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La Cooperazione Italia – Libano

Data:

05/02/2008


La Cooperazione Italia – Libano

QUADRO NEGOZIALE E INIZIATIVE DI COOPERAZIONE

1. Programma ordinario di Cooperazione:
Il programma di cooperazione in corso di realizzazione è definito da Accordi (1997-98) che prevedono crediti di aiuto per oltre 132 milioni di Euro (principalmente nel settore idrico, della protezione ambientale, patrimonio culturale e dell’agro-industria) e doni per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di Euro, da impiegare prevalentemente nel settore sanitario e in quello agricolo.

CREDITI D’AIUTO

Iniziative in corso:
I principali progetti previste dai vigenti Accordi di cooperazione riguardano il settore idrico, che assorbe la maggior parte della disponibilità finanziaria. Si segnala in particolare l’iniziativa riguardante l’impianto di trattamento dei reflui urbani per la città di Zahle (23 milioni di Euro) aggiudicata all’impresa Degrémont. A breve sarà erogata la prima tranche del finanziamento, pari a 10,6 milioni di Euro.

Iniziative di prossimo avvio:
- rete di acqua potabile e fognaria di Jbeil (39,5 milioni di Euro), il cui credito è stato decretato dal MEF nell’aprile 2007 e la firma dell’accordo è avvenuta lo scorso novembre;
- rete di acqua potabile di Tripoli/Koura (6 milioni di Euro), il cui accordo è stato recentemente firmato. 
 
Nel settore attinente l’aggiornamento tecnologico è in corso un‘iniziativa che prevede la fornitura di apparecchiature informatiche e di programmi gestionali alla Banca Centrale a cura della società Elsag, a cui va aggiunta una componente di formazione, finanziata sempre attraverso un credito di aiuto del valore di 5,6 milioni di euro. Il finanziamento di tale programma, non compreso all’interno del Protocollo di cooperazione in corso, è stato concesso in considerazione dell’urgenza rappresentata dalle locali Autorità.
 
DONI

Per quanto attiene alla componente a dono, interamente erogata o in corso di esecuzione, si riportano qui di seguito i seguenti programmi.
 
settore sanitario: aggiornamento del personale infermieristico (oltre un milione di Euro); rafforzamento istituzionale del Ministero della Sanità (€ 500.000); realizzazione di un laboratorio centrale del Ministero della Sanità (€ 800.000) e sostegno ad un piano nazionale per l'assistenza sanitaria di base (€ 3,471 milioni); 
settore agricolo: sviluppo agricolo integrato nella regione di Baalbeck/Hermel (€ 2.000.000) per la sostituzione delle coltivazioni illecite sviluppatesi durante l’ultimo conflitto; produzione di materiale vegetale certificato (€ 1.200.000), la cui realizzazione è stata affidata all’ Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici nel Mediterraneo di Bari, congiuntamente all’Istituto di Ricerca Agraria del Libano.
- Per rispondere alle richieste di lotta alla povertà e sostegno nelle aree più depresse del Paese da parte del governo libanese, dall’ottobre 2006 è in corso un’iniziativa a cura UNDP denominata “Sviluppo socioeconomico delle aree depresse” (€ 6,7 milioni). Il Programma si inserisce nell’ambito del nuovo orientamento della cooperazione Italia/Libano ed opera sia nel Libano settentrionale (Akkar e Minieh, Dinniyeh e Tripoli-Bab el-Tebbaneh), che in quello meridionale (Marjeyoun, Bint Jbeil, Nabatiyeh, Sour, Rashaya, Hasbaya e West Bekaa, aree prima occupate da Israele). L’iniziativa è collegata ad un similare esercizio multilaterale (ART-GOLD) coordinato da UNDP, in collaborazione con UNESCO, UNIFEM ed altri Organismi ONU, e si propone di canalizzare gli apporti dei diversi donatori e soggetti della cooperazione decentrata allo scopo di coordinarne l’azione verso la promozione della governabilità e dello sviluppo. Un primo finanziamento di € 2,7 milioni è stata trasferito all’UNDP nell’agosto del 2006.

