Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Normativa

 

Normativa

Lg 22 dic 1990 n.401

RIFORMA DEGLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA E INTERVENTI PER LA PROMOZIONE DELLA CULTURA E DELLA LINGUA ITALIANE ALL’ESTERO

Art. 1.
(Denominazioni)

1. Nella presente legge per il Ministro, Ministero, Direzione
generale e Istituti si intendono rispettivamente il Ministro ed il Ministero degli affari esteri, la Direzione generale per le
relazioni culturali del Ministero degli affari esteri e gli Istituti italiani di cultura all'estero.

Art. 2.
(Finalita')

1. La Repubblica promuove la diffusione all'estero della cultura e
della lingua italiana, per contribuire allo sviluppo della reciproca conoscenza e della cooperazione culturale fra i popoli,
nel quadro dei rapporti che l'Italia intrattiene con gli altri Stati.
2. Ferme restando le competenze della Presidenza del Consiglio dei
ministri e delle singole Amministrazioni dello Stato quali risultano dalle leggi vigenti, il Ministero ha la responsabilita'
istituzionale del perseguimento delle predette finalita'.

Art. 3.
(Funzioni del Ministero)

1. Il Ministero:
a) definisce gli accordi per gli scambi e la cooperazione culturale
con gli altri Stati e ne cura l'attuazione, di concerto, per le materie di rispettiva competenza in conformita' alla
normativa vigente, con le altre Amministrazioni dello Stato;
b) persegue le finalita' di cui all'articolo 2 promuovendo il
coordinamento tra Amministrazioni dello Stato, enti ed istituzioni pubblici, fatta salva l'autonomia delle universita' e
delle altre istituzioni culturali e scientifiche, ai sensi delle vigenti leggi, ed assicura loro la necessaria assistenza
tecnica;
c) coordina la partecipazione di associazioni, fondiazioni e
privati alla realizzazione delle iniziative pubbliche effettuate ai sensi della presente legge. Il Ministero puo' svolgere
altresi' funzioni di orientamento e di assistenza per le iniziative promosse da associazioni, fondazioni e privati nel
quadro delle finalita' della presente legge;
d) provvede, con le modalita' previste dal comma 5 dell'articolo 7,
alla istituzione ed alla eventuale soppressione degli Istituti nei confronti dei quali svolge, anche tramite le
rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, in conformita' a quanto previsto nella presente legge e nel quadro
dei rapporti politico-diplomatici che l'Italia ha con gli altri Stati, funzioni di indirizzo e di vigilanza; indice conferenze
periodiche generali e per aree geografiche dei direttori degli Istituti e del personale addetto;
e) definisce obiettivi ed indirizzi relativi alla promozione e alla
diffusione della cultura e della lingua italiane all'estero, sentita la Commissione di cui all'articolo 4, alla quale
sottopone anche i progetti proposti in materia ai sensi dell'articolo 6 da associazioni, fondazioni e privati.
f) cura la raccolta, la memorizzazione e la diffusione dei dati
relativi alla vita culturale italiana nelle sue varie espressioni e manifestazioni; avvalendosi anche di tutte le
informazioni che Amministrazioni dello Stato, enti ed istituzioni pubblici sono tenuti a tal fine a trasmettergli, nonche'
di quelle fornite da associazioni, fondazioni e privati;
g) presenta ogni anno al Parlamento una relazione sull'attivita'
svolta ai sensi della presente legge, unitamente al rapporto predisposto dalla Commissione di cui all'articolo 4, ai
sensi della lettera e) del comma 2 dello stesso articolo 4.

