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Malta - Possiamo prevedere i terremoti? Analisi sul sisma dell’Italia centrale

Data:

11/01/2017


Malta - Possiamo prevedere i terremoti? Analisi sul sisma dell’Italia centrale

“Possiamo prevedere i terremoti?”: questa la domanda da cui prenderà le mosse la conferenza di Sebastiano D’Amico (Department of Geosciences - University of Malta), in programma giovedì 19 gennaio (ore 18.30) presso l’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta. Con l’occasione verrà costituita l’Associazione dei Docenti Universitari e Ricercatori Italiani a Malta (Adurim). Nello specifico, la conferenza verterà su un’analisi scientifica della recente attività sismica in Italia centrale, iniziata con l’evento del 24 agosto e continuata con l’evento del 30 ottobre. Centinaia le vittime, decine di migliaia le persone coinvolte e ingenti i danni e crolli anche al patrimonio culturale. Migliaia sono stati gli eventi registrati dalla rete sismica nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ben oltre il 90% dei terremoti registrati sul territorio nazionale è stato localizzato nell’area della sequenza sismica iniziata ad agosto.

Il terremoto del 30 ottobre è stato l’evento più forte di tutta la sequenza in Italia centrale, ma anche il terremoto di magnitudo maggiore registrato dalla Rete Sismica Nazionale in Italia dalla sua nascita, nei primi anni ’80. Alluvioni, frane, terremoti, eruzioni vulcaniche hanno scritto e scrivono una storia dell’Italia. Cosa fare? Aggrapparsi alla previsione impossibile di un evento estremo oppure affrontare il futuro con la necessaria prevenzione facendo sì che questa non sia più una gigantesca utopia? Occorre ripartire dalla conoscenza, dai problemi e dai limiti della ricerca, ma anche dalle sue conquiste, assegnando alla parola prevedibilità un significato corretto e facendo della responsabilità il punto di partenza che può gestire anche le incertezze. La conferenza di D’Amico, oltre ad un inquadramento del terremoto nel contesto nazionale, evidenzierà anche le fasi della gestione dell’emergenza nonché i grandi passi avanti fatti nelle opere di monitoraggio, prevenzione ed intervento.


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