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Armi Convenzionali

 

Armi Convenzionali

Sin dal XIX secolo, la Comunità internazionale, nell’ambito dell’opera di codificazione del diritto internazionale umanitario, ha voluto disciplinare l’impiego delle armi convenzionali, cercando di limitare o vietare l’impiego di quelle eccessivamente nocive o particolarmente disumane.

A partire dalla Dichiarazione di Pietroburgo del 1868 sono state elaborate norme internazionali che hanno portato alla proibizione di alcuni tipi di armi.
Nel 1980 è stata firmata la Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW – Convention on Certain Weapons ).

Nata  con l’obiettivo di bandire o porre restrizioni all’utilizzo di specifiche tipologie di armi in grado di causare sofferenze ingiustificabili ai combattenti o che abbiano effetti indiscriminati sulla popolazione civile, è costituita da un testo di tipo generale e da cinque protocolli relativi a:

  • “Proibizione dell’uso di armi intese a ferire con l’uso di frammenti non rilevabili nel corpo tramite raggi X”-Protocollo I;
  • “Divieto o la limitazione dell’impiego di mine, trappole ed altri dispositivi”-Protocollo II;
  • “Divieto dell’utilizzo di armi incendiarie”-Protocollo III;
  • “Proibizione dell’uso di armi laser accecanti”-Protocollo IV;
  • “Residuati bellici esplosivi”-Protocollo V.

Nel quadro dei dibattiti sull’attuazione del Protocollo V è stata discussa la possibilità di giungere alla definizione di un protocollo speciale dedicato alle munizioni a grappolo. Su istanza della società civile e delle organizzazioni umanitarie è stato inoltre avviato un processo, parallelo all’esercizio in corso nel quadro della CCW, da parte di un numero più limitato di Stati, tra cui l’Italia, per conseguire in tempi rapidi (entro il 2008) lo stesso obiettivo.

Le prime tappe di tale processo sono state le Conferenze di Oslo 22-23 febbraio 2007e di Lima del maggio 2007 fino a che non si è giunti il 30 maggio 2008 a Dublino alla firma della Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo. La Convenzione (entrata in vigore il 1 agosto 2010) proibisce l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni a grappolo che causano danni inaccettabili alle popolazioni civili ed è stata sottoscritta dall’Italia il 3 dicembre 2008 assieme ad altri 94 Paesi.

La Convenzione in parola è il primo accordo di disarmo multilaterale dalla firma nel 1997 della Convenzione di Ottawa sulle mine antipersona che riveste anche una forte valenza sul piano della cooperazione ed assistenza internazionale nel campo umanitario. L’Italia ha fornito un qualificato contributo al processo che ha condotto alla Convenzione sulle munizioni a grappolo, in linea con il tradizionale impegno del nostro paese nel campo del disarmo.


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