Art. 4.
(Commissione nazionale per la promozione
della cultura italiana all'estero)

1. E' istituita presso il Ministero la Commissione nazionale per la
promozione della cultura italiana all'estero.
2. La Commissione:
a) propone gli indirizzi generali per la promozione e la diffusione
all'estero della cultura e della lingua italiane e per lo sviluppo della cooperazione culturale internazionale;
b) esprime pareri sugli obiettivi programmatici predisposti in
materia dal Ministero, da altre Amministrazioni dello Stato, da Regioni e da enti ed istituzioni pubblici, nonche' sulle
iniziative proposte ai sensi del comma 1 dell'articolo 6, da associazioni, fondazioni e privati, e sulle convenzioni di cui
al comma 2 dello stesso articolo;
c) formula proposte di iniziative per settori specifici o con
riferimento a determinate aree geografiche, in particolare a quelle caratterizzate da una forte presenza delle
comunita' italiane;
d) collabora, con indicazioni programmatiche, alla preparazione
delle conferenze periodiche degli Istituti, di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 3;
e) predispone ogni anno e trasmette al Ministro, per le finalita'
di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 3, un rapporto sull'attivita' svolta avvalendosi delle informazioni e
documentazioni messe a disposizione dalla Direzione generale e di ogni altro materiale utile.

Art. 5.
(Composizione, durata ed ordinamento
della Commissione)

1. La Commissione e' nominata con decreto del Ministro, dura in
carica 3 anni ed e' composta da:
a) il Ministro o un Sottosegretario di Stato da lui delegato, che
la presiede;
b) tre eminenti personalita' scelte dal Presidente del Consiglio
dei ministri fra artisti, scrittori, scienziati, critici, giornalisti operatori culturali, dirigenti di grandi istituzioni culturali
pubbliche e private;
c) dieci personalita' del mondo culturale e scientifico, delle
quali due designate dalla Accademia dei Lincei, due dal Consiglio nazionale delle ricerche, due dal Consiglio
universitario nazionale, due dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione, due dal Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali;
d) due rappresentanti designati dal Consiglio generale degli
italiani all'estero;
e) due rappresentanti designati dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano;
f) il Direttore generale per le relazioni culturali del Ministero,
o un suo delegato, ed il Direttore generale dell'emigrazione e degli affari sociali del Ministero, o un suo delegato;
g) il Capo del dipartimento per l'informazione e l'editoria della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, o un suo delegato;
h) il Direttore generale per gli scambi culturali del Ministero
della pubblica istruzione, o un suo delegato;
i) il Direttore generale del Dipartimento competente per le
relazioni internazionali del Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, o un suo delegato;
l) il Direttore generale dello spettacolo del Ministero del turismo
e dello spettacolo, o un suo delegato;
m) il Direttore dell'ufficio centrale per i beni ambientali,
architettonici, archeologici, artistici e storici del Ministero per i beni culturali e ambientali, o un suo delegato;
n) un rappresentante della RAI - Radiotelevisione italiana
designato dal Consiglio di amministrazione;
o) il Presidente della societa' Dante Alighieri, o un suo delegato.
2. La Commissione adotta entro 30 giorni della propria costituzione
un regolamento interno che prevede l'articolazione in gruppi di lavoro. Dispone di una segreteria tecnica, alla quale
provvede la Direzione generale.
3. La Commissione elegge un vicepresidente tra i membri di cui alle
lettere b) e c) del comma 1, ed un ufficio di presidenza, composto secondo le norme del proprio regolamento interno.
La Commissione si riunisce in sessione plenaria non meno di tre volte ogni anno.

Art. 6.
(Partecipazione dei privati alla promozione della cultura e della lingua italiana all'estero)

1. Associazioni, fondazioni e privati possono presentare al
Ministero proposte di collaborazione alle iniziative pubbliche realizzate nel perseguimento delle finalita' della presente
legge.
2. Il Ministero puo', previa intesa con il Ministero del tesoro ed
acquisito il parere della Commissione di cui all'articolo 4, stipulare convenzioni con i soggetti di cui al comma 1 del
presente articolo, per la realizzazione delle attivita' contemplate dalla presente legge.

Art. 7.
(Istituti)

