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Governo Italiano

ESTERI NEWS, EDIZIONE SPECIALE DEL 23 MAGGIO 2008

 

ESTERI NEWS, EDIZIONE SPECIALE DEL 23 MAGGIO 2008

L’intervista al Ministro Frattini

Mariangela Pira. Siamo qui con il Ministro degli affari esteri Franco Frattini. Grazie Ministro per essere con noi.

Ministro Frattini. Grazie a voi.

La politica estera del nuovo Governo

Mariangela Pira. Iniziamo subito con la prima domanda: quali saranno le grandi linee direttrici della politica estera del suo mandato.

Ministro Frattini. Ma in primo luogo una forte attenzione all’Europa, accompagnare la ratifica del trattato di Lisbona, che ovviamente, fa fare un passo avanti nell’integrazione europea nei temi che per noi sono di assoluta attenzione, di grande interesse: dai temi della sicurezza alle politiche migratorie, una strategia unitaria dell’Europa per l’energia, e certamente un passo avanti verso quelle linee comuni di politica estera che purtroppo non sono diventate ancora la politica estera dell’Unione europea, ma che in futuro, spero, lo diventeranno.
E dall’Europa, ovviamente, ad un’altra grande regione di priorità per la politica estera italiana, il Mediterraneo. Noi seguiremo con grande attenzione, nei prossimi mesi, il progetto che la presidenza francese lancerà, proponendo proprio un’Unione euro-mediterranea, e chiaramente saremo tra i sostenitori di questo grande progetto, per avvicinare, diciamo così, le due rive del Mediterraneo. Ma è evidente che la politica estera italiana, confermerà e direi rilancerà con più forza rispetto al passato recente quella collaborazione con gli Stati Uniti d’America che sono il nostro principale alleato internazionale non europeo; guardando poi a quegli scenari di crisi del mondo in cui la collaborazione con l’alleato americano e con gli altri paesi europei, è essenziale. Penso al Libano, ma penso anche ai Balcani, quindi al Kosovo, dove c’è una grande presenza italiana e ovviamente all’Afghanistan in cui l’Italia ha anche una grande responsabilità.
Infine, certamente, il tema della preparazione del G8 a Presidenza italiana che si svolgerà proprio nel prossimo anno, è un’altra delle grandi priorità della politica estera. Preparare un’agenda per il G8, a Presidenza italiana, che includa, oltre a temi come la lotta al terrorismo internazionale, o il traffico della droga, quei grandi temi come la coesione sociale, la lotta alla povertà, i temi del cambiamento climatico, e delle crisi alimentari, la sicurezza dell’alimentazione, tutti temi che toccano milioni e milioni e milioni di poveri nel mondo e che credo il G8 debba affrontare.

Mariangela Pira. Ecco.. da parte sua continuerà la spinta verso la modernizzazione della Farnesina; che comunque negli ultimi mesi ha avuto un ulteriore impulso.

Ministro Frattini. Si, certamente, io ho trovato tornando qui alla Farnesina, una Farnesina rinnovata. Il Segretario Generale, gli Uffici, hanno avviato davvero un processo di modernizzazione; di maggiore, direi, protagonismo nel tessuto economico sociale, non solo del Sistema Paese Italia, ma anche dei Paesi in cui noi abbiamo le nostre missioni diplomatiche. I nostri Ambasciatori sono davvero Ambasciatori del Sistema Italia, quindi non solo della politica, ma anche Ambasciatori di una presenza del made in Italy nei grandi Paesi, che per noi è assolutamente essenziale. Questo processo continuerà, avrà non solo il mio pieno sostegno, ma anche il mio incoraggiamento.

L’impegno dell’Italia nel mondo

Mariangela Pira. Ecco l’Italia è impegnata, come sappiamo, nei principali scenari a livello mondiale, si prospettano significativi cambiamenti in questo senso oppure lo scenario, tutto sommato, rimarrà simile?

