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L'Italia e i diritti Umani

 

L'Italia e i diritti Umani

Azione dell’Italia in materia di diritti umani

L’azione dell’Italia a tutela dei diritti umani nel mondo si  caratterizza per una particolare attenzione a: la campagna per una moratoria universale  della pena di morte; la promozione dei diritti delle donne e delle bambine, ed in particolare  le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati; la tutela e promozione dei diritti dei bambini ; la tutela della libertà di religione e credo e dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose.

Allo stesso tempo, l’Italia è impegnata rispetto a una pluralità di ulteriori iniziative in materia di protezione e promozione dei diritti umani in linea con gli obblighi assunti a livello internazionale in tema di sostegno dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. In modo non esaustivo, si ricordano la lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di intolleranza, l’antisemitismo, le discriminazioni, incluse quelle basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, la promozione dei diritti delle persone con disabilità, l'educazione ai diritti umani, la promozione della democrazia e dello stato di diritto, la promozione della libertà di opinione e di espressione, le questioni connesse alle tematiche migratorie.

Pena di morte

L’Italia attribuisce la massima priorità alla campagna internazionale per una moratoria delle esecuzioni capitali. Fin dagli anni novanta, grazie all’impegno congiunto tra Istituzioni e società civile, l’Italia ha dato impulso a diverse iniziative in favore  di una moratoria universale della pena di morte, che hanno portato alla storica adozione della prima risoluzione sulla moratoria della pena capitale da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre 2007, approvata con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astensioni. L’impegno italiano si è rinnovato l’anno successivo quando, insieme a un’alleanza interregionale formata da  Paesi di tutte le aree del mondo, l’Italia ha promosso una seconda risoluzione sulla moratoria, approvata dall’Assemblea Generale con un numero maggiore di voti favorevoli  e un numero minore di voti contrari. Da allora, le successive risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla moratoria universale dell’uso della pena di morte sono state approvate con cadenza biennale e con un numero crescente di voti favorevoli.

Il MAECI ha istituito nel luglio 2014 una Task Force con rappresentanti delle organizzazioni della società civile per coordinare e render ancor più efficace l’azione italiana di sensibilizzazione dei Paesi terzi a sostegno della risoluzione ONU sulla moratoria universale, in vista delle votazioni sulla stessa che si tengono prima in Terza Commissione (Commissione Affari Sociali, Umanitari e Culturali) e poi nella sessione plenaria dell’Assemblea Generale a New York.

Diritti delle donne

Il progresso politico, civile, sociale ed economico di ogni Paese non può prescindere da una piena partecipazione ed un completo coinvolgimento delle donne su basi di eguaglianza nei processi decisionali, nelle scelte di governo, nei processi formativi ed educativi. Nonostante importanti progressi realizzati negli ultimi decenni, le donne e le bambine continuano ad essere, in molte aree del mondo, vittime di violenza, fisica e psicologica, di sfruttamento e di traffici esecrabili.            

L’Italia è fortemente impegnata sia in ambito bilaterale che multilaterale  per la promozione dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile. Il nostro Paese è parte della Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), partecipa attivamente ai lavori della Commissione ONU sulla condizione femminile (CSW) e sostiene le numerose iniziative che ogni anno vengono promosse su tali temi in ambito ONU. L’Italia ha svolto un ruolo attivo per consentire l’entrata in vigore (agosto 2014) della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) e continua a incoraggiare in tutte le sedi la più ampia adesione a questa Convenzione. 

I diritti delle donne e la lotta alla violenza contro le donne costituiscono oggetto anche di raccomandazioni specifiche che l’Italia indirizza ai Paesi terzi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (UPR), l’esercizio di monitoraggio della situazione dei diritti umani cui tutti gli Stati dell’ONU si sottopongono ogni quattro anni a Ginevra.

L’Italia è attivamente impegnata, sia sul piano diplomatico-negoziale, sia su quello della cooperazione allo sviluppo, nelle campagne internazionali  per l’eradicazione delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni precoci e forzati, promuovendo e partecipando attivamente ai negoziati sulle risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio Diritti Umani dell’ONU su questi temi.

L’Italia sostiene le iniziative internazionali per la prevenzione della violenza sessuale nelle situazioni di conflitto e di emergenza, ed in particolare l’Iniziativa per la prevenzione della violenza sessuale nei conflitti e la “Call to Action on Protection from Gender-Based Violence in Emergencies”.