1. Gli Istituti attendono a compiti di promozione e diffusione della cultura e della lingua italiane negli Stati nei quali
hanno sede ((e negli altri Stati individuati con decreto del competente direttore generale del Ministero, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze)).
2. Gli Istituti, per il perseguimento delle finalita' di cui alla presente legge, sono dotati, nel quadro della funzione di
indirizzo e di vigilanza di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 3, di autonomia operativa e finanziaria; la loro
gestione finanziaria e' soggetta, sulla base dei bilanci annuali, al controllo consuntivo della Corte dei Conti.
3. I criteri generali dell'organizzazione e del funzionamento degli Istituti sono stabiliti in un regolamento emanato con
decreto del Ministro, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica. Tale regolamento
disciplina anche le modalita' della gestione finanziaria ed economico-patrimoniale degli Istituti, fermo restando
l'obbligo per gli Istituti stessi di trasmettere annualmente ai Ministeri degli affari esteri e del tesoro, tramite la
rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare competente; un conto consuntivo, corredato di una relazione
sull'attivita' svolta.
4. Il Ministro assegna annualmente una dotazione finanziaria a ciascun Istituto, a tal fine ripartendo l'apposito
stanziamento di bilancio.
5. Gli Istituti sono istituiti nelle capitali e nelle principali citta' degli Stati con i quali l'Italia intrattiene relazioni
diplomatiche. Essi sono istituiti o soppressi con decreto del Ministro, nei limiti delle risorse finanziarie previste
nell'apposito capitolo di bilancio del Ministero.
6. Per specifiche attivita' o settori di studio e di ricerca, e comunque per finalita' di promozione culturale, ivi incluse
quelle dell'insegnamento della lingua italiana, gli Istituti possono creare, previa autorizzazione del Ministro, di
concerto con il Ministro del tesoro, sentita l'autorita' diplomatica competente per territorio, proprie sezioni distaccate,
le cui spese di funzionamento ed il cui personale sono a carico degli Istituti fondatori. I capi delle sezioni sono
nominati dai direttori degli Istituti tra gli addetti agli Istituti stessi, di cui alla tabella A allegata alla presente legge.
Della gestione finanziaria e patrimoniale rispondono i direttori degli Istituti fondatori.
7. Presso ogni Istituto e' istituito un fondo scorta per l'effettuazione dei pagamenti delle spese necessarie al
funzionamento dell'Istituto stesso, il cui ammontare iniziale e' disposto con decreto del Ministro, di concerto con il
Ministro del tesoro, valutate le esigenze degli istituti interessati, anche sulla base dei consuntivi presentati negli anni
precedenti. A carico delle disponibilita' iscritte al capitolo 2652 dello stato di previsione del Ministero per l'anno
finanziario 1991 - disponibilita' che vengono all'uopo aumentate, nel solo anno 1991, di lire 450 milioni - viene
costituito il predetto fondo scorta, da iscrivere in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero denominato:
"Fondo a disposizione per le spese necessarie al funzionamento ed all'attivita' degli Istituti di cultura". Le modalita' di
gestione dei fondi scorta e del loro adeguamento mediante utilizzo delle entrate ordinarie degli Istituti verranno
disciplinate dal regolamento di cui al comma 3 del presente articolo.

Art. 8.
(Funzioni degli Istituti)

1. Nel quadro di quanto previsto dagli articoli 3, comma 1, lettera
d), e 7, comma 2, gli Istituti, in particolare:
a) stabiliscono contatti con istituzioni, enti e personalita' del
mondo culturale e scientifico del paese ospitante a favoriscono le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura
e della realta' italiane o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica;
b) forniscono la documentazione e l'informazione sulla vita
culturale italiana e sulle relative istituzioni;
c) promuovono iniziative, manifestazioni culturali e mostre;
d) sostengono iniziative per lo sviluppo culturale delle comunita'
italiane all'estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria
d'origine;
e) assicurano collaborazione a studiosi e studenti italiani nella
loro attivita' di ricerca e di studio all'estero;
f) promuovono e favoriscono iniziative per la diffusione della
lingua italiana all'estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d'italiano presso le universita' del paese
ospitante, e delle universita' italiane che svolgono specifiche attivita' didattiche e scientifiche connesse con le finalita'
del presente articolo.

Art. 9.
(Comitati di collaborazione culturale)

1. Presso gli Istituti possono essere costituiti Comitati di
collaborazione culturale per contribuire alle attivita' degli Istituti stessi.
2. Sono chiamati a far parte dei Comitati a titolo onorario,
esponenti culturali dei paesi ospitanti particolarmente esperti o interessati alla cultura italiana, nonche' esponenti
qualificati delle comunita' di origine italiana.
3. Le proposte per la costituzione dei Comitati e per la nomina dei
loro membri sono formulate dai direttori degli Istituti e sottoposte all'approvazione delle autorita' diplomatiche
competenti per territorio.

