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Governo Italiano

Rapporti con l'America del Nord

 

Rapporti con l'America del Nord

Rapporti con l'America del Nord

Stati Uniti e Canada

I rapporti dell’Italia con il Nord America sono caratterizzati da una profonda condivisione di valori e interessi e da una forte integrazione economico-finanziaria. Gli intensi rapporti bilaterali dell’Italia con gli Stati Uniti e il Canada restano saldamente ancorati al dialogo transatlantico che - fondamentale anche per l’Unione Europea –resta un riferimento ineludibile, pure a fronte delle nuove tendenze globali.

Stati Uniti

I rapporti di amicizia e collaborazione tra Italia e Stati Uniti - basati su un comune e consolidato patrimonio di cultura, valori, interessi e legami - sono alimentati da stima e fiducia reciproca e si svolgono nell’ambito di un dialogo bilaterale di particolare intensità. Washington riconosce e apprezza il forte impegno italiano in missioni multilaterali di mantenimento della pace e nella lotta al terrorismo e al crimine organizzato. L’eccellenza delle relazioni si esprime anche nei numerosi organismi e fori multilaterali ai quali entrambi i Paesi partecipano, dal G7 e G20 alla NATO e all’ONU. Fin dal dopoguerra il nostro Paese ha rappresentato per gli USA un alleato importante ed un “partner globale”, in virtù anche della nostra capacità di dialogo e mediazione con le diverse componenti della comunità internazionale, mentre gli Stati Uniti hanno costituito per l’Italia punto di riferimento essenziale per la gestione dell’agenda internazionale.

Le frequenti visite istituzionali testimoniano l'intensità del rapporto bilaterale politico, economico e culturale. Menzione particolare meritano la visita a Washington del Presidente del Consiglio Conte su invito del Presidente Trump (30 luglio 2018); la missione nella capitale statunitense del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Moavero Milanesi (3-4 gennaio 2019) il quale ha incontrato il Segretario di Stato Pompeo, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Bolton, la Speaker della Camera Pelosi ed esponenti di maggioranza e opposizione del Congresso.

La prima sessione del Dialogo Strategico Italia-USA sul Mediterraneo allargato, che ha avuto luogo il 20 novembre scorso, ha registrato eccellenti sintonie di vedute. In questo esercizio la collaborazione con gli Stati Uniti si sta strutturando in senso pragmatico nei campi energetico, del contrasto al terrorismo e nel settore della difesa, in preparazione della sessione primaverile e in vista di un successivo incontro politico a livello Ministri degli Esteri e della Difesa. 

Sul piano delle relazioni economiche, grazie anche all’alta considerazione di cui gode il Made in Italy, gli USA sono uno dei principali mercati di sbocco per le esportazioni italiane.

Gli USA rappresentano il terzo partner commerciale dell’Italia (dopo Germania e Francia) e il terzo mercato di destinazione del nostro export. Nel 2017, l’interscambio con gli USA è ammontato a 55,5 mld di euro: 40,5 mld le nostre esportazioni (+9,5% rispetto al 2016) e 15 mld le nostre importazioni (+13,4%). Nei primi nove mesi del 2018 si è registrata una crescita dell’interscambio bilaterale con un incremento delle esportazioni del 3% (pari a circa 30,3 mld euro) e delle importazioni del 5% (pari a quasi 12 mld euro).  

In tale periodo i principali settori delle nostre esportazioni (dati Ministero dello Sviluppo Economico) sono stati i macchinari (4,2 mld euro), gli autoveicoli (circa 3,1 mld euro) e i prodotti farmaceutici (1,7 mld euro). Le nostre importazioni principali sono state medicinali (1,9 mld euro), aeromobili (0,8 mld), petrolio greggio (0,57 mld), macchinari (0,54 mld).

In particolare nel settore farmaceutico, gli Stati Uniti sono il nostro secondo partner commerciale e, in termini di nostre esportazioni rappresentano il 16,1% delle esportazioni totali di settore (dopo il Belgio, destinazione del 17,5% ma prima di Germania (9,9%) e Svizzera (9,2%). Gli Usa sono, inoltre, il nostro primo fornitore (dati Farmindustria).

I flussi di investimenti diretti esteri (IDE bilaterali) presentano ancora elevati margini di crescita potenziale. L’Italia attrae solo l’1% degli investimenti americani destinati all’Europa (27° paese di destinazione in assoluto) e rappresenta l’1,1% degli investimenti europei negli USA (15° investitore in assoluto). Lo stock di IDE statunitensi nel nostro Paese è di poco superiore ai 12 miliardi di euro, posizionando gli USA all’8° posto nella graduatoria dei Paesi investitori in Italia (ultimi dati dell’Osservatorio Economico del MISE, aggiornati al 2017). Si tratta di una quota contenuta degli investimenti USA (diretti soprattutto verso Olanda, Regno Unito, Lussemburgo, Canada, Irlanda). In Italia, i settori maggiormente interessati sono manifattura (chimica e meccanica), elettronica, telecomunicazioni e servizi (finanziari, assicurativi e bancari).

