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Dettaglio intervista

Data:

05/08/2011


Dettaglio intervista

Roma «Non basta più il governo europeo della moneta. E' ormai chiaro che l'obiettivo a cui tutti dobbiamo lavorare è il governo europeo dell'economia». A problemi globali devono far fronte risposte forti è la risposta del ministro degli Esteri Franco Frattini alla tempesta che travolge i mercati. «E' evidente — osserva — che vi sia una forte speculazione e che questa è una questione che riguarda tutti. L'Europa ha dato delle risposte importanti rafforzando il meccanismo di stabilità finanziaria e soprattutto il fondo cosiddetto salvastati. E anche la posizione presa dal presidente Trichet è importante per dimostrare che l'Europa c'è ed è determinata a rispondere alla speculazione».

Ma evidentemente ancora non basta...

«Abbiamo concordato il semestre europeo nel quale presentiamo le manovre di bilancio, abbiamo concordato il meccanismo di intervento immediato, abbiamo il potere della banca centrale europea di intervenire e acquistare i titoli degli Stati sotto attacco. Questi sono dei pilastri importanti, sui quali costruire il governo europeo dell'economia».

Non crede che se c'è un problema europeo e globale, c'è soprattutto un problema italiano?

«La speculazione è per l'Italia un nemico forte, di fronte al quale solo l'unità delle forze politiche e sociali è in condizione di dare una seria risposta. Ed è esattamente quello che Berlusconi ha chiesto in Parlamento e poi palazzo Chigi con le parti sociali».

I mercati dicono che non abbiamo fatto abbastanza.

«Servono dei gesti forti, e quindi bisogna attuare la manovra che è stata varata a tempi di record. Dobbiamo approvare subito le due grandi riforme strutturali: quella fiscale e quella assistenziale. E a questo va aggiunto il piano presentato alle parti sociali e l'impegno a lavorare per arrivare a settembre a un piano concordato tra governo e parti sociali. Questo sarà il segno che l'Italia fa il suo dovere».

Come valuta le proposte fatte da Casini al governo?

«Sono proposte interessanti, che si sono distinte nei toni e nella sostanza dall'atteggiamento sbagliato di Bersani. Io credo che ci siano due risposte a Casini. Una quella di attuare il tavolo parti sociali-governo per adottare piani condivisi, l'altra arrivare ad una sessione parlamentare che esamini le proposte che governo e parti sociali si stanno scambiando. Il che consentirebbe anche all'opposizione di apportare contributi costruttivi».

Oggi sono le Borse a tremare ma le minacce non sono solo economiche. Basti pensare al missile finito a 2 chilometri da una fregata italiana e ai 4 soldati italiani feriti in Afghanistan. Tanto impegno per le missioni all'estero è giustificato?

«L'impegno nelle missioni non è fine a se stesso. E' utile in sè, marca il ruolo internazionale dell'Italia, e ci permette di giocare con autorevolezza un ruolo importante. E che l'Italia abbia un ruolo importante lo dimostrano da ultimo la nomina dell'ambasciatore Gentilini a direttore del servizio diplomatico Ue per l'Europa e i Balcani occidentali e la nomina di tre capidelegazione del servizio estero dell'Ue».

L'Italia ha anche preso una posizione netta contro la Siria richiamando l'ambasciatore e sollecitato la presa di posizione del consiglio di sicurezza. Ma Assad non molla e replica con improbabili promesse...

«Ritenevo e ritengo che sia stato giusto chiedere una risoluzione di condanna da parte del Consiglio di sicurezza. Ciò detto, l'Italia ha interesse che ritorni la calma in Siria e si riporti il paese ad un dialogo nazionale. Del resto o ai diritti umani crediamo senza se e senza ma, oppure è inutile che lo facciamo a fasi alterne. Quindi, non faremo calare la nostra attenzione».


Luogo:

Roma

Autore:

Alessandro Farruggia

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