Art. 10.
(Dotazioni degli Istituti)


1. Gli Istituti sono dotati di strutture adeguate ai compiti ad
essi conferiti ed in particolare di servizi informatizzati di documentazione, atti a soddisfare le richieste di informazioni
concernenti l'Italia, nonche' a fornire consulenza a studiosi, ricercatori, studenti, operatori culturali italiani e stranieri.

Art. 11.
(Area della promozione culturale e ruolo dirigenziale degli
esperti per la programmazione culturale all'estero
del personale del Ministero)

1. Le dotazioni organiche dei livelli IX, VIII e VII delle
qualifiche funzionali, con i correlativi contingenti dei profili professionali individuati ai sensi dell'articolo 6 della legge
11 luglio 1980, n. 312, riferiti al personale del Ministero, sono incrementate rispettivamente di 30, 60 e 160 unita' per
l'esercizio di attivita' ascrivibili all'area della promozione culturale dello stesso Ministero, secondo quanto previsto
dall'allegata tabella A. L'individuazione degli specifici profili professionali avviene ai sensi dell'articolo 3 della legge 29
marzo 1983, n. 93.
2. E' istituito il ruolo dirigenziale degli esperti per la
programmazione della promozione culturale all'estero, con le dotazioni organiche di cui all'allegata tabella B.
3. Al personale di cui al presente articolo compete il trattamento
economico all'estero di cui all'allegata tabella C.

Art. 12.
(Reclutamento del personale dell'area della
promozione culturale e del ruolo degli
esperti per la programmazione della
promozione culturale all'estero)

1. L'accesso alle qualifiche funzionali dell'area della promozione
culturale e al ruolo degli esperti di cui all'articolo 11, avviene in conformita' alla normativa vigente per il personale di
analogo livello e qualifica del Ministero.
2. Il Ministero, di concerto con il Dipartimento della funzione
pubblica, promuove, anche per il tramite dell'Istituto diplomatico, l'organizzazione di corsi di formazione, preparatori
ai concorsi, in collaborazione con istituzioni di livello universitario o postuniversitario e con enti specializzati in settori
della promozione culturale o della cooperazione internazionale; organizza altresi', sempre per il tramite dell'Istituto
diplomatico, corsi di formazione e di aggiornamento professionale, subito dopo l'accesso ai ruoli o prima delle
successive destinazioni all'estero.
3. I titoli di studio nonche' i requisiti linguistici e culturali
per l'accesso ai concorsi sono definiti con decreto del Ministro, emanato di concerto con il Ministro per la funzione
pubblica, sentito il parere della Commissione di cui all'articolo 4.
4. Le modalita' concernenti lo svolgimento del concorso, la forma
delle prove, le materie d'esame, la composizione delle commissioni giudicatrici e la formazione delle graduatorie sono
definite con decreto del Ministro, emanato di concerto con il Ministro per la funzione pubblica.

Art. 13.
(Servizio in Italia e all'estero del personale
dell'area della promozione culturale)

((1. Il personale dell'area della promozione culturale presta servizio presso la direzione generale o
presso gli Istituti di cultura con funzioni di direttore o addetto oppure presso gli uffici all'estero di cui
all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, con funzioni di
addetto)).
2. In materia di avvicendamenti si applicano le disposizioni previste per il personale delle qualifiche funzionali del
Ministero, salvo quando disposto nei commi 3 e 4.
3. Il personale in servizio presso gli Istituti non puo' rimanere all'estero piu' di otto anni consecutivi, ne' essere
trasferito prima che siano trascorsi tre anni. I direttori non possono permanere nella stessa sede piu' di sei anni
consecutivi.
4. Dopo ogni periodo di servizio all'estero, il servizio in Italia non puo' avere durata inferiore a due anni e superiore a
quattro anni. Tale servizio puo' essere svolto anche in posizione di comando presso universita', istituzioni culturali
pubbliche, enti di ricerca e altre Amministrazioni dello Stato che svolgono attivita' connesse con le finalita' della
presente legge.