Negli USA sono presenti oltre 3.300 aziende italiane, soprattutto nei settori energia, tessile-abbigliamento, meccanica strumentale, commercio all’ingrosso e agro-alimentare. Alla presenza commerciale si aggiungono importanti investimenti nei settori delle infrastrutture, difesa, energie rinnovabili e automobilistico.

Nel settore delle infrastrutture e dei trasporti tra le maggiori aziende italiane sono presenti SALINI IMPREGILO, ASTALDI, il GRUPPO TREVI, GRANDI LAVORI FINCOSIT, ANSALDO ed inoltre ITINERA GRUPPO GAVIO, PIZZAROTTI e CMC RAVENNA.

Forte la presenza delle aziende italiane anche nel settore energetico nel quale operano ENI, ENEL, ANSALDO ENERGIA, PRYSMIAN GROUP, BHGE NUOVO PIGNONE, ed inoltre il GRUPPO TOTO–RENEXIA, EDISON e SAIPEM.

Nel settore farmaceutico, sono attivi negli USA i maggiori gruppi italiani: Menarini Group, Chiesi Group, Alfasigma, Dompé Farmaceutici, Angelini, Italfarmaco, Zambon Group, Recordati, Kedrion e Sofar.

Da ricordare inoltre i rilevanti apporti del turismo statunitense nel nostro Paese. Secondo i dati della Banca d'Italia, nel 2017 gli arrivi di turisti statunitensi sono stati 3.756.000 (+ 5,29 % rispetto all’anno precedente).

La grande e qualificata comunità italo-americana (gli americani di origine italiana censiti ufficialmente sono, secondo la rilevazione più recente, circa 17,7 milioni) rappresenta il quarto gruppo etnico di origine europea dopo tedeschi, irlandesi e inglesi. Si tratta di un attore primario nello sviluppo dei legami tra i due Paesi, in considerazione del suo spiccato dinamismo che ha portato suoi esponenti a raggiungere in molti casi posizioni di elevato prestigio e contribuisce anche alla valorizzazione dei rapporti culturali bilaterali attraverso una vasta rete di istituzioni ed associazioni.

L’attività di promozione e cooperazione culturale dell’Italia negli Stati Uniti si avvale anche di una rete di Istituti Italiani di Cultura (Washington, New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco) che operano d’intesa con i Consolati presenti nelle stesse sedi e con quelli di Miami, Houston, Boston, Filadelfia e Detroit.

Tradizionalmente molto stretta è la collaborazione italo-statunitense nel settore della giustizia e della lotta alla criminalità organizzata, cui si è aggiunta, negli ultimi anni, quella contro il terrorismo internazionale e l’estremismo violento.

La intensa collaborazione scientifica si concretizza in una ampia rete di iniziative che coinvolgono istituzioni pubbliche e private ed includono numerosi progetti e programmi realizzati da università, istituti di ricerca, laboratori e società in una ampia gamma di discipline. Ben 35.000 sono gli studenti USA in Italia.

Solida la collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel settore spazio, in corso da oltre 50 anni, particolarmente ampia e diversificata e che continua a svilupparsi con rinnovato vigore. In particolare, la stretta e proficua collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la National Aeronautics and Space Administration (NASA) sta da ultimo interessando anche il settore dei voli commerciali privati nello spazio.

Canada

Le relazioni bilaterali e i rapporti di amicizia e collaborazione esistenti tra Roma e Ottawa sono fondate su una particolare vicinanza tra i due Paesi che va da una condivisione di vedute e di valori ad un impegno congiunto nei teatri di crisi internazionali, dal fondamentale apporto della comunità italiana alla crescita del Paese nord americano sia a livello economico che politico, a collaborazioni economiche e scientifiche avanzate.

Intensi gli incontri e i contatti a livello bilaterale con il Canada, scanditi da visite al più alto livello. Oltre alla visita di Stato del Presidente della Repubblica Mattarella in Canada (Ottawa, Montreal, Toronto e Vancouver 26 giugno – 1 luglio 2017), e alla visita in Italia del Primo Ministro Trudeau nel maggio 2017, ricordiamo da ultimo l’incontro tra il Presidente del Consiglio Conte ed il Primo Ministro Trudeau a margine del G7 di Charlevoix (8-9 giugno 2018).

I rapporti politici sono caratterizzati da una convergenza di interessi nei principali fori multilaterali (G7-G20, NATO, ONU, OSCE, Consiglio Artico), da analoghe sensibilità su tematiche quali i diritti umani (in particolare contro la pena di morte, la lotta alle mutilazioni genitali femminili, ai matrimoni forzati e per la libertà di religione) e da ampia sintonia in merito alle maggiori sfide internazionali, a partire dal comune impegno per la stabilità globale e regionale. La collaborazione con il Canada si estende dal bacino mediterraneo, il Medio Oriente e il Corno d’Africa - anche grazie al patrimonio di conoscenze e relazioni che il nostro Paese possiede in tale scacchiere - alle attività del Consiglio Artico. Di particolare significato è la collaborazione con il Canada nel contrasto della criminalità organizzata. Secondo quanto previsto dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, avendo Ottawa sospeso nel settembre 2012 le relazioni diplomatiche con Teheran, dal novembre 2013 l’Italia tutela gli interessi canadesi in Iran in base a uno specifico Memorandum d’Intesa.

