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Governo Italiano

L’Intervista - Colombia: Amb. Schiavoni, le prospettive dei rapporti economici con l’Italia

Data:

16/03/2011


L’Intervista - Colombia: Amb. Schiavoni, le prospettive dei rapporti economici con l’Italia

Nell’ambito del dossier di approfondimento dedicato alla Colombia la Newsletter di ‘Diplomazia Economica Italiana’’ pubblica un’intervista all’Ambasciatore italiano a Bogota’ Gerolamo Schiavoni che affronta i temi legati alla svolta introdotta dal Presidente Santos nonche’ a quelli legati alle prospettive di crescita dei rapporti economici tra la Colombia e l’Italia. Ecco il testo dell’intervista.

Ambasciatore, come descriverebbe oggi, in poche battute, il Paese nel quale presta servizio da quasi tre anni?

L'odierna Colombia, sotto la guida del nuovo Presidente Juan Manuel Santos, si presenta come uno Stato nel quale guerriglia, terrorismo, narcotraffico e criminalità organizzata non rappresentano più le caratteristiche dominanti, pur senza perdere di vista problemi ancora oggettivi di sicurezza. Si tratta di un grande Paese, nel quale le maggiori imprese internazionali ravvisano da tempo importanti opportunità di lavoro. I settori individuati dal Governo come assi portanti della crescita sono principalmente quelli dell'agricoltura, dell'estrazione petrolifera (circa 800mila barili al giorno) e del carbone, delle infrastrutture, dell'edilizia e dell'innovazione. Uno sviluppo equilibrato ed una più equa politica dei redditi dovrebbero inoltre favorire commercio e turismo internazionali nonché la crescita delle attività terziarie, a partire dalla tecnologia informatica. Può giocare a tal fine un ruolo importante il buono e spesso alto livello di qualificazione professionale dei colombiani, conseguente ad un sistema educativo bene organizzato e diffuso, fino a livelli di eccellenza. In Colombia si contano molti istituti universitari riconosciuti; nella sola capitale Bogotà ce ne sono almeno 20, alcuni di essi noti internazionalmente (Nacional, Los Andes, Rosario, Externado, Javeriana, La Sabana, Catòlica, Jorge Tadeo Lozano) con vincoli ed accordi di collaborazione anche con Università italiane. La ricchezza e varietà del territorio nazionale con le sue biodiversità, la volontà governativa di procedere lungo la via dello sviluppo equilibrato, le varie riforme socioeconomiche avviate dall'Amministrazione Santos, la crescente ed attiva presenza della Colombia sui mercati e nei rapporti politici internazionali, la sua stabilità politico- finanziaria ed il suo ruolo nella regione andina, al confine con l'istmo centroamericano e bagnata da due oceani, sono tutte caratteristiche di oggettivo interesse ed attrazione anche internazionali Molte sono le imprese estere che operano in Colombia nei suoi vari settori e piani di sviluppo, compresi grandi gruppi italiani. Molte ancora le opportunità su cui puntare, in un Paese grande quasi quattro volte l'Italia, in cui una parte del territorio è ancora carente di strutture primarie(una buona rete stradale, ferroviaria, porti e aeroporti). Gli spazi d'intervento per le nostre imprese sono pertanto molto ampi, soprattutto nel campo delle infrastrutture, dei lavori pubblici, del petro lio e del turismo. Ritengo che valga la pena una riflessione approfondita al riguardo e soprattutto che le opportunità offerte oggi dal Paese valgano lo sforzo di una valutazione sul posto da parte delle imprese interessate: provare (e vedere) per credere.

La presidenza Santos sembra fortemente orientata ad estendere lo sviluppo e il consenso sociale. Con quali strumenti e iniziative?