Art. 14.
(Direttori degli Istituti e incarichi speciali)

1. I direttori degli Istituti sono nominati dal Ministro fra il personale dei livelli IX e VIII appartenente all'area della
promozione culturale, sentito il parere della Commissione di cui all'articolo 4.
2. La funzione di direttore di Istituto puo' essere conferita anche agli esperti del ruolo dirigenziale di cui comma 2
dell'articolo 11.
3. La nomina e la destinazione dei direttori degli Istituti sono disposte con decreto del Ministro, su proposta del
direttore generale per le relazioni culturali, anche sulla base delle competenze relative all'area geografica di
destinazione e delle aspirazioni espresse dall'interessato.
4. In caso di temporanea assenza o impedimento, il direttore dell'Istituto designa l'addetto cui affidare la reggenza.
In caso di vacanza del titolare sul posto-funzione di direttore, il conferimento della reggenza compete alla Direzione
generale. Per il trattamento di reggenza si applicano le disposizioni dell'articolo 185 del decreto del Presidente della
Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, come sostituito dall'articolo 15 del decreto legislativo 27 febbraio 1998, n. 62,
recante disciplina del trattamento economico per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni in servizio all'estero.
5. LA L. 26 MAGGIO 2000, N. 147 HA DISPOSTO (CON L'ART. 7, COMMA 1) LA SOSTITUZIONE DEL COMMA 5 CON
L'ATTUALE COMMA 4 DEL PRESENTE ARTICOLO.
6. La funzione di direttore puo' essere altresi' conferita, in relazione alle esigenze di particolari sedi, a persone di
prestigio culturale ed elevata competenza anche in relazione alla organizzazione della promozione culturale, con le
procedure di cui all'articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e successive
modificazioni, sentito il parere della Commissione di cui all'articolo 4 della presente legge. Le nomine, di durata
biennale, rinnovabili per una pari durata una sola volta, potranno essere effettuate entro il limite massimo di dieci
unita' con le modalita' di destinazione e con il trattamento economico stabiliti dall'articolo 168 del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, e successive modificazioni. ((6))
7. Nei primi tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le stesse procedure e con lo stesso
trattamento economico di cui al comma 6 puo' altresi' essere conferito a persone di elevata competenza e prestigio
culturale, entro il limite massimo di 10 unita', e per un periodo massimo di due anni rinnovabili una sola volta,
l'incarico speciale per la realizzazione di progetti specifici da attuare con la collaborazione degli Istituti stessi.
8. Il personale di cui ai commi 6 e 7 e' aggiuntivo a quello degli organici di cui alle allegate tabelle A e B ed a quello
previsto dall'articolo 168 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, e successive modificazioni.
---------------
AGGIORNAMENTO (6)
Il D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25, ha disposto (con l'art.
10, comma 1) che "Gli incarichi di Direttore di Istituto di cultura all'estero di cui all'articolo 14, comma 6, della legge
22 dicembre 1990, n. 401, gia' rinnovati per il secondo biennio, in scadenza tra il 1° gennaio 2010 ed il 30 giugno
2010, possono essere rinnovati per ulteriori due anni, anche in deroga ai limiti di eta' previsti dall'articolo 168 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18".

Art. 15.
(Funzioni del direttore dell'Istituto)

1. Il direttore rappresenta l'Istituto, mantiene i rapporti con le
istituzioni e le personalita' culturali del Paese ospitante, ed e' il responsabile delle attivita' culturali svolte dall'Istituto
stesso, di cui programma e coordina le attivita' e i servizi, nel quadro delle funzioni di indirizzo e vigilanza di cui
all'articolo 3.
2. In particolare:
a) mantiene il rapporto con la rappresentanza diplomatica e con
l'ufficio consolare competente ai sensi della lettera d) del comma 1 dell'articolo 3, nonche' dell'articolo 7;
b) predispone annualmente il programma di attivita' e promuove le
iniziative e le manifestazioni atte a rappresentare la ricchezza e l'attualita' della cultura italiana nelle sue varie
espressioni;
c) assicura adeguate e specifiche iniziative linguistiche e
culturali, con particolare riferimento alle comunita' italiane;
d) provvede all'organizzazione dei servizi e alla direzione del
personale, alla gestione finanziaria dell'Istituto ed all'amministrazione dei beni patrimoniali in dotazione;
e) predispone un rapporto annuale sull'attivita' svolta, che invia
alla rappresentanza diplomatica o all'ufficio consolare competente;
f) predispone il bilancio preventivo e consuntivo e lo sottopone
annualmente al Ministero, tramite la rappresentanza diplomatica o l'ufficio consolare competente secondo quanto
disposto dall'articolo 7.