Ministro Frattini. Io spero che vi siano cambiamenti, e che vi siano cambiamenti positivi. Avremo tra pochissimo l’elezione di un presidente del Libano, dopo diciotto mesi di stallo nei negoziati. Tutti i partiti libanesi lo eleggeranno, avremo quindi la possibilità di un rilancio della stabilizzazione libanese, con il grandissimo contributo della Lega Araba, a cui bisogna davvero fare i complimenti, e chiaramente questo ci interessa molto, perché la guida italiana di Unifil2, cioè la missione di Peace keeping in Libano, evidentemente è una delle grandi priorità. E poi noi dobbiamo lavorare perché nella regione mediorentiale si arrivi finalmente ad una stretta finale dei negoziati di pace tra Israele e Autorità Nazionale Palestinese, così come si coinvolga finalmente la Siria, come sembra si stia facendo con Israele, e questo è un dato straordinariamente positivo.
Noi ci aspettiamo grandi cambiamenti nei Balcani. Ci aspettiamo che i paesi dei Balcani occidentali si avvicinino all’Europa. In primo luogo la Serbia, che noi abbiamo incoraggiato, a scegliere la strada dell’Europa, e non la scelta del nazionalismo, e quindi dell’antieuropeismo. Evidentemente dobbiamo accompagnare tutti i paesi dei Balcani occidentali a fare passi avanti verso l’Europa.
Questi sono i grandi scenari che discuteremo nei prossimi mesi senza dimenticare ovviamente l’Afghanistan, per cui abbiamo a Parigi, tra poche settimane, una conferenza  internazionale a livello nostro, quindi di Ministri degli esteri.


Il ruolo degli Organismi internazionali

Mariangela Pira.  Dal punto di vista della globalizzazione: questa ha messo in evidenza alcuni problemi. Per esempio dal punto di vista della governance, o dell’incapacità degli Organismi internazionali a svolgere pienamente il loro ruolo. Che cosa può fare l’Italia in tal senso per promuovere un nuovo ruolo di questi Organismi multilaterali?

Ministro Frattini. L’Italia è da molto tempo che sta proponendo una riforma complessiva del sistema delle Nazioni unite. Una riforma che non abbia come mira quella di moltiplicare i seggi permanenti, come alcuni invece vorrebbero, ma anzitutto una maggiore democraticità delle Nazioni unite. Dare una più larga rappresentatività a quelle basi regionali che in molte aree del mondo fanno la differenza. Pensiamo all’America Latina o all’Africa, e che spesso sfuggono ad una rappresentatività piena. Quindi noi vogliamo più democraticità, più effettività, ai lavori delle Nazioni Unite, e quindi non ci preoccupiamo anzitutto del Consiglio di sicurezza, che pure deve dare prova di maggiore efficacia nei suoi lavori, ma ci preoccupiamo anche dell’Assemblea generale della Nazioni unite, che deve davvero esprimere una volontà collegiale, e quindi ecco la nostra proposta: più  effettività e più democraticità tenendo conto della base regionale delle varie aree del mondo.
Noi pensiamo che questo possa contribuire molto, perché io credo molto nel multilateralismo. Però deve essere un multilateralismo efficace, cioè capace di decidere. Se si vuole la strada multilaterale, ma poi ci si blocca nei veti incrociati, l’impressione dei cittadini del mondo è che le Nazioni unite non decidano mai.
Io voglio che decidano ma che decidano in modo efficace e veloce.


Processo di ratifica del Trattato di Lisbona

Mariangela Pira.  Nei prossimi mesi si aprirà una fase cruciale per quell’Europa a cui Lei tiene tanto con l’avvio del processo di ratifica del Trattato di Lisbona. Qual è la sua opinione al riguardo e soprattutto quali sono i suoi auspici ovviamente in relazione agli interessi del nostro Paese?

