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Italia-Indonesia: riparte dialogo con Paese islamico moderato. Il Ministro Frattini, Indonesia puo’ essere ponte tra Occidente e Islam

Data:

05/03/2009


Italia-Indonesia: riparte dialogo con Paese islamico moderato. Il Ministro Frattini, Indonesia puo’ essere ponte tra Occidente e Islam

L'Indonesia porta con sé ‘’il valore aggiunto della diversità culturale’’ e ‘’può diventare il ponte tra Occidente e Islam’’ sulla via della pace. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, alla conferenza internazionale ‘’Unita’ nella diversita’. Il modello indonesiano per una societa’ del convivere’’, che si e’ svolta alla Farnesina mercoledì 4 marzo e alla quale ha partecipato il ministro degli Esteri indonesiano N. Hassan Wirajuda. L'Indonesia è il più grande paese musulmano al mondo ma non é uno Stato islamico, ha ricordato Frattini, spiegando che le istituzioni garantiscono il rispetto di tutte le religioni, e questo ‘’ha portato ad un consolidamento della democrazia’’, che si appresta al secondo appuntamento elettorale della sua storia (presidenziali e legislative). Con l'Indonesia ha aggiunto Frattini, l'Italia condivide la volontà di lavorare per la pace in Medio Oriente, l'impegno nelle missioni di peacekeeping come in Libano, l'attenzione alla crisi dei diritti umani in Birmania e la lotta al terrorismo di matrice fondamentalista.

Frattini, invitiamo l’Indonesia al vertice G8 della Maddalena
L'Italia, presidente di turno del G8, ha invitato l'Indonesia a luglio alla Maddalena per il negoziato globale sul clima in preparazione della conferenza dell'Onu prevista a Copenaghen il prossimo dicembre. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini al termine di un incontro bilaterale alla Farnesina con il collega  indonesiano N. Hassan Wirajuda nell’ambito della Conferenza  internazionale ‘’Unita’ nella diversita’. Il modello indonesiano per una societa’ del convivere’’, svoltasi alla Farnesina. L’Indonesia è stata invitata anche alle riunioni ministeriali su energia e ambiente, che si terranno rispettivamente a Roma e Siracusa. L'Indonesia, ha ricordato il ministro, sarà presente al G20 di Londra del 2 aprile prossimo per "dare un contributo importante" ai temi della crisi economica.
Sul fronte dei rapporti bilaterali, l'Italia ‘’vuole alzare il livello del confronto politico’’ con l' Indonesia e subito dopo le elezioni presidenziali e legislative (rispettivamente ad aprile e a luglio), il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi sarà in missione a Jakarta, anche per preparare il viaggio dello stesso Frattini l'anno prossimo. Anche i rapporti economici ‘’andranno incrementati’’, ha spiegato il Ministro Frattini, annunciando che nelle prossime settimane arriverà in Italia una delegazione dell'Indonesian Investiment Board per presentare le opportunità di investimento italiane in  Indonesia

Wirajuda: la cultura della coesistenza pilastro della nostra costituzione
Il ministro indonesiano Wirajuda ha sottolineato che nel suo Paese la cultura della coesistenza è tra i pilastri della costituzione, nata nel 1945. Una carta che "sancisce la separazione tra Stato e religione ed in cui lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle minoranze sono fatti prioritari". L'Indonesia è impegnata anche in ambito Asean (Associazione degli Stati dell'Asia sudorientale) a promuovere la tutela dei diritti umani e ha creato un forum intergovernativo in funzione di una maggiore democratizzazione nell'area.  Chiudendo i lavori della Conferenza  il presidente della Comunità   Marco Impagliazzo ha detto che "convivere non annulla le differenze ma dà forza alle identità ed in questo senso l'Indonesia è un laboratorio. Sant'Egidio, che ha promosso la conferenza insieme con il Ministero degli Esteri, è presente in Indonesia in 15 città con il coinvolgimento di oltre 500 volontari locali ed è impegnata nella lotta alla povertà e nella promozione del dialogo tra le fedi sia a livello di base che di vertice.

Indonesia, modello di democrazia islamica
Il progetto “Italia e Indonesia: un dialogo per la costruzione di una società del convivere”, elaborato d’intesa con la Comunità di Sant’Egidio, risponde all’obiettivo di rivolgerci all’Indonesia come volto dell’islam liberale e dialogante e come modello sostenibile di democrazia islamica, sviluppo e rispetto dei diritti umani. L’Indonesia e’ il più grande Paese musulmano del mondo (200 milioni di fedeli su 240 milioni di abitanti) e mira a svolgere un ruolo internazionale come ponte verso il mondo islamico. In questo contesto si colloca l’impegno indonesiano in Libano e il ruolo di Jakarta nel quadrante mediorientale, con la sua attenzione diplomatica per il processo di pace e per la ricerca di un dialogo con l’Iran.
La Conferenza “Unità nella diversità: il modello indonesiano per una società del convivere” rappresenta il momento di avvio di un percorso di dialogo con Jakarta come interlocutore dell’Islam in Asia.
L’iniziativa ha subito riscosso l’interesse del ministro Wirajuda, tra i principali promotori del modello islamico liberale indonesiano, delle grandi organizzazioni musulmane moderate (Nadhlatul Ulama e Muhammaddyah), dei maggiori intellettuali ed esponenti della societa’ civile indonesiana.
L’Italia per la prima volta si rivolge all’Islam dell’Asia Orientale e ad una voce alternativa del mondo islamico che coniuga democrazia, sviluppo e rispetto dei diritti umani e delle minoranze religiose e culturali. Sarà anche l’occasione per dare sostegno al rafforzamento della giovane democrazia indonesiana, che nel 2009 si confronterà per la seconda volta nella sua storia con il voto presidenziale (luglio/settembre), preceduto in aprile dalle elezioni parlamentari.
Nel quadro dei seguiti della Conferenza del 4 marzo, il progetto prevede la realizzazione di attività sociali a favore delle fasce indonesiane deboli ed ulteriori iniziative di dialogo con l’Indonesia.


Luogo:

Rome

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