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Il diritto internazionale umanitario

 

Il diritto internazionale umanitario

L’Italia contribuisce attivamente alle iniziative volte a promuovere il  Diritto Internazionale Umanitario (DIU) con l’obiettivo di limitare, per ragioni umanitarie, gli effetti dei conflitti armati sui combattenti e sulle popolazioni civili.

Il nostro Paese è parte delle Convenzioni dell'Aja, delle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei tre Protocolli aggiuntivi che costituiscono gli atti giuridici di principale riferimento in materia.

Le Convenzioni adottate all’Aja, in occasione delle Conferenze diplomatiche del 1899 e del 1907 sono state i primi strumenti giuridici internazionali a codificare le norme che i belligeranti devono osservare durante le ostilità. Fra le quindici Convenzioni che attualmente costituiscono il "diritto dell'Aja" si ricordano: la II Convenzione internazionale dell'Aja 1899 sulle leggi e gli usi della guerra terrestre; la Convenzione sulla protezione dei naufraghi durante la guerra marittima e le Convenzioni V e XIII del 1907 che definiscono i diritti e doveri delle Potenze e delle persone neutrali rispettivamente nella guerra terrestre e in quella marittima.

La Prima e la Seconda Convenzione di Ginevra impegnano gli Stati firmatari a proteggere i feriti, i malati, i naufraghi, il personale medico, le ambulanze e gli ospedali. La Terza Convenzione di Ginevra regola il trattamento dei prigionieri di guerra. La Quarta Convenzione di Ginevra contiene norme a protezione dei civili che si trovano in mano nemica o in territorio occupato.

Nel 1977 sono stati approvati due Protocolli aggiuntivi alle Convenzioni del 1949: il Primo Protocollo aggiuntivo completa il dispositivo della Quarta Convenzione di Ginevra con regole sulla condotta della guerra, quali il divieto di attaccare persone e installazioni civili e la limitazione dei mezzi e dei metodi autorizzati; il Secondo Protocollo aggiuntivo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali, sviluppa e completa l'art. 3 comune alle Convenzioni di Ginevra e si applica a tutti i conflitti armati che non rientrano nella sfera di applicazione del Primo Protocollo.

Il Terzo Protocollo aggiuntivo, approvato nel 2005, introduce l’uso di un nuovo emblema, il Cristallo Rosso, che può essere utilizzato in tempo di guerra dalle organizzazioni internazionali umanitarie, in alternativa ai simboli tradizionali della Croce e Mezzaluna Rossa, e che ha la caratteristica di non essere collegato, né confondibile con simboli religiosi.

L’Italia ha una lunga storia di collaborazione istituzionale con la Croce Rossa Italiana (CRI) e con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR, Ente svizzero istituito nel 1863, il cui mandato trova fondamento essenzialmente nelle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e nei tre Protocolli Aggiuntivi).

Il DIU deve oggi confrontarsi con nuove e complesse sfide, quali la sempre più diffusa presenza di gruppi armati non statuali; il controllo del territorio da parte di gruppi terroristici; la crescente difficoltà di distinguere tra combattenti e civili nelle operazioni militari; la protezione degli operatori umanitari; l’outsourcing di attività militari a compagnie private; la possibilità di attacchi cibernetici. Tali sfide richiedono, da una parte, il rafforzamento della diplomazia preventiva delle crisi e la ricerca di soluzioni politiche ai conflitti in corso; dall’altra, l’esigenza di rispettare e “far rispettare” le prescrizioni delle Convenzioni di Ginevra.

L’Italia sostiene le iniziative volte a rafforzare gli strumenti esistenti per garantire il rispetto del DIU e per identificare nuovi strumenti di protezione del DIU.

L’Italia collabora in particolare con l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, uno dei più importanti centri di formazione internazionali per il personale militare nel settore del DIU.


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