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Governo Italiano

L’Italia celebra i primi 150 anni - I documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale

Data:

28/09/2011


L’Italia celebra i primi 150 anni - I documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sul sito della Farnesina sarà pubblicata, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti ufficiali relativi al riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale. Custoditi presso l’Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune. Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia "buon compleanno".

Il quattordicesimo documento

Castello di Skodsborg, 2 settembre 1861

Il Re di Danimarca, Federico VII scrive al Re d’Italia, Vittorio Emanuele II

Nel 1861 l’Italia non aveva un ufficio diplomatico in Danimarca ma si faceva rappresentare a Copenhagen dal Ministro Plenipotenziario residente a Stoccolma, marchese Migliorati. Cavour incaricò il Migliorati di recarsi nella capitale danese per comunicare ufficialmente l’assunzione del titolo di Re d’Italia da parte di Vittorio Emanuele II ma nel far ciò espresse qualche dubbio sulla disponibilità del Re Federico VII a concedere il riconoscimento della nuova entità statuale. Le perplessità erano legate al fatto che in quegli anni la Danimarca era impegnata in una contesa con il Regno di Prussia per il controllo di alcuni suoi territori di nazionalità tedesca. A meno di non voler avvalorare le pretese di Berlino, Copenaghen non avrebbe avuto quindi convenienza ad avallare la nascita di un nuovo Regno che proprio al principio di nazionalità si era ispirato nel condurre la sua lotta per l’indipendenza. I timori di Cavour si dimostrarono infondati poiché, come fece notare il marchese Migliorati, le simpatie del popolo danese verso l’Italia erano talmente accese da indurre il Re Federico, tra l’altro di tendenze politiche liberali, a concedere il riconoscimento. Il documento ufficiale, datato 2 settembre 1861, fu inviato a Torino solo dopo che Vittorio Emanuele II fece consegnare da un suo messo speciale, il Marchese di Torre Arsa, una lettera personale per il sovrano danese. A seguito di questi eventi si giunse anche all’innalzamento del livello delle relazioni diplomatiche con la creazione di una Legazione italiana a Copenaghen.

Il documento che si pubblica è tratto dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887” b. 1516, f. 1.

 

Il quattordicesimo documento

 

Trascrizione:
Chateau de Skodsborg, le 2 septembre 1861

Monsieur Mon Frère,

La lettre que Votre Majesté a bien voulu m’adresser en date du 5 Mai dernier pour me communiquer qu’Elle a adopté pour Elle et pour Les successeurs le titre de Roi d’Italie, m’ à été délivrée par le Marquis de Torre Arsa, qui Elle a bien voulu charger dans ce but d’une mission extraordinaire auprès de moi, dont il s’est acquitté dignement et de manière a lui concilier ma bienveillance particulière.
Je m’empresse d’exprimer à Votre Majesté combien j’ai été sensible à cette marque Son amitié, ainsi que le plaisir que j’éprouve à reconnaitre le titre qu’Elle vient d’adopter. Animé du désir d’offrir à Votre Majesté mes vœux pour la gloire et la prospérité de Son règne, ainsi que pour le bonheur des peuples dont les destinées Lui sont confiées, j’ai chargé mon Conseiller intime des Conférences et Chambellan, le comte Adam Gottlob de Moltke Hvitfeldt, Grand Croix de mon Ordre du Dannebrog, et décoré de la croix d’honneur du même Ordre, de se rendre en mission extraordinaire auprès d’Elle pour être l’interprète de mes sentiments. Je ne doute pas que mon Envoyé extraordinaire ne se montre digne de cette honorable mission, et qu’il ne réponde parfaitement aux instructions que je lui donne et qui ont principalement pour objet de renouveler les assurances de la haute estime et de l’inaltérable attachement avec lesquels je suis.


Traduzione:
Castello di Skodsborg, 2 settembre 1861

Signore Mio Fratello,
La lettera che Vostra Maestà ha ben voluto spedirmi in data 5 maggio scorso per comunicarmi che ha adottato per se e per i successori il titolo di Re d’Italia, mi è stata rilasciata dal Marchese di Torre Arsa, che Ella ha voluto incaricare a tal fine di una missione straordinaria presso di me, cui si è prestato degnamente e in maniere da conquistarsi la mia particolare benevolenza.
Mi appresto a esprimere a Vostra Maestà quanto ho apprezzato questo segno della sua amicizia, e il piacere che provo a riconoscere il titolo che Ella ha appena adottato. Animato dal desiderio di offrire a Vostra Maestà i miei auguri per la gloria e la prosperità del Suo Regno, e per il benessere dei popoli i destini dei quali sono a lui affidati, ho chiesto al mio intimo Consigliere delle Conferenze e Ciambellano, il Conte Adam Gottlob di Moltke Hvitfeldt, Grande Croce del mio Ordine di Dannebrog, e decorato della croce d’onore dallo stesso Ordine, di recarsi in missione straordinaria presso di Voi per essere l’interprete dei miei sentimenti. Io non dubito che il mio Inviato straordinario si mostri degno di quest’onorevole missione, e che egli risponda perfettamente alle istruzioni che gli ho dato e che hanno principalmente per oggetto di rinnovare l’espressione della mia alta stima e del mio inalterabile attaccamento.


L’archivio del MAE

L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali "La politica estera dell'Italia: testi e documenti".L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali. La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali. La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.


Luogo:

Rome

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