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Dichiarazione dei Ministri degli Affari Esteri dello Small Group della Coalizione Globale anti-Daesh

Data:

02/02/2016


  1. I Ministri degli Esteri dello Small Group della Coalizione Globale anti Daesh si sono incontrati oggi a Roma su invito del Ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni per fare un bilancio del lavoro della Coalizione e per accelerare i nostri sforzi collettivi per indebolire e sconfiggere definitivamente Daesh, smantellare la sua rete e contrastarne le ambizioni globali. L’incontro è stato co-presieduto dal Ministro degli Esteri Gentiloni e dal Segretario di Stato John Kerry. Venticinque delegazioni hanno partecipato alla riunione (Australia, Bahrain, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Unione Europea, Francia, Germania, Iraq, Italia, Giordania, Kuwait, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Turchia, EAU, Regno Unito e Stati Uniti, e le Nazioni Unite come osservatore). La Ministeriale si è tenuta ad un anno di distanza dalla prima riunione dello “Small Group” della Coalizione.

  2. Consapevoli delle sfide che ancora ci attendono, esprimiamo unanimemente la  certezza che le azioni della Coalizione contro Daesh stiano acquisendo grande impeto, con un forte impatto. Le forze irachene, con il costante sostegno della Coalizione, hanno riconquistato vaste aree di Ramadi, dopo la liberazione di Tikrit, Sinjar e Bayji lo scorso anno. Abbiamo respinto Daesh da circa il 40% del territorio abitato che controllava in Iraq. Allo stesso tempo, abbiamo proseguito la nostra campagna in Siria con risultati tangibili, fornendo assistenza alle forze moderate di opposizione, anche con bombardamenti aerei. Con la recente riconquista della diga di Tishreen e dei villaggi circostanti, nonché delle aree a sud di al-Hawl, sono state interrotte importanti vie di comunicazione di Daesh verso Raqqa. Tali risultati si sommano alle offensive delle forze irachene che hanno ridotto le linee di rifornimento di Daesh ed isolato ulteriormente Raqqa e Mosul. Intensificheremo ed accelereremo la campagna contro Daesh in Iraq e in Siria, agiremo di concerto per fermarne le ambizioni globali e ricorreremo a ogni misura volta a garantire la protezione dei nostri cittadini. Ribadiamo il nostro impegno a combattere questa barbara organizzazione fino alla sua definitiva sconfitta.

  3. Un successo duraturo richiede che la Coalizione estenda il suo approccio multidimensionale, andando oltre la dimensione militare con l’obiettivo di combattere Daesh su qualsiasi fronte. Siamo determinati ad isolare Daesh dal sistema finanziario internazionale, distruggere la sua struttura economica e finanziaria, le sue operazioni in campo energetico e a bloccare il traffico di beni archeologici. Terremo la leadership di Daesh sotto una minaccia costante e ridurremo il flusso di combattenti terroristi stranieri. Lavoreremo per garantire che i terroristi di Daesh rispondano dei crimini che hanno commesso. Useremo ogni strumento a nostra disposizione per denunciare la delirante narrativa di Daesh, la cui vera natura si rivela dinnanzi alle perdite territoriali subite, alle testimonianze raccapriccianti della sua barbarie e al fallimento delle sue pretese di statualità.

  4. I cittadini siriani ed iracheni che sono fuggiti dalla guerra o sono stati espulsi dalle proprie case, che oggi vivono l’incertezza dei luoghi di accoglienza, meritano il pieno sostegno della comunità internazionale, sotto forma di adeguata protezione e di aiuti umanitari per soddisfare le loro necessità di base, nonché un aiuto a più lungo termine per lo sviluppo e l’istruzione, al fine di offrire loro la prospettiva di un futuro migliore nei propri Paesi di origine e di compensarli per le opportunità che sono state loro negate. I membri della Coalizione faranno tutto quanto in loro potere affinché queste crescenti esigenze umanitarie e di sviluppo siano soddisfatte nei luoghi dove queste persone hanno trovato rifugio. Inoltre, il loro ritorno in patria deve essere sicuro, volontario e non discriminatorio, in linea con i principi internazionali in materia di protezione dei rifugiati.

  5. Il rispetto del diritto internazionale umanitario, il sostegno alla stabilizzazione e il ripristino dei servizi essenziali nelle aree liberate dall’occupazione di Daesh sono fondamentali per consentire agli sfollati di fare ritorno alle proprie case in condizioni di sicurezza e dignità, e per consentire loro di ricostruire le proprie comunità. Gli sforzi di stabilizzazione intrapresi dall’Iraq, con la cooperazione di UNDP e delle autorità locali e l’assistenza della Coalizione, hanno contribuito a dare nuova vita a Tikrit e mirano ora ad affrontare le necessità immediate di stabilizzazione di Ramadi e delle altre aree liberate. Accogliamo con favore i generosi contributi della “Funding Facility for Immediate Stabilization” (FFIS) e facciamo appello alla comunità internazionale affinché assicuri a questo strumento un finanziamento costante. Riconoscendo la necessità di un coordinamento civile e militare e del rapido ripristino della sicurezza pubblica e dello stato di diritto, continueremo a sostenere l’impegno della Coalizione  nell’addestramento delle forze di polizia irachene affinché possano mantenere il controllo e stabilizzare le aree liberate da Daesh. Anche se oggi registriamo alcuni progressi, siamo profondamente consapevoli del fatto che 10 milioni di iracheni e 17,8 milioni di siriani necessitano di assistenza umanitaria e incoraggiamo a rispondere all’appello lanciato dall’ONU per raccogliere $861 milioni per l’Iraq e $ 8,98 miliardi per la Siria, sostenendo pienamente la prossima conferenza di Londra per aiutare il popolo siriano.