Dopo un lungo periodo - otto anni del doppio mandato del Presidente Alvaro Uribe, in cui la preoccupazione quasi esclusiva del Governo colombiano era comprensibilmente rivolta alla sicurezza e alla lotta alla guerriglia - la nuova Amministrazione Santos ha restituito centralità alle tematiche dello sviluppo sociale. Anche da un punto di vista lessicale si è passati dalla "sicurezza democratica" dell'ex- Presidente Uribe alla politica della "prosperità democratica" - con accento sullacrescita - varata dal Presidente Juan ManuelSantos. Cosa vuol dire in concreto? Affrontare le conseguenze del conflitto interno e degli anni dei cartelli del narcotraffico anche dal punto di vista economico e sociale, oltre che militare. Dare un'opportunità di crescita occupazionale e professionale ad un'ampia fetta della popolazione esclusa finora dal mercato del lavoro, sempre in bilico fra impieghi occasionali e miseria. Disegnare, in altre parole, una Colombia realmente diversa. In questo Paese, segnato da oltre quarant'anni di conflitto interno, il 45% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. Qualsiasi politica di sviluppo economico non può pertanto prescindere dalle grandi sperequazioni e disuguaglianze fra ricchi (pochi) e poveri (moltissimi), rafforzando un processo già in atto per la crescita di una vera e propria classe media che diventi ossatura portante e volano di sviluppo. In tal senso il progetto di legge sull'impiego recentemente proposto dal Presidente Santos mira a creare, o far emergere da forme di impiego irregolare o precario, circa 2 milioni e mezzo di posti di lavoro, riducendo significativamente il tasso di disoccupazione, pari oggi all'11,6 % della popolazione. Anche la Ley de Regalias, prevedendo una redistribuzione dei proventi delle royalties ottenute per lo sfruttamento degli importanti giacimenti petroliferi e carboniferi presenti nel Paese, anche a favore delle regioni più povere, contribuirà a garantire, dal punto di vista geografico, uno sviluppo più armonico ed equo. La crescita in Colombia passa anche per una piena valorizzazione dell'agricoltu- ra, che interessa ancora circa il 65% della popolazione, recentemente definita dal Presidente una delle "locomotive" di sviluppo. La Ley General de Tierras, attualmente in discussione al Parlamento, mira a valorizzare pienamente l'enorme patrimonio di terre fertili presenti nel Paese, attraverso l'accertamento dei diritti di proprietà e l'avvio di una riforma agraria. Da ricordare, fra l'altro, che la Colombia può vantare una produzione d'eccellenza di caffè, cacao, fiori e frutta. Sotto il profilo sociale, la Legge delle Vittime, al centro del dibattito politico e parlamentare, intende invece assicurare un risarcimento a tutte le vittime del conflitto e la restituzione delle terre illegalmente sottratte a parte dei circa 3,5 milioni di sfollati interni (desplazados), costretti ad abbandonare le loro proprietà sotto la minaccia della violenza. Si tratta quindi di scommettere su un approccio dal basso, restituire diritti (ad esempio un titolo certo di proprietà) ed una prospettiva di crescita sociale a chi prima non l'aveva. In ciò il Governo Santos ha marcato una distanza rispetto alla precedente Amministrazione Uribe, accogliendo proposte ed istanze provenienti in parte dal Partito Liberale, prima all'opposizione. Anche la recente riforma riforma della Salute si inserisce in questo quadro, ribadendo il principio della "copertura universale" e garantendo maggiori risorse (circa 800 milioni di dollari annui dal 2012) al sistema sanitario pubblico. Resta sempre alta, infine, l'attenzione al pieno rispetto dei Diritti Umani, in particolare delle categorie più vulnerabili, dalle etnie indigene, agli afrodiscendenti, alle donne e ai bambini. Pensando alle generazioni più giovani il Governo Santos ha recentemente proposto l'iniziativa "Estrategia Integral de Atencion a la Primera Infancia" per garantire ai fanciulli colombiani il diritto a servizi fondamentali quali la sanità e l'educazione. Tale iniziativa sarà finanziata prevalentemente con risorse sequestrate ai narcotrafficanti. Nel complesso la nuova Presidenza sembra voler seguire con determinazione il cammino della crescita socio-economica, superando la priorità della sicurezza nazionale e ponendo un forte accento su occupazione dignitosa, giustizia, educazione e sanità. Il riordino dei vari comparti produttivi, lo sviluppo delle infrastrutture, l'accento su formazione ed innovazione ne costituiscono necessarie condizioni e premesse strumentali.

Quali sono i punti del Piano di Sviluppo presentato dal Presidente Santos, che possono offrire opportunità anche alle imprese italiane?