Iniziative già approvate di prossima attuazione
Un secondo programma di lotta alla povertà, approvato nel febbraio 2006 e teso al  sostegno socio-economico delle famiglie di produttori delle regioni olivicole marginali del Libano (3,3 milioni di Euro), è stato affidato allo Istituto Agronomico del Mediterraneo. La sua realizzazione sta tuttavia subendo dei ritardi a causa degli eventi politici che tuttora caratterizzano il Paese



2. PROGRAMMA STRAORDINARIO DI COOPERAZIONE

I^ Contributo straordinario. Nell’agosto 2006, rispondendo all’appello del Governo libanese lanciato durante la Conferenza di Stoccolma l’Italia ha disposto lo stanziamento di 30 milioni di Euro per affrontare l’emergenza e le necessità di riabilitazione e ricostruzione post-conflitto dell’estate 2006.
Tale importo è stato così ripartito:

- progetti di emergenza in gestione diretta (15 milioni di Euro). È previsto il coinvolgimento di ONG italiane per attuare interventi di carattere socio-economico (scuole, servizi, sanità, ambiente,) nonché interventi in settori prioritari indicati dal Governo libanese;
- sul canale multilaterale (10 milioni di Euro) per finanziare le attività delle Agenzie  ONU e di altre Organizzazioni Internazionali (UNMAS, UNICEF, CIHEAM-IAM, UNFPA, UNRWA e UNDP);
- aiuto al bilancio dello Stato libanese (5 milioni di euro) per ovviare ai danneggiamenti subiti dall’infrastruttura viaria nazionale.                                               

II^ Contributo straordinario. Nell’ambito del sostegno annunciato alla Conferenza di Parigi del gennaio 2007 (120 milioni di Euro), si è resa disponibile per il 2007-2008 una dotazione straordinaria di 30 milioni di Euro in corso di erogazione. Tale contributo straordinario, disposto dalla L.38 del 29.3.2007 sul finanziamento delle missioni di pace, è stato destinato ad iniziative a dono nel settore sociale (sanità, sviluppo comunitario, formazione professionale, sostegno alla micro-imprenditoria,) e agricolo/ambientale (innovazione produttiva, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e riabilitazione delle infrastrutture nel campo idrico ed energetico), associata ad una marcata componente di formazione professionale.

In particolare, i 30 milioni di Euro sono stati così ripartiti:
- 9 milioni di euro per un’iniziativa attuata in gestione diretta per l’esecuzione di interventi di emergenza (“ROSS 2”) ad elevata valenza socio-economica (scuole, servizi, sanità, ambiente, costruzione di “reti” di dialogo per la riconciliazione nazionale) da realizzare nella valle della Beqaa, a sud di Beirut e nel sud del Paese;
- 1 milione di euro per un Fondo Esperti per attività di assistenza tecnica, come contemplato dalla legge n. 38/2007;
- 10 milioni di Euro per attività di sostegno diretto al bilancio dello Stato e del Programma Nazionale “Recovery, reconstruction and reform”, orientate essenzialmente ai servizi di base per la popolazione (accesso all'acqua potabile, ai servizi sanitari, alle reti di protezione sociale);
- 10 milioni di euro per interventi a favore delle popolazioni palestinesi ospitate nei campi profughi e della popolazione libanese situata in prossimità dei predetti campi, per reinserire nella vita produttiva le categorie professionali più colpite dal conflitto dell’estate 2006 e promuovere lo sviluppo sostenibile del settore agricolo. Sono state a tal fine finanziate le attività dei seguenti Organismi internazionali: UNRWA (2 milioni di euro),  ILO (2 milioni di euro), FAO (3 milioni di euro), UNFPA (0,7 milioni di euro), UNDP (1,3 milioni di euro), UNMAS (1 milione di euro).
Un accordo tra il Governo italiano e quello libanese è stato firmato nel novembre scorso per assicurare il corretto impiego dei contributi del terzo e quarto punto.

 


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