Art. 16.
(Personale comandato
o collocamento fuori ruolo)

1. Per le esigenze degli Istituti e dei servizi della Direzione
generale, compreso il funzionamento della segreteria tecnica di cui al comma 2 dell'articolo 5, il Ministero puo'
avvalersi, in posizione di comando o collocamento fuori ruolo, di personale dipendente da altre Amministrazioni dello
Stato, da universita' e da enti pubblici non economici, che sia in possesso di specifiche qualifiche e titoli rispondenti
alle finalita' della presente legge, in numero non superiore a cinque per il servizio al Ministero e dieci per il servizio
all'estero.
2. Al personale di cui al comma 1 da destinare all'estero si
applicano le procedure ed il trattamento economico di cui all'articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni; esso si aggiunge al personale previsto dal predetto articolo 168.

Art. 17.
(Personale a contratto)

1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 7 APRILE 2000, N. 103)).
2. Per ulteriori, specifiche esigenze gli Istituti possono utilizzare personale aggiuntivo a contratto, previa
autorizzazione della rappresentanza diplimatica o dell'ufficio consolare competente, nei limiti dei propri bilanci.

Art. 18.
(Specialisti)

1. La Direzione generale e gli Istituti possono stipulare
convenzioni per l'acquisizione di consulenze da parte di specialisti, nei casi in cui l'assolvimento dei compiti della
Commissione di cui all'articolo 4, il programma annuale di attivita' degli Istituti di cui alla lettera b) del comma 2
dell'articolo 15, o particolari iniziative richiedano competenze specifiche, non reperibili presso il personale di ruolo, per
il tempo necessario allo svolgimento di tali programmi ed iniziative e comunque nei limiti delle disponibilita' di
bilancio.

Art. 19.
(Inquadramento del personale in servizio
all'estero - disposizioni transitorie)

