della comunità internazionale.

L'Italia del resto si appresta a compiere il centenario della propria presenza nell'Artico, riconosciuta nel 2013 con l’ammissione ai lavori del Consiglio Artico in qualità di Paese Osservatore. La nostra impronta, inaugurata dalle esplorazioni del Duca degli Abruzzi e del Comandante Nobile, è andata progressivamente consolidandosi, grazie alla qualità ed all’ampiezza delle attività dei centri di eccellenza scientifica e delle imprese italiane.

L'Italia intende approfondire in materia ogni ambito di cooperazione, sia nella sfera multilaterale (nel Consiglio Artico, così come negli altri fori) sia a livello bilaterale, con i singoli Paesi artici. Sul piano interno il Governo italiano continuerà a sostenere i centri di ricerca nazionali impegnati nell’Artico e ad operare nel senso di una crescente sensibilizzazione nei confronti della società civile, in un’ottica di piena disponibilità a collaborare con cittadini ed enti interessati a meglio conoscere ed approfondire  questa realtà.

Ciò sulla base dei principi e degli obiettivi della politica ambientale  dell’Unione Europea, con particolare riferimento al tema dello sviluppo sostenibile – vale a dire, la compatibilità e la relazione sinergica tra salvaguardia dell’ambiente, sviluppo economico ed esigenze specifiche delle popolazioni indigene. La capacità italiana di cimentarsi in sfide pioneristiche e di  coniugare alta tecnologia e attenzione alla difesa dei beni culturali e ambientali costituisce il valore aggiunto del contributo che l’Italia può dare allo sviluppo sostenibile e alla crescita economica della regione artica.

L'Italia è profondamente impegnata attraverso le attività dei propri enti di ricerca in Artico nello studio dei cambiamenti climatici. La comunità scientifica nazionale nei prossimi anni si impegnerà a promuovere nell'ambito della ricerca in Artico la partecipazione italiana come una "eccellenza" scientifica e tecnologica del Paese. Ciò estendendo la presenza italiana nel sistema osservativo panartico, consolidando l'internazionalizzazione, partecipando all'azione di rafforzamento infrastrutturale nell'Artico europeo promossa dalla Commissione Europea, dalle nazioni artiche, ma anche da altre nazioni mediterranee, promuovendo e rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti interessati a livello nazionale, concentrandosi su azioni di innovazione e sperimentazione tecnologica - soprattutto nel campo delle osservazioni atmosferiche (UAV, sistemi monitoraggio in ambienti estremi, sistemi monitoraggio all'interfaccia aria-mare-ghiaccio), marine (USV, ROV) e satellitari.

Già oggi l’Italia può rispondere alle necessità di infrastrutture e servizi  concepiti  per le esigenze della regione, attraverso l’eccellenza tecnologia delle proprie imprese, soprattutto in tema di servizi specialistici, quali il controllo satellitare e l’ingegneria per l’offshore e i settori dell’energia, della navigazione e delle costruzioni. L’Italia ha una lunga tradizione nella ricerca e coltivazione d’idrocarburi in mare. Nel contempo  è caratterizzata dall’alto valore del proprio patrimonio culturale e ambientale, unico al mondo. Le imprese italiane sono perciò particolarmente sensibili alla compatibilità ambientale delle operazioni estrattive ed hanno sviluppato significative competenze che garantiscono elevate performance di sicurezza.

Le istituzioni italiane mettono a disposizione degli Stati artici le competenze acquisite, cooperando all’interno dei gruppi di lavoro del Consiglio Artico, al fine di affrontare e risolvere le criticità connesse all’incremento all’attività antropica ed industriale nell’Artico.

 


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