  6. Riconosciamo la necessità di un investimento a lungo termine per una governance inclusiva e un processo politico solido, per gettare le basi di un successo sostenibile contro Daesh. Continuiamo a sostenere il governo del Primo Ministro Haider al-Abadi, nel suo impegno a soddisfare le necessità e le aspirazioni di tutte le componenti della società irachena, combattere la corruzione, decentralizzare alcune autorità federali, dare potere alle comunità locali e promuovere la riconciliazione etnica e settaria in Iraq. Sosteniamo pienamente il Governo iracheno nei suoi sforzi per mobilitare ed equipaggiare i combattenti volontari locali che contribuiscono alla liberazione delle loro province. Inoltre sottolineiamo la necessità che tutte le forze irachene siano sotto il comando e il controllo del Primo Ministro. In Siria, sosteniamo il lavoro dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite De Mistura affinché si giunga ad una vera transizione politica basata sui principi contenuti nel Comunicato di Ginevra del 2012, in linea con la Risoluzione CdS ONU 2254, le dichiarazioni del Gruppo di sostegno internazionale per la Siria e gli sforzi dello stesso a tale fine. Riaffermiamo l’importanza di una transizione politica volta a istituire un governo democratico, inclusivo, pluralistico e non settario, che rappresenti la volontà di tutti i siriani, in grado di combattere contro Daesh ed altri gruppi terroristici, creando le condizioni per arrestare l’ondata estremista. Incoraggiamo una significativa partecipazione delle donne a questi processi. Sottolineiamo la necessità di intraprendere tempestivamente misure volte a ricostruire la fiducia in Siria e far cessare gli attacchi deliberati contro i civili, gli assedi alle città e alle comunità con l’obiettivo di garantire l’accesso agli aiuti umanitari. Facciamo appello ai Paesi coinvolti in azioni militari in Siria affinché concentrino i propri sforzi contro Daesh.

  7. Siamo consapevoli che Daesh rappresenta una minaccia terroristica nei nostri confronti, come dimostrato dagli attacchi terroristici barbari ed efferati in Turchia, Francia e in altri Paesi, ma nel contempo rimarchiamo il fatto che Daesh sta perdendo sia territori che credibilità in Iraq e in Siria. La nostra determinazione a contrastare le ambizioni globali di Daesh e a proteggere le nostre nazioni e i nostri alleati ci esorta a una maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni nella lotta al terrorismo internazionale. Siamo determinati a rafforzare ulteriormente il coordinamento e la cooperazione tra i nostri servizi di intelligence, gli organi di sicurezza e di polizia per aumentare le nostre capacità di prevenzione. A questo proposito, i membri della Coalizione sono invitati ad agire sulla base delle misure contenute nel “Hague Implementation Plan on Foreign Terrorist Fighters”, un risultato pratico raggiunto dall’azione del Gruppo di Lavoro congiunto della Coalizione e del Global Counterterrorism Forum (GCTF), sui Foreign Terrorist Fighters che si è riunito l’11 gennaio 2016 a L’Aja. Inoltre, ribadiamo il nostro impegno ad attuare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU a sostegno dell’azione contro Daesh, inclusa la Risoluzione CdS ONU 2253, del 17 dicembre 2015, che aggiorna e rafforza il regime di sanzioni posto in essere dal Consiglio di Sicurezza contro Daesh e al-Qaeda, facilita l’individuazione di coloro che sostengono Daesh e consolida il processo di attuazione delle Nazioni Unite. Appoggiamo gli sforzi della Coalizione volti a mettere a nudo la falsa ideologia e la narrativa di Daesh e sosteniamo le istituzioni che collaborano in tale ambito come il Sawab Center negli EAU e la Coalition Communications Cell nel Regno Unito.
  1. Abbiamo sottolineato la nostra determinazione a contrastare e respingere le ambizioni globali di Daesh e le sue mire espansionistiche oltre i confini di Iraq e Siria. Seguiamo con preoccupazione l’influenza crescente di Daesh in Libia, continueremo a monitorare attentamente gli sviluppi in quel Paese e sosteniamo il Governo di Accordo Nazionale nei suoi sforzi per ristabilire la pace e la sicurezza per il popolo libico.

  2. Rimane la nostra totale mobilitazione nella lotta contro Daesh. Beneficiando dello slancio acquisito dalla Coalizione in questi ultimi mesi, abbiamo sfruttato l’odierno incontro dello Small Group per rafforzare la nostra comprensione delle opportunità e sfide che potrebbero concretizzarsi nel corso di quest’anno e prepararci ad affrontarle di conseguenza, mentre continuano a potenziare e ad adattare i nostri strumenti e le nostre risorse in tutta la Coalizione. A questo proposito accogliamo con soddisfazione la decisione dell’ Afghanistan di unirsi alla Coalizione. Guardiamo con attesa al prossimo incontro del Small Group della Coalizione internazionale contro Daesh, che previsto per la primavera del 2016.

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