1. Il personale di ruolo delle Amministrazioni dello Stato che alla data del 15 dicembre 1990 prestava servizio all'estero con funzioni di direttore, vice direttore o addetto presso gli
Istituti di cultura, e' confermato senza interruzioni in tale servizio all'estero per il periodo indicato nei commi 3, 4 e 9,
fatti salvi il collocamento a riposo per sopraggiunti limiti di eta' o l'applicazione dell'articolo 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 23 gennaio 1967, n. 215. In tale periodo le funzioni all'estero ed i corrispondenti assegni
lordi continuano ad essere regolati dalla tabella annessa al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 215 del
1967.
2. Il personale di cui al comma 1, entro quarantacinque giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, puo' presentare domanda per l'inquadramento nelle qualifiche
funzionali dell'area della promozione culturale del Ministero. L'inquadramento e' effettuato mediante concorso
riservato, per il IX, l'VIII e il VII livello, nel limite rispettivo di 20, 40 e 107 posti. Per i posti di IX livello potra'
concorrere il personale inquadrato, nell'Amministrazione di appartenenza in una qualifica non inferiore all'VIII livello,
nonche' il personale dei ruoli delle universita' non inquadrato nelle qualifiche funzionali; per i posti dell'VIII livello
potra' concorrere, oltre al personale sopra indicato, quello inquadrato nella VII qualifica funzionale e che alla data di
entrata in vigore della presente legge esercita le funzioni di direttore o, da almeno due anni, di vice direttore; per i
posti di VII livello potra', in ogni caso, concorrere, oltre al personale sopra indicato, il personale di pari qualifica
nell'Amministrazione di appartenenza e quello che svolge funzioni di addetto di Istituto di cultura.
3. Il personale di cui al comma 1 che non ha presentato la domanda
di inquadramento di cui al comma 2 e' mantenuto in servizio all'estero fino al termine massimo previsto dagli articoli
7 e 18 della legge 25 agosto 1982, n. 604, e successive modificazioni, ed e' successivamente restituito ai ruoli
metropolitani di provenienza o di appartenenza. Il personale la cui restituzione ai ruoli di provenienza o di
appartenenza era stata sospesa ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 234, e che non ha presentato la domanda di
inquadramento di cui al comma 2 e' restituito ai ruoli metropolitani di provenienza o di appartenenza decorsi sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Il personale che ha presentato la domanda di cui al comma 2, che
alla data del 15 dicembre 1990 svolgeva funzioni di direttore di Istituto e la cui restituzione ai ruoli di provenienza o
di appartenenza era stata sospesa ai sensi della legge 7 agosto 1990, n.
234, cessa da tali funzioni decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge; a partire da tale
termine, salvo che non abbia avanzato domanda di restituzione ai ruoli di provenienza o di appartenenza, tale
personale e' collocato fuori ruolo presso il Ministero ai sensi dell'articolo 3 del testo unico approvato con regio decreto
12 febbraio 1940, n. 740, e successive modificazioni, in eccedenza al contingente previsto dal terzo comma
dell'articolo 6 della legge 25 agosto 1982, n. 604, fino al perfezionamento delle procedure di inquadramento di cui al
comma 6. Qualora non inquadrato, il suddetto personale e' restituito ai ruoli di provenienza o di appartenenza. Il
restante personale che ha presentato la domanda di cui al comma 2 e' comunque mantenuto in servizio all'estero fino
al perfezionamento delle procedure di inquadramento di cui al comma 6.
5. Il personale ispettivo, direttivo e docente della scuola di cui
ai commi precedenti restituito ai ruoli di provenienza, potra' essere utilizzato, a domanda, presso gli uffici
dell'amministrazione centrale e periferica della Pubblica istruzione, per svolgere attivita' di collaborazione in
programmi di ricerca, o per iniziative, nel campo educativo scolastico, ritenute di rilevante interesse per la scuola,
tenendo conto delle specifiche competenze e secondo le modalita' e i criteri di cui all'articolo 14, comma 11, della
legge 20 maggio 1982, n. 270.
6. All'inquadramento di cui al comma 2 provvede il Ministro, con
decreto emanato di concerto con il Ministro del Dicastero cui appartiene il personale interessato, con il Ministro del
tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica, sulla base di graduatorie formate da un'apposita commissione entro
otto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. La commissione e' costituita con decreto del Ministro
entro sessanta giorni dalla predetta data ed e' composta da:
a) un docente universitario di prima fascia, che la presiede;
b) un consigliere di Stato;
c) cinque funzionari con qualifica non inferiore a dirigente
superiore o equiparato, dei quali due appartenenti al Ministero, uno alla direzione degli scambi culturali del Ministero
della pubblica istruzione, uno al Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica ed uno al Ministero
per i beni culturali ed ambientali;
d) un docente universitario che abbia svolto o svolga funzioni di
direttore di Istituto.
7. La commissione, previa determinazione dei criteri, giudica i
candidati sulla base dei titoli culturali e di servizio posseduti, con particolare riferimento al serivizio prestato all'estero,
nonche' di un colloquio volto ad accertare la sussistenza dei requisiti di cultura e professionalita' necessari per
l'espletamento delle funzioni e dei compiti previsti dalle qualifiche funzionali nelle quali gli interessati richiedano
l'inquadramento. Il calendario delle prove e' fissato dalla commissione; per il personale di cui al comma 4, tale prove
avranno luogo dopo il decorso del termine di sei mesi di cui al comma stesso.
8. La destinazione all'estero del personale inquadrato nelle
qualifiche funzionali dell'area della promozione culturale e' disposta dal Ministro secondo i criteri stabiliti dagli articoli
13 e 14. Per la destinazione presso l'Amministrazione centrale o presso le istituzioni di cui al comma 4 dell'articolo 13,
il Ministero predispone un piano di utilizzazione basato sul numero di anni di servizio comunque prestato all'estero,
anche in altre istituzioni scolastiche o culturali italiane e straniere, tenendo conto di quanto previsto


379
 Valuta questo sito