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Governo Italiano

Focus-Libia: operativa la missione italiana, rimpatriato primo gruppo egiziani. Frattini, l’Italia aderira’ a sanzioni Onu ed Ue

Data:

04/03/2011


Focus-Libia: operativa la missione italiana, rimpatriato primo gruppo egiziani. Frattini, l’Italia aderira’ a sanzioni Onu ed Ue
La missione umanitaria italiana al confine tra la Turchia e la Libia, e’ gia’ all’opera con le prime operazioni. Il ministro Franco Frattini a Instabul per colloqui con il suo omologo Ahmed Davutoglu, ha detto che e’ stato rimpatriato "un primo gruppo di cittadini egiziani" ed ha ricordato che "una nave militare” partita da Catania “portera’ a Bengasi impianti per l'acqua potabile, l'elettricita’ e attrezzature mediche". Il ministro ha aggiunto che e’¨ arrivata la richiesta per il rimpatrio di alcuni cittadini del Mali e che l'Italia sta provvedendo con mezzi aerei. "E' inoltre in allestimento – ha concluso - un campo italiano per la prima assistenza". Il ministro, per quanto riguarda le decisioni nelle sedi internazionali ed europee nei confronti del regime di Gheddafi, ha precisato che "L'Italia aderira’ a tutti i tipi e categorie di sanzioni che verranno decise dall'Onu e dall'Unione Europea" anche nel caso riguardino "partecipazioni azionarie". Grazie al materiale portato da un C130 che che è a Djerba verra’ allestita presso il campo profughi tunisino di Choucha, nei pressi di Ras Jedir, una struttura temporanea che servira’ da centro di coordinamento delle operazioni di assistenza umanitaria per i profughi in fuga dalla Libia. La struttura, realizzata grazie all'azione della Cooperazione allo Sviluppo della Farnesina e con materiali messi a disposizione dalla Protezione Civile, e’ destinata ad essere utilizzata congiuntamente con le Organizzazioni Internazionali presenti in loco, come gia’ richiesto dall'OCHA, e con gli altri Paesi. Nel campo profughi "Choucha" a Ras Jedir, in territorio tunisino, dove si riversa la gente in fuga dalla Libia, un primo sopralluogo e’ stato fatto dalla squadra italiana di tecnici inviata dalla Farnesina. Dopo l'incontro con i responsabili della logistica del campo, la delegazione si e’ recata a visitare le tende dove, surichiesta dell'Unhcr, gli italiani allestiranno il quartier generale che servira’ all'Alto commissariato dell'Onu per la gestione il campo. L'Unhcr ha inoltre chiesto agli italiani di allestire bagni e docce, una delle cose al momento carenti nel campo. Ad oggi sono 13.000 i profughi presenti nell'area, secondo quanto afferma Ayman Gharaibeh, responsabile logisticodell'Unhcr. Il campo ha una capacita’ di 20.000 posti. L'incognita e’ cosa ci sia dall'altra parte del confine, in territorio libico, dove, secondo alcune fonti, vi sarebbero migliaia di persone ancora accalcate in attesa di espatrio. "Quello che piu’ preoccupa in questo momento sono le condizioni igienico sanitarie". E' quanto sottolineato, da Michelle Cecchi del team della direzione cooperazione e sviluppo della Farnesina, che si trova nel campo profughi a Ras Jedir, al confine tra Libia e Tunisia.Il C130 è poi ripartito alla volta di Bamako, in Mali, per rimpatriare oltre 80 profughi maliani, che da giorni si trovavano in Tunisia.

Luogo:

Roma

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