Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci

Organizzazioni Internazionali

 

Organizzazioni Internazionali

IAI (Iniziativa Adriatico-Ionica)

InCE (Iniziativa Centro Europea)

COE (Consiglio d'Europa)

CBSS (Il Consiglio degli Stati del Mar Baltico)

 

 

IAI (Iniziativa Adriatico-Ionica)

L’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) è nata ad Ancona nel maggio 2000.Ha attualmente 8 Paesi membri: Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia, Slovenia. Dal giugno 2008 opera ad Ancona, su decisione dei Governi degli 8 Paesi membri dell’Iniziativa, un Segretariato Permanente, che è guidato dall’Amb. Fabio Pigliapoco e riceve il sostegno della Regione Marche, del Comune di Ancona, dell’Università Politecnica delle Marche, della Camera di Commercio di Ancona, e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso la “Fondazione Segretariato Permanente dell'Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI)” istituita ad Ancona nel dicembre 2010.

L’Organo decisionale dell’Iniziativa Adriatico Ionica è il Consiglio dei Ministri degli Esteri, che si riunisce annualmente. L’attuale Presidenza di turno è assicurata dalla Bosnia-Erzegovina, cui seguirà la Croazia. La IAI consta altresì di una dimensione parlamentare, strutturata in Conferenze dei Presidenti dei Parlamenti e Delegazioni parlamentari ad hoc.

Negli ultimi anni la IAI ha consolidato la propria proiezione sia in chiave intergovernativa, sia per quanto riguarda il percorso europeo dei Paesi IAI non-UE. A tal fine la IAI svolge un ruolo di ancoraggio intergovernativo per la “Strategia UE per la Regione Adriatico-Ionica”: ruolo sancito nelle Dichiarazioni dei Ministri degli Esteri dei Paesi dell’Iniziativa susseguitesi e fattivamente tradottosi in un contributo di primo piano esercitato nell’elaborazione della Strategia, a partire dal suo Piano di Azione fino all’adozione della Strategia da parte del Consiglio Europeo, il 24 ottobre 2014, nel corso del Semestre italiano del Consiglio dell’Unione Europea.

Il forte valore aggiunto della IAI nei confronti della Strategia UE per la Regione Adriatico-Ionica è stato riconosciuto formalmente da parte delle istanze comunitarie, in particolare dalla Commissione Europea e dal Consiglio Europeo, per i quali la Strategia trae beneficio da “l'esperienza di oltre un decennio nell'ambito dell'iniziativa intergovernativa adriatico ionica. Tale collaborazione proficua ha già creato forti legami tra i paesi partecipanti e spin-off di collaborazione regionale tra città, camere di commercio e università”. La IAI, oltre a sviluppare specifiche attività progettuali in diversi campi di cooperazione (Turismo, ambiente, istruzione, cultura) rappresenta un punto di riferimento per la società civile che opera e lavora nella regione Adriatico Ionica. Al proposito, svolge una funzione di costante coordinamento con le autorità locali e con i network ed i fori adriatico-ionici (Forum delle Camere di Commercio; Forum delle Città; UniAdrion-Network Universitario).

A partire dal Giugno 2013, il Segretariato Permanenteha co-organizzato alcune delle iniziative chiave che hanno portato all’adozione della Strategia, quali il Workshop di consultazione degli Stakeholders sul Secondo Pilastro “Connecting the Region”, a guida congiunta italo-serba (Ancona 14 Ottobre 2013), la Conferenza conclusiva degli Stakeholders della EUSAIR con la partecipazione dei Ministri degli Esteri e dei Commissari Hahn e Damanaki (Atene, 6 febbraio 2014),la Conferenza di Lancio della EUSAIR sotto la Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea (Bruxelles, 18 Novembre 2014), presieduta dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Gentiloni, alla presenza degli omologhi (o vice) dei Paesi della Strategia e dei competenti Commissari Europei.

L’architettura di governance della Strategia prevede il Segretariato Permanente tra i membri del Governing Board (Organo di impulso e coordinamento della EUSAIR). Sulla scia di tale ruolo, il Segretariato Permanente ha curato l’organizzazione della prima riunione del governingboard, tenutasi ad Ancona i 22-23 gennaio 2015.

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link:www.aii-ps.org

 

InCE (Iniziativa Centro Europea)

L’Iniziativa Centro Europea (InCE) è la prima e più articolata organizzazione regionale operante nel Centro e Sud Est Europa. Istituita l’11 novembre 1989 a Budapest con il nome di “Quadrangolare”, nell’ambito del dialogo politico tra Italia, Austria, Ungheria e l’allora Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, divenuta “Pentagonale” con l’ingresso della Cecoslovacchia nel 1990 ed “Esagonale” con l’ingresso della Polonia nel 1991, nel 1992 viene denominata Iniziativa Centro-Europea.

Oggi l’InCE è un forum intergovernativo di cooperazione regionale che conta 18 Paesi membri, di cui 10 membri UE (Austria, Bulgaria, Croazia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria), 5 inclusi nelle future prospettive di allargamento (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Serbia) e 3 beneficiari di politiche di vicinato (Bielorussia, Moldova e Ucraina).

