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Governo Italiano

Emergenza umanitaria, le iniziative dell'Italia

Data:

18/04/2011


Emergenza umanitaria, le iniziative dell'Italia

Quadro generale

Dall’inizio della crisi 533.000 persone hanno lasciato la Libia per raggiungere i paesi limitrofi in particolare la Tunisia (251.000 persone) e l’Egitto (215.000 persone).

La situazione rimane critica nella Libia Occidentale ed in particolare nella città di Misurata giunta ormai alla settima settimana di combattimenti tra le forze lealiste e quelle di opposizione dove si registrano, al momento, circa 250 vittime. In aumento i movimenti di popolazione all’interno della Libia che non mancano di generare preoccupazioni circa ulteriori necessità di aiuto umanitario. Le Nazioni Unite e la Comunità Internazionale continuano a intervenire, in Libia e nelle aree al confine con Tunisia e Egitto, per corrispondere ai bisogni più urgenti quali l’evacuazione di cittadini di paesi terzi (stimati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, per la sola città di Misurata, in 6.000 di nazionalità egiziana, nigeriana, ghanese, irachena, tunisina e bangladese). Si registrano inoltre carenze in termini di fabbisogno di medici e farmaci di base. I movimenti di popolazione ed il protrarsi delle difficili condizioni lasciano intravedere rischi nell’accesso all’acqua potabile e nel settore igienico-sanitario.

Interventi umanitari realizzati

Forniti ad OMS 20 kit medici anti trauma utili a prestare assistenza umanitaria alle vittime civili delle violenze occorse in Cirenaica. Tali kit medici, utili alla cura di 1.000 casi, sono giunti nella serata del 1° marzo al Cairo. Qui sono stati presi in consegna dal personale dell’OMS per essere trasferiti a Bengasi dove, con il concorso della Mezza Luna Rossa libica, sono già stati distribuiti ai principali ospedali e centri sanitari della Libia orientale.

Evacuazione di cittadini di paesi terzi in fuga dalla Libia. Realizzati, tra il 5 e il 10 marzo, 6 voli, di cui 4 militari e 2 civili, per il rimpatrio di complessivi 863 cittadini di nazionalità egiziana, maliana e del Bangladesh.

Invio aiuti umanitari a Bengasi per complessive 91 tonnellate con Nave Libra (7 marzo su Bengasi e 20 marzo su Derna). Trasportati generi alimentari (messi a disposizione da LEGACOOP e ESSELUNGA), tende, coperte, portabilizzatori, generatori elettrici e kit medici in grado di curare patologie generali per 110.000 persone per un periodo di tre mesi.

Invio kit medici su Misurata. Forniti all’OMS 5 kit per la cura di patologie generali per 50.000 persone e 5 kit antitrauma per la cura di ferite da arma da fuoco per 500 persone. I kit medici sono stati imbarcati su nave civile presso il porto di Smirne (Turchia) con generi alimentari forniti dal PAM e altri beni per l’assistenza forniti da UNICEF. Il carico umanitario è partito da Smirne e è giunto a Misurata il 7 aprile da dove si è proceduto alle operazioni di distribuzione a beneficio delle popolazioni civili.

Evacuazione feriti libici ed invio kit medici. Lo scorso venerdì 8 aprile è stato realizzato l’invio di 2 aerei C-130 su Bengasi, di cui uno partito da Pratica di Mare con a bordo 2 team sanitari militari e l’altro partito da Brindisi con a bordo kit medici per 15 tonnellate. Giunti a Bengasi, i kit medici (comprensivi di 6 kit per la cura di patologie generali per 60.000 casi e 5 kit anti trauma per la cura di 500 feriti da arma da fuoco) sono stati presi in carico dal Consiglio Nazionale Transitorio ed accentrati presso il Centro medico di Bengasi per la successiva distribuzione ai centri sanitari ed ospedalieri dell’area di Bengasi. Contemporaneamente, venivano imbarcati su uno dei due C-130 25 feriti (in particolare ustionati da esplosione e feriti da arma da fuoco) per essere trasportati a Milano, dove sono giunti nella notte dello stesso venerdì 8 aprile ed accolti, per ricevere assistenza medica, in diverse strutture sanitarie della Regione Lombardia. Alcuni di essi sono già stati dimessi ed ospitati in un centro di accoglienza della Croce Rossa Italiana, altri saranno dimessi entro 10-15 giorni mentre altri 2 feriti necessitano di cure più prolungate.

Contributo ad UNICEF del valore di 300.000 Euro in risposta all’appello umanitario delle Nazioni Unite per la crisi libica. Tale contributo, erogato lo scorso 13 aprile, mira a fornire approvvigionamento di acqua e servizi igienici nelle città e villaggi libici più colpiti prestando particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione quali donne e bambini.


Luogo:

Rome

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