La presenza in Canada di una ampia comunità di origine italiana è fattore di ulteriore rafforzamento delle relazioni: si tratta di una presenza di oltre 1,5 milioni di persone (l’italiano è la quarta lingua straniera più studiata nel Paese), la metà residente in Ontario, un terzo nel Quebec, ben integrata ed attiva nel tessuto sociale del Paese, anche in seguito alla politica del "multiculturalismo" perseguita a partire dagli anni Sessanta da Ottawa. Per dimensione, la comunità italiana si colloca al terzo posto nel Paese, dopo la componente anglosassone e quella francofona, e conta su qualificati esponenti che ricoprono posizioni rilevanti a vari livelli politici (federale, provinciale, comunale), nel mondo della finanza, della grande industria, in società di rilievo, negli organi di informazione, nella cultura, spettacolo e sport.

Le relazioni culturali, scientifiche e tecnologiche tra Italia e Canada – in particolare con il Québec - sono intense ed accompagnano i forti legami politici ed economici. Attualmente sono oltre tremila gli scienziati italiani in Canada, numerosi gli accordi di cooperazione tra le Università dei due Paesi e tre le associazioni di ricercatori italiani: ARPICO con sede a Vancouver, ARIO con sede a London (in Ontario), CSIQ con sede a Montreal.

Con la sua ricca disponibilità di energia e materie prime, l’elevato livello di istruzione e la qualità della ricerca scientifica e tecnologica, il Canada offre ampie potenzialità per il nostro sistema industriale, già presente con grandi aziende nei settori energia, automotive, aerospazio, alimentare ed agricolo, alcune delle quali operanti con propri stabilimenti produttivi e distributivi. Tra i nostri Gruppi presenti sul territorio vi sono: Leonardo/Finmeccanica, Saipem-Snamprogetti, ENEL Green Power Nord America, Fiat Chrysler Automobiles – FCA, Pirelli, Italcementi, Astaldi, MAPEI, Ferrero Canada, Valvitalia, Technip e Tenaris.

Sul fronte dell'interscambio commerciale bilaterale, secondo i dati pubblicati dall’ISTAT, l'Italia si è confermata nel 2017 ottavo Paese fornitore (terzo europeo dopo Germania e Regno Unito), proseguendo il trend positivo dell'ultimo decennio; il nostro Paese è stato invece il dodicesimo mercato per l'export canadese. L'interscambio complessivo è stato di circa 5,5 mld €, con esportazioni italiane per 3,9 mld € a fronte di 1,5 mld di € di esportazioni canadesi.  I dati della bilancia commerciale bilaterale confermano anche per il 2017 il forte peso relativo del comparto agrifood ed il suo ingente potenziale. L’agroalimentare costituisce tradizionalmente una delle voci più significative dello scambio bilaterale Italia-Canada. Nel 2017 il nostro Paese è stato il primo fornitore agroalimentare europeo del Canada e il quarto maggior fornitore mondiale, dietro a Stati Uniti, Messico e Cina. In termini di composizione merceologica della bilancia commerciale, l'agroalimentare è il secondo comparto dell'export italiano verso il Canada, ed ha rappresentato oltre 1/7 dell'intero export italiano verso il paese nel 2017 (1,3 MLD CAD su circa 8 MLD CAD). Nei primi nove mesi del 2018, le nostre esportazioni sono aumentate del 3,4% (2.997 mln di euro) rispetto al medesimo periodo del 2017, mentre le nostre importazioni si sono mantenute pressoché stabili con un leggerissimo aumento dello 0,2% (1.127 mln di euro), che ha dato luogo ad un saldo positivo per l’Italia di 1.870 mln. di euro (+5,6%).

Tra i principali comparti del nostro export figurano: macchinari, bevande e alcolici, vetture, automobili e parti, prodotti farmaceutici, strumenti ottici e medici.

Nel settembre 2017, tra Canada e UE è entrato in regime di applicazione provvisoria, limitata alle parti comunitarie, il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), accordo di libero scambio di nuova generazione. 

Gli investimenti diretti bilaterali rimangono ancora limitati e sbilanciati in favore del Canada. Secondo i dati riportati da Eurostat (fonte Istat-ICE) nel 2017 gli investimenti dell'Italia oltreoceano risulterebbero pari a € 284 mln, in leggero aumento rispetto all'anno precedente (circa € 229 mln nel 2016) mentre il flusso proveniente dal Canada (€ 19 mln. nel 2017) risulta in calo rispetto al valore del 2016 (€ 116 mln.). Con riferimento alle consistenze (stock di investimenti netti), nel periodo 1992-2017 il valore degli investimenti netti italiani in Canada risulta pari a circa € 2,5 mld, mentre quelli canadesi in Italia sono di € 495 mln.


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