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Governo Italiano

Frattini in Medio Oriente: l’Italia scommette sulla volontà di pace delle due parti

Data:

24/11/2010


Frattini in Medio Oriente: l’Italia scommette sulla volontà di pace delle due parti

L'Italia scommette sulla "volontà di pace" della leadership palestinese come di quella israeliana, affidando le speranze della ripresa dei negoziati diretti in primo luogo agli sforzi degli USA in questi giorni "per persuadere Israele a riprendere una moratoria edilizia negli insediamenti ebraici". E' questo il senso del messaggio che il Ministro Franco Frattini ha condiviso ieri con gli interlocutori incontrati a Gerusalemme e a Ramallah, nel quadro di una missione di tre giorni che si concluderà oggi nella Striscia di Gaza.

Frattini ha espresso il suo auspicio parlando con il suo omologo israeliano, Avigdor Lieberman, con il capo negoziatore dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Saeb Erekat, e con il presidente Mahmud Abbas, visitati in Cisgiordania fra Gerico e Ramallah.Da tutti,ha colto una fondamentale disponibilità a riannodare il filo del negoziato.

L'obiettivo deve essere ora quello di trovare il minimo comune denominatore per un “restart” in grado di dar vita a "negoziati seri sui confini" del futuro Stato palestinese "e su tutte le questioni chiave" del contenzioso, ha sottolineato Frattini rivolgendosi a Erekat a Gerico, dopo aver inaugurato nella scuola 'Terrasanta' una nuova sala polifunzionale realizzata dalla Cooperazione Italiana. Per raggiungerlo - ha proseguito - è necessario sostenere gli sforzi che "i nostri amici americani" stanno compiendo per far quadrare il cerchio di un'intesa su una nuova moratoria di almeno tre mesi.

L'Italia - ha notato Frattini - condivide la posizione degli Usa secondo cui gli insediamenti israeliani nei territori occupati "sono un ostacolo al processo di pace", ma ritiene che il problema vada risolto nei colloqui diretti. Da parte palestinese, il ministro italiano ha riscontrato la volontà di Abu Mazen "di ricominciare a negoziare con gli israeliani". Una volontà che per altro verso s'accompagna con la richiesta - ribadita pubblicamente dal presidente dell'Anp, come da Erekat - di "un congelamento pieno degli insediamenti".

Quanto ai confini del futuro Stato palestinese, Erekat ha rinnovato la richiesta all'Italia, agli Usa e ai paesi dell'Europa e dell'Occidente di riconoscerli già adesso, in modo formale, entro il tracciato del 1967. Frattini ha però puntualizzato che "l'intesa in seno alla comunità internazionale è che si devono sostenere i negoziati e i negoziatori, non prendere il loro posto". L'Italia, ha chiarito, "vuole uno Stato palestinese al più presto possibile", ma non attraverso iniziative unilaterali.

La visita di Frattini si è conclusa oggi nella Striscia di Gaza, con la visita ad istituzioni gestite dalla Cooperazione Italiana e dall'Unrwa (agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi), come una scuola a Beit Lahya. L'alleggerimento del blocco israeliano della Striscia "è stato un primo passo importante, ma non basta", ha detto Frattini, auspicando in particolare che sia consentito un maggiore "accesso di materiali da costruzione". "Servono cento scuole i cui progetti la comunità internazionale è pronta a sostenere, ma finora ne sono stati approvati solo sette", ha osservato, soffermandosi poi sulla necessità di favorire la ripresa delle esportazioni. Il Ministro ha infine lanciato un appello per il rilascio del soldato israeliano Ghilad Shalit, tenuto in ostaggio da oltre quattro anni, perché "sarebbe un gesto coraggioso di umanità e di clemenza" e contribuirebbe a "innescare un circolo virtuoso di gesti positivi anche sul piano politico". A Gaza non ci sono stati incontri con rappresentanti di Hamas, che Stati Uniti ed Unione europea hanno inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche.


Luogo:

Roma

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