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Unione Bancaria

 

Unione Bancaria

Con l’obiettivo di rafforzare la capacità del settore bancario europeo di resistere agli shock, migliorare la gestione del rischio e garantire normali attività di prestito anche durante i periodi di flessione economica, l’Unione europea ha adottato una serie di norme comuni, applicabili a tutti i circa 8300 istituti di credito stabiliti sul territorio europeo. Si tratta del cd. Codice Unico Europeo (Single Rulebook), di cui fanno parte:

Su tale base normativa comune, gli Stati membri dell’Unione appartenenti alla zona Euro hanno deciso di costruire una vera e propria Unione bancaria.

I primi due pilastri dell’Unione bancaria sono già operativi. Si tratta in particolare di:

  • Meccanismo di Vigilanza Unico, che riunisce in capo alla Banca Centrale Europea (BCE) le competenze in tema di vigilanza del settore bancario europeo; la BCE vigila direttamente su tutte le banche "significative" della zona euro e controlla la vigilanza sulle banche più piccole effettuata dalle autorità nazionali di vigilanza.
  • Meccanismo di Risoluzione Unico, che stabilisce, in coerenza con le norme contenute nella BRRD, un sistema europeo per la risoluzione degli enti in dissesto, basato su un'autorità di risoluzione a livello dell'UE – il Comitato di risoluzione unico – e un Fondo di risoluzione comune, finanziato dal settore bancario.

Il 24 novembre 2015, la Commissione europea ha presentato una proposta per l’istituzione di uno Schema unico di garanzia dei depositi, che dovrebbe costituire il terzo pilastro dell’Unione bancaria.

Lo Schema unico di garanzia dei depositi condurrà gradualmente ad un sistema di condivisione piena dei rischi connessi ai depositi bancari, attraverso la creazione di un fondo comune, obbligatorio per tutti i Paesi della zona euro e finanziato dalle banche. Secondo le stime della Commissione, uno Schema europeo avrebbe efficacia superiore a quella degli strumenti nazionali già esistenti (che garantiscono i correntisti fino ai 100.000 euro), consentendo di far fronte a crisi più numerose e relative a banche più grandi, con maggiori garanzie per i cittadini ed effetti di stabilizzazione del sistema finanziario.  

La proposta della Commissione è attualmente discussa dagli Stati membri nel Consiglio ECOFIN. In tale sede, l’Italia si sta impegnando a favore di una rapida adozione del testo proposto dalla Commissione

 


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