L’InCE tiene annualmente una Riunione dei Ministri degli Affari Esteri, l’ultima si è tenutaa Vienna il 3 giugno 2014, e il Vertice dei Capi di Governo (l’ultimo dei quali, svoltosi il 24 novembre 2014 a Vienna, ha celebrato il 25mo Anniversario della nascita dell’Iniziativa, che ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio dei Ministri italiano Matteo Renzi), mentre il coordinamento politico fa capo al Comitato dei Coordinatori Nazionali, che si riunisce a cadenza periodica (circa ogni tre mesi).
L’Iniziativa dispone di un Segretariato Esecutivo, guidato dal Segretario Generale, Ambasciatore Caracciolo, con sede a Trieste, e di un Ufficio di collegamento tra l’InCE e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) di Londra, in parte dislocato a Trieste ed in parte a Londra. L’InCE e la BERS intrattengono infatti stretti legami di collaborazione, grazie al Fondo InCE presso la BERS, istituito dal Governo italiano nel 1992. Il funzionamento dell’InCE è assicurato da contributi obbligatori dei Paesi membri.

L’Italia, oltre ad essere Paese fondatore e ospite dell’InCE (il Segretariato Esecutivo ha sede a Trieste), ne è il principale finanziatore.

Dal 1 gennaio 2015 la Macedoniaè succeduta all’Austria nella Presidenza di turno dell’Iniziativa. I Paesi aderenti all’Iniziativa che non sono membri dell’UE vedono nell’InCE un saldo ancoraggio della prospettiva europea e una preziosa opportunità per acquisire standard comunitari. Proprio la capacità di impegnarsi nella cooperazione regionale è uno dei criteri prioritari presi in considerazione dalla Commissione Europea per misurare i progressi di un Paese nel percorso di avvicinamento all’UE. Data la sua composizione geografica, l’InCE promuove inoltre il dialogo tra Macro-regioni UE, con particolare riferimento a quelleAdriatico-ionica, Alpina, Baltica e Danubiana. L’Iniziativa opera attraverso una dimensione governativa, una dimensione parlamentare ed una dimensione “Business”, ed i settori di attività includono sviluppo economico (clima, ambiente, energie rinnovabili, sviluppo d’impresa, turismo, trasporti, agricoltura sostenibile) e umano (formazione delle risorse umane, information society, media, scienza e tecnologia, cooperazione inter-culturale e tutela delle minoranze).

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link:www.cei.int

 

COE (Consiglio d'Europa)

Il Consiglio d’Europa rappresenta la più antica istituzione internazionale nata dall’ “idea di Europa”. Fondato nel 1949, con la progressiva adesione delle nuove democrazie dei Paesi dell’Europa Orientale, l’Organizzazione di Strasburgo ha oggi acquisito una dimensione paneuropea, comprendendo attualmente 47 Stati (solo la Bielorussia è rimasta esclusa). Hanno status di osservatore la Santa Sede, gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e il Messico.Gli organi più importanti sono due: il Comitato dei Ministri, formato dai Ministri degli Esteri degli Stati membri (di norma i Rappresentanti Permanenti) e l’Assemblea Parlamentare, composta da delegati designati dai parlamenti nazionali. I due organi sono assistiti da un Segretariato, a capo del quale vi è un Segretario Generale eletto dall’Assemblea Parlamentare su indicazione del Comitato dei Ministri. Vi è poi una dimensione delle collettività locali, rappresentata dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali.Funzione del Consiglio d’Europa è promuovere gli ideali che costituiscono il patrimonio comune degli Stati membri: Democrazia, stato di diritto e rispetto dei diritti umani, questi ultimi tutelati dalla più importante delle Convenzioni del Consiglio: la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950.Al fine di assicurare il rispetto della Convenzione, opera a Strasburgo la Corte Europea dei Diritti Umani, la quale, caso quasi unico tra le giurisdizioni internazionali, a determinate condizioni può essere adita direttamente dai privati. Importanti organi del Consiglio d’Europa sono il Commissario Europeo per i Diritti Umani, il Comitato Europeo per la prevenzione della tortura (CPT), il Comitato Consultivo per le minoranza nazionali, e la Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI).Sono poi stati creati dal Consiglio d’Europa, mediante specifici accordi (“accordi parziali”), alcuni importanti organismi, fra cui la Commissione Europea per la Democrazia attraverso il diritto o Commissione di Venezia (aperta anche a Paesi extraeuropei),  la Banca di Sviluppo,  Eurimages,  la Farmacopea Europea,  il Gruppo di Stati contro la Corruzione (GRECO)  e l’ Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo.

 

CBSS (Il Consiglio degli Stati del Mar Baltico)

Il Consiglio degli Stati del Mar Baltico, fondato nel 1992, è un forum politico globale per la cooperazione intergovernativa regionale. I membri del Consiglio sono gli undici Stati della regione baltica (Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Russia e Svezia) e la Commissione Europea.

Il lavoro del Consiglio si concentra su cinque ambiti prioritari che sono: Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Sviluppo Economico, Energia, Istruzione e Cultura e Sicurezza Civile e Dimensione Umana, compresa la lotta contro la tratta di esseri umani.

Come Stato Osservatore l'Italia partecipa attivamente ad una serie di progetti e attività del Consiglio.

 


139