Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci

La struttura e l’evoluzione dell’agenda del G7/G8

 

La struttura e l’evoluzione dell’agenda del G7/G8

Struttura e formati

Un foro informale per decisioni rapide

Il G7 è un foro di dialogo ad alto livello tra i rappresentanti delle economie più avanzate (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, cui si aggiunge l’Unione Europea). La sua principale caratteristica è l’informalità, funzionale alla capacità di discutere e assumere in tempi rapidi posizioni comuni rispetto alle sfide globali di ordine economico/finanziario, alle crisi regionali o alle questioni ambientali e di sviluppo. Il G7 non dispone di un quartiere generale o di un Segretariato, né di un budget o di staff permanente: la Presidenza è assicurata a rotazione da ciascuno dei Paesi membri e coincide con l’anno solare, seguendo l’ordine Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone, Italia e Canada. La Presidenza di turno propone i temi da includere nell’agenda del Vertice e delle riunioni ministeriali, gestisce gli incontri preparatori, predispone le bozze dei documenti finali e del Comunicato del Vertice (che viene approvato dai Capi di Stato e di Governo) e decide il formato di partecipazione/coinvolgimento delle Organizzazioni Internazionali, di Paesi terzi e della società civile (c.d. outreach).

Il processo che porta al Vertice annuale si articola in una serie di riunioni e di incontri informali, cui ogni Paese membro partecipa a diversi livelli. Il G7 è stato strutturato sin dalle origini sulla base di una struttura istituzionale incentrata sullo “Sherpa”, il “Foreign Affairs Sous-Sherpa”(FASS), il “Finance Sous-Sherpa” (FSS) e il “Political Director” (PD). Lo Sherpa (appellativo ispirato metaforicamente ai portatori d’alta quota delle vette himalayane) è il rappresentante personale per il G7 del Capo di Stato o di Governo per tutte le questioni che formano l’agenda del Vertice; è responsabile del processo preparatorio del Vertice annuale e coordina la stesura della Dichiarazione Finale. Gli Sherpa comunicano, attraverso regolari contatti, le posizioni e le proposte dei rispettivi Capi di Stato o di Governo - con cui hanno un dialogo diretto e costante - sulle principali questioni internazionali. In Italia la carica di Sherpa è tradizionalmente ricoperta da un diplomatico di alto rango.

Ogni Presidenza del G7 organizza generalmente tre o quattro riunioni degli Sherpa in preparazione del Vertice e, successivamente, altri incontri dedicati ai seguiti. Lo Sherpa è coadiuvato da: un rappresentante del Ministero degli Esteri (Sous-Sherpa Esteri) per la trattazione di una serie di temi trasversali, ambientali, economico-sociali e di sviluppo (individuati di volta in volta in base all’agenda della Presidenza); un rappresentante presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Sous-Sherpa Finanze), che si occupa dei temi economico-finanziari dell’agenda del Vertice; un ulteriore rappresentante del Ministero degli Affari Esteri (Direttore Politico) per la trattazione dei temi di politica estera e di sicurezza. Nell’ambito del coordinamento assicurato dagli Sherpa, i Sous-Sherpa Esteri e Finanze e il Direttore Politico svolgono un ruolo essenziale nel negoziato del testo della Dichiarazione Finale; inoltre, i Sous-Sherpa Finanze e i Direttori Politici gestiscono in prima persona i processi che conducono, rispettivamente, alla Ministeriale finanze (finance track) e alla Ministeriale esteri, nonché i negoziati sulle relative Dichiarazioni finali.

Gruppi di lavoro su temi specifici

Per assicurare un seguito agli impegni assunti in occasione dei Vertici annuali, oltre che il necessario approfondimento tecnico dei temi trattati, si è reso necessario lo sviluppo di appositi meccanismi di coordinamento. Sotto il coordinamento dei Sous-Sherpa Esteri e Finanze e dei Direttori Politici sono stati pertanto costituiti, nel corso degli anni, Gruppi di lavoro composti da esperti per approfondire temi specifici, quali, ad esempio, l’accesso all’acqua, la salute, l’istruzione, la proprietà intellettuale, lo sviluppo, l’energia, la non proliferazione e il supporto alle attività di mantenimento e consolidamento della pace delle Nazioni Unite. I Gruppi ricevono un mandato che può condurre alla presentazione di un rapporto finale (solitamente in occasione del Vertice) o al negoziato su elementi specifici; essi si riuniscono circa due o tre volte l’anno sotto il coordinamento dalla Presidenza di turno.

Tra i predetti gruppi rientra l’Accountability Working Group (AWG), creato nel 2009 su iniziativa dell’allora Presidenza italiana per monitorare l’attuazione degli impegni assunti dal G7/G8. 

Riunioni ministeriali

Inizialmente, i Capi di Stato e di Governo erano accompagnati nelle riunioni dai Ministri degli Esteri e delle Finanze; a partire dal Vertice di Birmingham del 1998, si è deciso di separare le riunioni ministeriali da quelle dei Capi di Stato e di Governo, così da non perdere lo “spirito originale” di Rambouillet (sede del primo Vertice, in formato G6). Da allora in poi, il numero delle riunioni ministeriali - prevalentemente concentrate nel semestre che precede il Vertice - è sensibilmente aumentato, in risposta all’esigenza di affrontare, con un approccio più tecnico, le grandi questioni internazionali discusse su linee strategiche più generali dai Capi di Stato e di Governo.

Le riunioni ministeriali godono di ampio grado di autonomia organizzativa e funzionale rispetto ai Vertici dei Capi di Stato e di Governo, pur nel contesto di una generale coerenza di messaggio e unità di intenti, che è compito – e interesse – della Presidenza assicurare. Alcune delle conclusioni più rilevanti delle riunioni ministeriali vengono normalmente riflesse nel documento finale del Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo.

Le iniziative

Nel corso degli anni, l’impulso politico del G7 ha dato vita a molteplici iniziative in svariati settori, normalmente aperte alla partecipazione di attori esterni (Paesi terzi e società civile), che hanno prodotto effetti di rilievo a livello globale. Fra queste, il Fondo Globale per combattere AIDS, Tubercolosi e Malaria (Genova 2001: http://www.theglobalfund.org/en/ ); la Global Partnership contro la diffusione delle armi e dei materiali di distruzione di massa (Kananaskis 2002); l’iniziativa dell’Aquila sulla sicurezza alimentare (L’Aquila 2009: https://www.state.gov/documents/organization/202922.pdf).


1403