Corsi per connazionali all'estero

 

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Iniziative linguistico-culturali di cui al D.Lgs. 297/94 (già L.153/71)

I corsi di lingua italiana per le nostre collettività all’estero sono diventati negli anni uno strumento fondamentale nella strategia di diffusione dell’italiano, grazie alla loro capillare presenza nelle scuole locali, e hanno contribuito a caratterizzare l’italiano come lingua di cultura e non più solo di emigrazione. Si è così formato un ampio bacino di utenza con uno stato avanzato di conoscenza della lingua e si è avuto un aumento del numero di studenti a livello liceale e universitario.

I corsi si distinguono in scolastici, rivolti agli studenti delle scuole secondarie, primarie e dell’infanzia, e di sostegno. In Germania, ad esempio, vi è ancora una richiesta di azione sussidiaria rispetto a quella istituzionale locale.

Alla fine degli anni Ottanta, la Farnesina decise di passare dalla gestione indiretta a quella indiretta, per aumentare la duttilità e ridurre gli oneri. I corsi sono stati, quindi, in questi anni prevalentemente curati da organismi senza fini di lucro a sensi della legge locale, i c.d. “enti gestori”. Ai docenti assunti dagli enti gestori si affiancano docenti di ruolo che operano soprattutto in Europa. La supervisione è affidata – sotto la responsabilità complessiva dell’autorità consolare – al Dirigente scolastico territorialmente competente.

I corsi sono in gran parte inseriti, a vario titolo, nelle scuole locali, grazie ad  apposite convenzioni sottoscritte dalla rete diplomatico-consolare con le autorità scolastiche del Paese, per facilitare l’inserimento dell’italiano nei sistemi d’istruzione. La collaborazione, attuata anche attraverso gli enti gestori, prevede in generale la presa in carico totale o parziale degli oneri di docenza o di quelli della formazione dei docenti, come anche la fornitura di materiale didattico.


Data ultimo aggiornamento: 10/10/2014

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