L’Italia è attiva anche sul tema “donne, pace e sicurezza” relativo al contributo delle donne nella risoluzione dei conflitti e nella promozione di una pace duratura, in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1325 del 2000 e successive risoluzioni. Al riguardo, in ambito UE, l’Italia sostiene le iniziative adottate in attuazione delle citate risoluzioni. Anche in ambito NATO, l’Italia ha fortemente sostenuto l’attuazione della Risoluzione 1325, incluso attraverso attività di promozione presso i Paesi Partner, e fornendo pieno supporto all’attività della Rappresentante Speciale del Segretario Generale per le Donne, la Pace e la Sicurezza. L’Italia attribuisce grande importanza ad assicurare la piena e attiva partecipazione delle donne nella prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti e negli sforzi di cooperazione postbellica.

A livello nazionale, è in corso di  finalizzazione la terza edizione del Piano d'Azione Nazionale su "Donne, pace e sicurezza” per gli anni 2016-2019.

Diritti dei minori

I bambini  sono una categoria particolarmente vulnerabile alle violazioni dei diritti umani, soprattutto in contesti di conflitto armato e post-conflitto e in situazioni caratterizzate da sottosviluppo, povertà estrema e tensioni sociali.

In ambito multilaterale, tra le numerose iniziative esistenti per la protezione dell’infanzia e la promozione dei diritti dei minori, si ricorda in particolare la Risoluzione annuale dell’Assemblea Generale dell’ONU sui diritti del fanciullo, che è presentata dall'Unione Europea insieme ai Paesi del Gruppo latino-americano.

L’Italia sostiene le iniziative per la protezione dei diritti dei bambini nei conflitti armati, in attuazione dei principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo del 1989 e nel Protocollo opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Tale impegno si è concretizzato, ad esempio, con l’impulso all’adozione in ambito UE di “Linee Guida in materia di bambini e conflitti armati”, e in ambito ONU, con il sostegno del nostro Paese all’inserimento nei mandati delle operazioni di pace ONU di specifiche disposizioni per la protezione dei bambini. 

L’agenda internazionale per la tutela dei diritti dei bambini nei conflitti armati si estende oggi anche alle iniziative volte a rafforzare la protezione delle scuole e degli ospedali nelle zone di conflitto, per garantire istruzione continua e cure efficaci alle vittime dei conflitti.

Libertà di religione o credo

A fronte delle molteplici sfide poste alla pacifica convivenza tra gruppi religiosi diversi in numerose parti del mondo, l’Italia lavora con determinazione affinché la libertà di religione o credo e la tutela dei diritti degli appartenenti delle minoranze religiose siano oggetto di un’azione più efficace di tutela a livello internazionale.

L’Italia, insieme agli altri Stati membri dell’Unione Europea, promuove ogni anno una Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla libertà di religione o credo e di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione su base religiosa. Si ricordano, inoltre, a livello europeo, le “Linee Guida UE sulla libertà di religione o credo”, adottate nel 2013, con l’obiettivo di intensificare l’azione dell’Unione Europea  nei confronti dei Paesi terzi nel settore della libertà di religione. Su impulso italiano, le Linee Guida si riferiscono anche all’esercizio collettivo della libertà di religione, a tutela delle comunità religiose minoritarie.

L’Italia è promotrice di una rinnovata azione della Comunità Internazionale a difesa del patrimonio culturale e religioso, elemento fondamentale per garantire il rispetto della libertà di manifestare la propria religione e tutelare l’identità storica e culturale di una società. A tal proposito, il nostro Paese sostiene pienamente l’azione intrapresa dall’UNESCO a tutela del patrimonio culturale nelle aree di crisi, attraverso la creazione - su proposta italiana - di un meccanismo per interventi di urgenza e ha sottoscritto nel febbraio 2016 un Memorandum d’Intesa con UNESCO che, nell’ambito della coalizione “United4Heritage”, mette a disposizione dell’UNESCO la “Task Force italiana”, con la partecipazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).

Educazione ai diritti umani

L’Italia sostiene in ambito multilaterale le iniziative intese a rafforzare la promozione dell’educazione ai diritti umani. L’educazione ai diritti umani è uno strumento di importanza fondamentale affinché ogni individuo acquisisca consapevolezza effettiva dei propri diritti e degli strumenti per rivendicarne la tutela. L’educazione ai diritti umani contribuisce a promuovere il rispetto per la dignità umana, favorisce lo sviluppo della cultura del dialogo e della reciproca comprensione, contribuisce a rafforzare la protezione effettiva dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle Istituzioni dello Stato e delle espressioni della società civile. L'educazione (che avviene nelle istituzioni educative formali e informali) e la formazione (destinata a coloro che nella loro professione hanno responsabilità di tutela e promozione dei diritti umani) riguardano tutte le fasi della vita.


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