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Governo Italiano

Cooperazione: nuove prospettive attraverso la collaborazione pubblico-privato

Data:

23/11/2009


Cooperazione: nuove prospettive attraverso la collaborazione pubblico-privato

Il partenariato pubblico-privato è la nuova strada per promuovere sviluppo nei Paesi poveri. In questo senso il nuovo regolamento sulle agevolazioni creditizie alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di Sviluppo (delibera CIPE del 6 novembre 2009) consente di utilizzare strumenti per realizzare progetti "in maniera innovativa": ad esempio, credito a condizioni agevolate per iniziative realizzate da imprese italiane attraverso joint venture con partner locali. Di nuove prospettive per una collaborazione pubblico-privato nella cooperazione si è discusso alla Farnesina in un seminario dal titolo 'Credito per lo sviluppo', a cui hanno partecipato organismi dediti all’intermediazione finanziaria a sfondo solidale, organizzazioni non governative, e organismi dediti al commercio equo e solidale, ai servizi di pubblica utilità, alle energie rinnovabili nonché al turismo sostenibile ed altri.

I soggetti attori dello sviluppo non sono più soltanto gli Stati, ma "si moltiplicano", ha sottolineato il Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAE, Ministro Elisabetta Belloni, secondo cui le istituzioni adesso "devono riconoscere il ruolo delle imprese, della società civile, delle università e delle banche per definire linee strategiche di cooperazione e fare sistema".

I vantaggi di una collaborazione tra Cooperazione italiana e imprese sociali - è stato osservato - sono evidenti: maggiore mobilizzazione di risorse umane, intellettuali e finanziarie per lo sviluppo e il rafforzamento della qualità dell’aiuto. Allo stesso tempo, non mancano i fattori di pericolo. Per passare dal dono al credito - è la valutazione delle banche - sono necessari "progetti sostenibili di per sè" e non soltanto idee interessanti: una linea di "low-profit" che garantisca grandi risultati sociali ma anche profitti.

Le ONG si candidano a fare da tramite tra le imprese sociali e il Paese in cui si vuole investire, per via della loro conoscenza del territorio. Tuttavia, è stato rilevato, i progetti saranno fruttuosi se prima si investirà sull'educazione, ad esempio introducendo una cultura del risparmio che è precondizione per una cultura del credito.


Luogo:

Roma

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