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L’Italia celebra i primi 150 anni: il ruolo della diplomazia nella vicenda nazionale

07 Ottobre 2011

Nel contesto delle celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, il Ministero degli Esteri ha promosso la realizzazione di un evento incentrato sull’analisi della funzione diplomatica nella storia del Paese, con l’obiettivo di ricostruire, retrospettivamente, il ruolo della diplomazia nella costruzione della vicenda unitaria e di approfondire, prospetticamente, i compiti e le sfide che riguardano la funzione diplomatica nel mutevole contesto globale. In particolare, l’evento è stato strutturato in tre diversi “momenti”, in altrettante città simbolo del nostro percorso unitario: Torino, Roma e Napoli:

  • il ruolo della diplomazia nella fase post-unitaria (la diplomazia dell’unificazione);
  • il delicato periodo post-bellico (la diplomazia dell’integrazione);
  • la diplomazia del presente e del futuro (la diplomazia della globalizzazione).

Il primo e il secondo evento – Torino (25 maggio) e Roma (13 ottobre) – sono dedicati al ruolo della diplomazia italiana in determinati momenti “topici” della vicenda nazionale (fase post-risorgimentale, fase post-bellica). Il terzo evento – Napoli (1° ottobre) – è dedicato alle sfide che attendono la nostra diplomazia nel complesso panorama consegnatoci dalla fine della guerra fredda e dall’impetuoso sviluppo degli scambi e delle comunicazioni a livello mondiale, focalizzandosi sul suo ruolo presente e futuro nella vita del Paese, con particolare riferimento ai contesti di crisi, intesa sia in senso “securitario” classico (conflitti, operazioni di peace-making, peace-keeping e peace-building), sia in un’accezione più vasta di crisi “sistemiche” (tensioni “identitarie”, instabilità socio-economica e finanziaria).

Sotto il profilo organizzativo, sono coinvolti il mondo accademico e quello della ricerca, così da poter garantire non solo un’adeguata base storico-scientifica all’evento, ma anche l’apporto di punti di vista esterni alla struttura dell’Amministrazione. Segnatamente, collaborano all’organizzazione degli eventi l’ISPI (Torino), lo IAI (Roma) e la Fondazione Mezzogiorno Europa (Napoli); attivo il coinvolgimento delle realtà accademiche (Università degli Studi di Torino, Università “LUISS” e Università Orientale di Napoli).


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