Il Piano di Sviluppo 2010-2014 presentato dal Presidente Santos interessa 5 pilastri (o "locomotoras"): infrastrutture, edilizia, agricoltura, attività energetico- mineraria e innovazione. A ciò si aggiungono i lavori, che dovranno iniziare quest'anno, di ricostruzione delle zone interessate dalle alluvioni invernali che hanno colpito il Paese nel 2010 provocando ingentissimi danni, per circa 4.000 km. di strade nazionali (con un investimento previsto di US$ 3,2 miliardi circa) e l'avvio dei cantieri per la costruzione di 1 milione di alloggi. Quest'ultimo progetto coincide, peraltro, con l'annunciata politica di "prosperità" del nuovo Governo (almeno 150 municipi risultano danneggiati dalle intemperie). Sono inoltre previsti 7 mega progetti stradali che dovrebbero portare alla costruzione di una rete capillare di autostrade nel Paese. I più importanti sono la "Ruta del Sol" (984 km per un costo di circa 2,5 miliardi di dollari), il "Tunel de la Linea" (8 km per un costo di 350 milioni) e la "Autopista de las Americas" (1.984 km per un costo di 3,5 miliardi. Lo scorso dicembre sono stati aggiudicati il primo tratto di quest'ultimo progetto (km 78,3) al Consorzio Vial Helios, di cui fa parte anche l'italiana Ghella, ed il terzo tratto della "Ruta del Sol" (464 km) alla nostra Impregilo. Anche i settori energetico, petrolifero e minerario, che hanno assorbito una buona parte degli investimenti esteri degli ultimi 2-3 anni, presentano buone opportunità per l'imprenditoria italiana, in particolare per quanto riguarda le tecnologie in uso per lo sfruttamento delle materie prime. In tali settori sono già presenti le italiane ENEL, Impregilo e Petreven (gruppo Trevi) di proprietà della famiglia Trevisani di Cesena. Lo sviluppo del settore agricolo viene considerato dal Governo un elemento fondamentale per favorire sviluppo e pacificazione del Paese e per migliorare la qualità di vita nelle aree rurali. In tale quadro assume particolare importanza la meccanizzazione agricola. La superficie coltivabile è di 11 milioni di ettari. L'area attualmente coltivata è di circa 2,5 milioni e solo il 12% con mezzi meccanici per lo più obsoleti. Sono previsti stanziamenti pubblici dei singoli progetti e l'importazione in franchigia doganale di macchine ed attrezzature agricole ed agroindustriali. Tale settore presenta pertanto ampie possibilità di penetrazione per le nostre industrie del comparto agricolo. Trattori agricoli di produzione italiana sono già ampiamente importati da imprenditori dell'agro-industria. Altro settore da non trascurare é quello del turismo. Le coste della Colombia, come anche i suoi meravigliosi parchi naturali, sono sempre più meta di villeggiatura, a fronte di strutture turistico-alberghiere in crescita.

La Colombia è frequentemente percepita, da molti imprenditori, come un Paese "insicuro". È tuttora giustificata questa immagine? Quali sono i cambiamenti avviati e quelli programmati?

La Colombia era un Paese insicuro. Con ciò non voglio dire che non esistano oggi rischi per i turisti e gli investitori italiani, ma voglio piuttosto sottolineare la notevole flessione degli indici di criminalità (omicidi e sequestri sono diminuiti dal 2002 al 2009 rispettivamente del 45,5% e del 92,6%). Ciò rende oggi il Paese reale diverso, migliore, rispetto all'immagine che se ne ha spesso in Italia, ancora associata ai grandi cartelli del narcotraffico degli anni '80 e '90 e al terrorismo. Durante i due mandati del Presidente Uribe (2002-2010) il problema della guerriglia è stato affrontato con forza, attraverso la cosiddetta politica di "sicu rezza democratica", determinando un notevole indebolimento delle organizzazioni terroristiche e un parallelo consolidamento del controllo del territorio da parte dello Stato.
Tale linea di fermezza viene oggi portata avanti con decisione dal Presidente Santos, che - proprio in virtù dei risultati raggiunti dal suo predecessore - ha potuto dedicarsi maggiormente alle tematiche della crescita economica e sociale, sviluppando la cosiddetta politica della "prosperidad democratica". La piaga del narcotraffico segna ancora profondamente questo Stato ed è in forma diretta o indiretta alla base di molte delle problematiche ancora aperte, con cui l'attuale Amministrazione dovrà confrontarsi. È attraverso il narcotraffico che si finanziano tanto la guerriglia (FARCELN) che le bande armate di derivazione paramilitare; è il narcotraffico che alimenta fenomeni di impunità e corruzione, in diminuzione, ma ancora ben presenti nel Paese. In tal senso rilevo in positivo che gli ultimi dati dell'Ufficio contro la Droga e il Crimine delle Nazioni Unite, registrano una diminuzione della produzione stimata di cocaina del 9% (da 450 tonnellate nel 2008 a 410 nel 2009). Le condizioni di sicurezza risultano migliorate nei grandi centri urbani (Bogotá, Barranquilla, Bucaramanga, Medellin e Cali) e nelle principali località turistiche (Cartagena, Santa Marta, San Andres), che oggi possono essere, sempre con precauzione e buonsenso, tranquillamente visitate dai nostri connazionali. Al riguardo ritengo che la Colombia rappresenti oggi una realtà da scoprire, tanto come meta di villeggiatura che come luogo di possibili investimenti. Le grandi imprese italiane presenti in zone anche remote del territorio (ad esempio l'Impregilo, che porta avanti un grandioso progetto per la centrale idroelettrica sul fiume Sogamoso), possono inoltre contare sulla piena collaborazione delle Forze Armate colombiane, nonché su efficaci sistemi di sicurezza privata. La distanza, ma anche le condizioni e la carenza del sistema viario nazionale, inducono all'uso del mezzo aereo per la maggior parte degli spostamenti. Ne deriva un accresciuto livello di sicurezza. La situazione potrà cambiare con l'esecuzione dei grandi progetti infrastrutturali di sviluppo stradale.


Luogo:

Roma

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