Ministro Frattini. Noi presenteremo la prossima settimana il disegno di legge di ratifica del Trattato di Lisbona; il Parlamento si è appena insediato, uno dei primi impegni sarà approvare, come approverà, il disegno di legge. Noi siamo d’accordo tra i partners europei che il Trattato di Lisbona entri in vigore a gennaio 2009, quindi molto presto.
Il mio auspicio è ovviamente, e questo sarà l’impegno dell’Italia, che l’Italia sia sempre all’avanguardia in questo processo di integrazione europea. L’Italia deve essere in condizione di spiegare in modo molto concreto ai cittadini perché serve l’Europa.
Io sono convinto che l’Europa non sia un mito in sé, ma è un’occasione straordinaria per milioni e milioni di cittadini. L’Europa non è più un sogno è una realtà che è tremendamente utile: quando parliamo di energia, quando parliamo di infrastrutture, di lotta al terrorismo, di governo dell’immigrazione, chi può ormai immaginare che questi problemi li possa gestire l’Italia da sola o gli altri Paesi europei. Ecco perché ci vuole l’Europa.


Il progetto dell’Unione Mediterranea

Mariangela Pira.  A giugno sarà la Francia ad assumere la Presidenza dell’Unione europea. Ci si attende anche un forte impulso anche per quanto riguarda il progetto Unione mediterranea, tanto caro a Parigi. Quale sarà la posizione italiana?

Ministro Frattini. Ma come detto noi lo sosterremo, un progetto che non può e non deve dividere l’Europa, quindi non è un progetto che riguarda l’Europa del sud, e la riva nord del Mediterraneo, riguarda tutta l’Europa. Anche i paesi nordici hanno ormai capito che il Mediterraneo è una straordinaria regione di interesse per l’intera Europa. Il Mediterraneo non è soltanto un tratto di mare, diciamo così, tra la Sicilia e la Libia. Il Mediterraneo è estremamente importante nella sua dimensione occidentale, come nella sua dimensione orientale, che tocca tutti i Paesi del medioriente, tocca la Turchia. Ma nel Mediterraneo c’è l’Adriatico che vuol dire tutta la dimensione balcanica. E poi l’intersezione delle grandi reti verso il nord e verso l’est dell’Europa. Quindi non confondiamo l’idea di Unione mediterranea come un qualcosa che riguardi soltanto Italia, Francia e Spagna e forse Malta e Cipro.
L’Unione mediterranea riguarda tutti i Paesi europei, noi la sosteniamo con forza perché l’Italia è il naturale ponte nel Mediterraneo verso questo scambio tra le culture, le religioni, le civiltà, che è oggi uno dei grandi temi politici. Specialmente se  consideriamo che abbiamo in Europa milioni di immigrati che vengono esattamente dalla riva sud del Mediterraneo.


Il rapporto tra Italia e America Latina

Mariangela Pira.  La sua prima missione istituzionale è stata a Lima, e ha partecipato al Vertice tra l’Unione europea e i Paesi dell’America latina. Da questo fronte ci sono novità per quanto concerne i rapporti tra i due paesi?

Ministro Frattini. L’Italia è vista sempre più come un paese protagonista in America Latina. Io continuerò quello che è stato fatto negli ultimi anni, proprio per dimostrare che siamo interessati a un dialogo speciale con questi Paesi.
Se noi pensiamo che vivono in America Latina milioni e milioni di cittadini che hanno il passaporto italiano, ma anche, ad esempio, il passaporto brasiliano o argentino, e che quindi c’è un legame speciale che nasce dalle generazioni di migranti italiani che hanno fatto fortuna e che sono perfettamente integrati nelle realtà di quei Paesi, ma non dimenticano di essere di origine italiana. E allora è chiaro che il nostro legame con l’America latina è un legame speciale. Io ho incontrato, in incontri bilaterali, e quindi molto importanti, la maggioranza dei capi di Stato di quei Paesi, e con tutti loro siamo d’accordo, ovviamente,  che le iniziative di collaborazione di cooperazione continueranno.

Mariangela Pira. Grazie per essere stato con noi, e in bocca al lupo.

Ministro Frattini. Grazie molte, grazie


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