Questo sito usa cookies per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Giove e Amore

 

Giove e Amore

Soggetto: Giove e Amore 
Autore: Michelangelo Grigoletti 
Datazione: 1824 
Ubicazione: Lisbona 
Misure: 66 x 83 cm 
Materiale: Olio su tela 
Stato di conservazione: Discreto 
Inventario Mae: 118 (2013) 
Inv. ICCD: 01253664 
Provenienza: Firenze, Palazzo Pitti, 1927 (SPSAEPM, 1457) 
Documentazione: Archivio di San Michele (Busta Depositi anni 60. A.G. O.A. Depositate presso Rappresentanze all’estero, fasc. 3) Archivio storico Ambasciata d’Italia a Lisbona (Inv. gen. 2013) 
Bibliografia: G. M. Pilo (a cura di), Michelangelo Grigoletti e il suo tempo, cat. mostra Pordenone Museo Civico/Palazzo Ricchieri, 24 aprile-27 giugno 1971, Milano 1971; La Pittura nel Veneto. L’Ottocento, II, a cura di Giuseppe Pavanello, Milano 2003 

Giove, seduto su un trono poggiato su una nuvola, è raffigurato nel massimo della sua forza fisica, evidente nell’anatomia definita del suo corpo scultoreo; si rivolge teneramente ad Amore cui accarezza il viso, in piedi nudo alla sua sinistra. Il giovane semidio regge con la destra arco e frecce poggiando confidenzialmente la sua sinistra sul ginocchio di Giove. Alla destra del re dell’Olimpo è il simbolo dell’aquila e, a terra, i fulmini deposti. Il dipinto, è un’ opera giovanile che segna il suo esordio – dopo la formazione provinciale e la nascita in una famiglia legata al clero – eseguita nel 1824; il pittore era all’epoca allievo dell’Accademia di Belle Arti a Venezia, dove s’iscrisse nel 1820. La tela per lungo tempo è stata ritenuta dispersa (Michelangelo Grigoletti e il suo tempo, cat. mostra , 1971, p. 126; La Pittura nel Veneto, 2003, p. 742 s.) ma ad essa erano stati collegati due disegni preparatori conservati presso il Museo Civico d’arte di Pordenone, di stretto sapore neoclassico, realizzati a carboncino con un segno e uno sfumato morbidi. Il dipinto venne acquistato dal duca di Lucca su interessamento di Leopoldo di Cicognara, presidente dell’ Accademia di Belle Arti. Costituisce un’opera importante perché documenta la fase giovanile dell’artista, caratterizzata già dall’orientamento neoclassico del pittore. Numerose le commissioni ricevute che gli permisero di svolgere la sua prolifica attività tra la sua terra d’origine e Venezia, con un viaggio a Roma nel 1835 per perfezionare i propri studi a contatto con i capolavori antichi e moderni dell’Urbe. Il dipinto, che presenta sul retro della tela lo stemma della corona reale, proviene da Palazzo Pitti (inv. 1457) e, quindi, da una proprietà della Corona. Venne data, nel luglio 1926, in deposito temporaneo all’Ambasciata di Lisbona, come si deduce dal verbale di consegna al Ministero degli Affari Esteri per poi passare nel 1927 appunto nella sede diplomatica portoghese.


26472
 Valuta questo sito