Armi Biologiche

 

Secondo la definizione fornita dalle Nazioni Unite nel 1969, le armi biologiche sono organismi viventi, di qualsiasi natura, o sostanze infette derivate da questi organismi che hanno lo scopo di produrre malattie e morte in uomini, animali o piante e la cui efficacia dipende dalla capacità di moltiplicarsi nella persona, nell’animale o nella pianta attaccata.

Le armi biologiche si suddividono in 5 tipologie fondamentali:
1) virus;
2) batteri;
3) microrganismi Rickettisiae;
4) veleni ricavati da funghi;
5) tossine.

Nel settore biologico lo strumento multilaterale più significativo adottato è costituito dalla Convenzione sull’interdizione della messa a punto, produzione e immagazzinamento delle armi batteriologice (biologiche) e tossiniche e sulla loro distruzione del 10 Aprile 1972 (BTWC anche nota come BWC – Biological Weapons Convention). La BTWC rappresenta il diretto discendente del Protocollo di Ginevra del 1925 relativo all’uso di gas o di sostanze batteriologiche in caso di conflitto armato; è il risultato degli sforzi compiuti dall’intera Comunità internazionale nel cercare di regolamentare il bando delle armi in oggetto. La Convenzione viene sottoposta a periodiche conferenze di revisione in occasione delle quali è possibile proporre emendamenti ed apportare aggiornamenti circa gli sviluppi scientifici cui va incontro la ricerca in tale settore. Nell’ambito dell’ultima conferenza di riesame (novembre 2006), l’Italia ha svolto un ruolo propulsivo con la presentazione di un Piano d’Azione sull’universalizzazione della Convenzione stessa in modo da contribuire ad un suo rafforzamento.

Data ultimo aggiornamento: 18/06/2012

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